The human centipede II

REGIA: Tom Six
CAST: Laurence L. Harvey, Ashlynn Yennie
ANNO: 2011

Martin lavora come guardia in un garage sotterraneo. Affetto da turbe psichiche a causa degli abusi subiti dal padre quando era bambino e di un rapporto molto complesso con la madre, è morbosamente appassionato al film “The human centipede”, che studia profondamente per ricreare ciò che il folle protagonista della pellicola partorisce: unire diversi esseri umani formando un unico apparato digerente.

Assurto al rango di cult horror indiscutibile, il primo capitolo di questa che sarà una vera e propria saga con tre episodi, aveva già shockato, disturbato e impressionato oltre ogni misura. Se pensavamo, quindi, che la mente malata, perversa, ma anche giocherellona e inventiva del regista e sceneggiatore Tom Six non potesse partorire di meglio, o di peggio sarebbe il caso di dire, allora ci sbagliavamo alla grande. Con l’intelligente e riuscitissima idea di rendere ancora più realistico il racconto di una follia inumana tramite l’espediente dello spettatore incallito che si ciba della sua pellicola preferita cercando di emulare le gesta del protagonista, “The Human Centipede 2”, rimane ancora più impresso del suo predecessore, nonostante non si tratti più di una novità impensabile e sicuramente insostenibile.

Insomma, se i deboli di stomaco con il primo non sono riusciti a reggere la visione, difficilmente con quest’opera successiva ce la faranno. Opera che, pur prendendola per quello che è, cioè un divertito e irrefrenabile circo della pornografia orrorifica, risulta ancora più matura e compiuta del suo progenitore. Il film è, infatti, arricchito da un velato sottotesto cinematografico, con il discorso spettacolo-spettatore raccontato non soltanto tramite la figura del “mostruoso” protagonista, ma anche con il moltiplicarsi delle schifezze mostrate, quasi a voler rispondere a quegli spettatori che avevano criticato la precedente pellicola per essere poco rispondente al battage pubblicitario che l’aveva preceduta, limitando il gore più spinto solo ad alcune sequenze.

Con un atmosfera che ricorda lontanamente l’”Eraserhead” lynchiano e un protagonista più alienato e alienante che mai, al centro dell’attenzione del regista che ne scruta morbosamente e profondamente ogni aspetto raccapricciante, il film coinvolge enormemente nella prima parte, quella della preparazione dell’”opera”, con la scelta della location e dei personaggi (il protagonista “recluta” diverse vittime per portare a compimento il suo più complesso centopiedi umano), e disgusta oltremodo nella seconda parte in cui l’opera viene effettivamente portata avanti dall’inesperto autore.

Se il pazzoide dottor Heiter del primo episodio aveva dalla sua almeno l’accuratezza medica nel legare tra loro tre esseri umani,  Martin, questo è il nome del protagonista, agirà in maniera a dir poco sconclusionata, senza anestesie e con metodi a dir poco agghiaccianti, avvalendosi addirittura di spillatrici e altri strumenti di tortura raggelanti. Viene da chiedersi, allora, dopo aver visto legamenti di ginocchia strappati, denti divelti con martelli, pezzi di carne tagliati, lingue estratte con la pinza, neonati schiacciati dalla frizione di un’auto, cosa potrebbe mai succedere nel terzo capitolo.

In attesa della sua visione, dunque, sospendiamo il giudizio sull’opera, dal momento che andrà considerata in tutte e tre le sue parti come un unicum, una delirante operazione fuori da ogni schema, ma soprattutto fuori da qualsiasi concezione umana.

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“Django Unchained”: Due nuove immagini del film di Tarantino

Lo attendiamo quasi compulsivamente l’ultimo delirio cinematografico del mitico e inimitabile Quentin Tarantino.

Dopo averci stupito, se ancora ce ne fosse stato bisogno, con Bastardi Senza Gloria, adesso non ci resta che aspettare di vedere cosa riuscirà a fare con Django Unchained.

Nel cast nomi stellari come quelli di Leonardo Di Caprio, Samuel L. Jackson, Sacha Baron Cohen, Jamie Foxx e Christoph Waltz.

Grazie ad Entertainment Weekly, possiamo gustarci due nuove immagini della pellicola che ritraggono Christoph Waltz accanto a Jamie Foxx e Leonardo Di Caprio nel ruolo del “cattivone”.

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To Rome with love

REGIA: Woody Allen
CAST: Woody Allen, Alec Baldwin, Roberto Benigni, Penelope Cruz, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Judy Davis, Greta Gerwig, Antonio Albanese, Alessandra Mastronardi, Alison Pill, Alessandro Tiberi, Ornella Muti, Riccardo Scamarcio, Lina Sastri
ANNO: 2012

Storie e personaggi differenti si intrecciano in quel di Roma, dimostrando la volubilità e il carattere effimero del successo fine a se stesso, nonché il pericolo e gli ostacoli che si possono trovare inseguendo false chimere, che siano essere lavorative o sentimentali.

Puntuale e tempestivo come sempre arriva l’ormai annuale appuntamento con il sempre mitico Woody Allen, che però sembra ormai alternare ottime pellicole a delusioni cocenti. Dopo il successo di critica e di botteghino ottenuto da “Midnight in Paris”, dunque, è il turno dell’inaccettabile “To Rome with love”, insoddisfacente racconto corale di una città banalizzata, semplificata e svuotata di qualsiasi spessore. Se già con “Viky Cristina Barcelona” il regista newyorchese aveva dimostrato di poter partorire opere in qualche modo attraversate da stereotipi e cliché geografici e culturali, sensazione poi del tutto confermata da “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”; con quest’ultima fatica ha praticamente aumentato la dose di scontatezze, ovvietà e convenzionalità narrative e registiche, restituendoci una Roma più piatta e incolore che mai. Come il meno ispirato degli autori, infatti, Allen si è limitato a mostrarci i luoghi topici della capitale (il Colosseo e piazza di Spagna in primis), come fossero delle vuote e sterili cartoline in cui infilarci storie e soggetti poco stimolanti e scarsamente caratterizzati.

A nulla serve, quindi, richiamare il Fellini de “Lo sceicco bianco”, se lo spezzone narrativo in questione è poi attraversato da gag di dubbio gusto (il marito che cade dalla sedia al ristorante per guardare la moglie al tavolo con una star del cinema o lo zio impettito e altolocato che però ammira l’abbondante decolté della prostituta che si ritrova a recitare il ruolo della giovane sposina); così come non ci si può accontentare del ritorno dello stesso Allen anche davanti alla macchina da presa, se poi ad essere affrontati da lui sono i soliti temi come la morte e la psicanalisi (e fin qui, soprattutto per i suoi fan, va anche bene), presentati però con delle semplici battute ad effetto (che funzionano anche, ma non bastano da sole a salvare la baracca) e con uno slancio quasi nullo verso qualsiasi guizzo di originalità.

E se il filone narrativo con Benigni protagonista ha comunque il merito di far riflettere sul mito del successo a tutti i costi e soprattutto sulla deriva del nostro giornalismo e della società in generale, di contro non è sicuramente aiutato da un’impalcatura solida e consistente che riesca a sorreggerlo nel migliore dei modi (basti dire che il tutto si conclude con l’attore che rimane in mutande). Insomma sembra quasi di stare sulle montagne russe con quest’opera alleniana, dove i temi e le riflessioni sono sicuramente interessanti, ma i metodi e gli strumenti per raccontarli appaiono decisamente stanchi, quando non fuori luogo, soprattutto per un autore che ci ha abituato a ben altre soluzioni poetiche ed estetiche.

Nonostante il cast di sicuro valore, su cui spiccano una sempre prorompente e irresistibile Penelope Cruz, una convincente Ellen Page e un ammiccante Alec Baldwin, “To Rome with love” delude su tutti i fronti e spezza la magica intesa che Allen nel corso della sua lunghissima carriera era riuscito a creare con i suoi estimatori. Nonostante le ottime prove a Londra e a Parigi, la trasferta europea dell’autore non sta convincendo totalmente, facendoci desiderare un repentino e duraturo ritorno alle origini.

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Il “miracolo” di Trani

Non si tratta di un evento religioso e soprannaturale, bensì di un fatto storico di importante rilevanza, oltre che di grande coinvolgimento emotivo. Dobbiamo tornare indietro al 18 settembre 1943: il luogo è la Piazza della Repubblica a Trani. Un gruppo di cinquanta tranesi stava per essere giustiziato da un tenente tedesco, Friedrich Kurtz, come atto di vendetta in seguito all’uccisione, avvenuta un giorno prima, di cinque soldati tedeschi da parte di alcuni militari canadesi. Cosa c’è di emozionante in tutto ciò? Ve lo spieghiamo subito: grazie all’intercessione del podestà Giuseppe Pappolla e dell’arcivescovo Francesco Petronelli, nonché grazie alla coscienza del tenente in questione e di alcuni suoi militari, tra cui Heino Niehaus, la terribile carneficina non ebbe luogo e quindi furono salvate le vite di molte persone. Di questo avvenimento “miracoloso” si sta girando un film documentario proprio a Trani, dal titolo Il Miracolo Di Trani, con la regia del tedesco Christian Gropper supportato dalle ricerche di Francesco Pagano e dai produttori esecutivi Concetta Fabiano e Gabriele Pace, presidente dell’associazione Obiettivo Trani. Il film sarà incentrato su tre di quei cinquanta tranesi ancora in vita: Luigi Di Filippo, Ugo Moscatelli e Giuseppe Scandamarro e sullo stesso Niehaus, tutti e quattro protagonisti delle riprese cominciate proprio nella suddetta piazza. Il documentario verrà trasmesso in Germania sulle reti nazionali Ard e Wdr, corrispondenti dei nostri Raiuno e Raitre, mentre per quanto riguarda la distribuzione nel nostro paese non si hanno ancora certezze, ma solo speranze di avere la stessa visibilità, anche se le probabilità di successo sono davvero altissime.

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Top 10 Biopic

Il biopic è un genere sicuramente schematico e poco consono a guizzi di originalità di scrittura o di regia. Per questo motivo, dovendo accingerci a fare una Top 10 dei migliori esponenti del genere, abbiamo deciso di attenerci soltanto a quelle opere che in un certo senso hanno eluso le maglie dei topoi o dei cliché del filone di appartenenza, creandosi uno spazio tutto loro e ispirandosi, anche, a personaggi non convenzionali. Abbiamo pensato, inoltre, di pescare tra i film degli ultimi anni, in modo tale da non perderci negli innumerevoli film “storici” che hanno già un posto d’onore nelle classifiche dei migliori film di sempre.

10) Bronson

Bronson

La vita spericolata di Michael Gordon Peterson, in “arte” Bronson, ritenuto il criminale più pericoloso dell’Inghilterra. Dal regista del meraviglioso “Drive”, questo resoconto strampalato e assurdo degli anni di carcere, ben 34, di quest’uomo che per rimanere sulla cresta dell’onda ha deciso di commettere sempre più crimini per prolungare la sua permanenza dietro le sbarre.


9) Vincere

Vincere

Mussolini come forse non l’avevamo mai visto. Un bravissimo Filippo Timi impersona tutta la follia del Duce, in un film che adotta meravigliosamente lo stile futurista per raccontare in maniera inusuale e molto coinvolgente degli anni, purtroppo, indimenticabili.


8 ) Milk

Milk

Uno Sean Penn da standing ovation, affiancato da un sempre ottimo James Franco, impersona Harvey Milk, il primo gay dichiarato ad assumere un’importante carica politica negli Stati Uniti. Con un finale che rimane impresso indelebilmente, seguire le lotte pubbliche e private di quest’uomo non può lasciare indifferenti.

7) Into the wild

Into the wild

Questa volta Sean Penn è il regista, mentre Emile Hirsch lo splendido protagonista. Ad essere preso in esame un personaggio molto particolare, il giovane Christopher McCandless che decise di abbandonare la sua vita borghese e agiata per affrontare a viso aperto la natura selvaggia e vivere solo dello stretto indispensabile. Scelta discutibile o meno, non possiamo che apprezzare l’intensità e la profondità di questo magnifico racconto.

6) Agorà

Agora

Apparentemente un semplice kolossal storico, questo film racconta con un’estetica strabiliante la lotta di una donna degna di nota, la filosofa Ipazia, che rappresentava lo spirito critico nei confronti di tutti i dogmi imposti. Un film capace di far riflettere potentemente su una fase storica decisamente fondamentale per sottolineare l’esistenza di fondamentalismi religiosi sin dalla notte dei tempi.

5) The hours

The hours

Biopic decisamente atipico che si rifà alla lavorazione di un grande romanzo come Mrs Dolloway. Il personaggio preso in esame, quindi, è la straordinaria Virginia Woolf che ha il volto quasi irriconoscibile di una Nicole Kidman in stato di grazia. Tra presente e passato, abbiamo modo di conoscere più da vicino una scrittrice decisamente complicata.

4) The social network

The social network

“Colpevole” di aver inventato Facebook, Mark Zuckerberg ha avuto l’onore di un film dedicato alla sua esistenza. A girarlo in maniera accattivante e coinvolgente ci ha pensato David Fincher che, avvalendosi di una colonna sonora da urlo e di un interprete, Jesse Eisenberg, più che azzeccato, ha segnato un gran colpo.

3) L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford

Lassassinio di Jesse James

Biopic e western introspettivo, si avvale di una fotografia meravigliosa e di un cast da capogiro su cui campeggiano un immenso Brad Pitt, uno stupefacente Casey Affleck e un sempre perfetto Sam Rockwell. Un film in cui possiamo confrontarci con il significato di “mito” e con l’interiorità e la fragilità di personaggi apparentemente tutti d’un pezzo. In questo caso si parla di uno dei criminali più famosi della storia d’America.

2) Io non sono qui

Io non sono qui

Con sei personaggi e sei spezzoninarrativi differenti, il regista Todd Haynes cerca di raccontare la vita e le opere dell’inarrivabile Bob Dylan, facendo ricorso ai testi delle sue canzoni e risultando non soltanto originale, ma decisamente molto emozionante. Un racconto frazionato e burrascoso in cui godiamo di ottime interpretazioni (quella di Cate Blanchett su tutte) e assistiamo ad una delle ultime prove recitative del compianto Heath Ledger.

1) Il divo

Il divo

Con questo film Sorrentino firma il suo capolavoro definitivo, restituendoci una figura sfaccettata e complicata di un personaggio importantissimo per la storia italiana. Trattasi ovviamente di Giulio Andreotti, portato sullo schermo da un impressionante Toni Servillo qui alla sua migliore interpretazione in assoluto. Inutile citare i punti di forza, perché non basterebbe il tempo e lo spazio a disposizione.

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Festeggiamo il compleanno di Charlie Chaplin!

Sono passati ormai 35 anni dalla sua scomparsa che ha segnato un vuoto indelebile e incolmabile nella settima arte e nei cuori degli appassionati più sinceri di cinema. Ma oggi non è della sua morte che vogliamo parlare, bensì della sua nascita, dal momento che grazie a lui abbiamo potuto innamorarci di alcune delle più indimenticabili pellicole mai viste sui grandi e sui piccoli schermi.

Parliamo ovviamente del mitico e immenso Charlie Chaplin che oggi festeggia il suo compleanno, essendo nato il 16 Aprile 1889. Una data che ci fa ricordare l’inusitato talento del padre di personaggi come l’irresistibile Charlot e di vere e proprie opere d’arte come Il monello, La febbre dell’oro, Luci della città, Tempi moderni e Il grande dittatore.

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Sin City 2 è stato confermato!

Gli appassionati del primo capitolo di questa che quindi diventerà una saga, non potranno che essere contenti. Parliamo del mitico e fortunatissimo Sin City di Robert Rodriguez, uscito nel 2005 e ancora in attesa di un secondo episodio.

Sembrava, però, di dover gettare la spugna su questo fronte, quando invece sono giunte notizie più che rassicuranti. Le tre case di produzione, la AR Films, la Dimension Films e la Quick Draw Productions (dello stesso Rodriguez), hanno annunciato che la lavorazione dell’opera è ufficialmente iniziata.

Non si sa nulla, però, sul casting che dovrebbe cominciare la settimana prossima, mentre le riprese della pellicola, il cui titolo sarà “Sin City – A dame to kill for”,  avranno inizio a partire da quest’estate. Non bisogna far altro che aspettare allora!

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Mosse vincenti

 REGIA:Tom McCharty
CAST: Paul Giamatti, Amy Ryan, Bobby Cannavale, Jeffrey Tambor
ANNO: 2011

Mike fa l’avvocato ma anche l’allenatore di una squadra di lottatori del liceo. Quando gli viene affidata la tutela di un anziano cliente, decide di incassare la sua pensione e di farlo soggiornare in una casa di riposo. Presto però irromperà nella sua vita il nipote dell’uomo, in fuga da una madre con cui non vuole avere a che fare. Mike scoprirà che il ragazzo è un ottimo lottatore e così instaurerà con lui un rapporto più intenso, fino a quando la tanto odiata madre non farà la sua comparsa sulla scena.

Mosse vincenti - Tom McCarthyPiccolo film indipendente come ormai se ne vedono sempre più spesso, Mosse vincenti trova ovviamente nella semplicità e nella leggerezza il suo maggiore punto di forza. Certo spesso queste due qualità significano anche mancanza di coraggio e di inventiva, risvolti negativi comunque presenti anche in quest’opera che non si distingue notevolmente per particolari guizzi nella narrazione e nella messa in scena.

Trattasi, appunto, di un prodotto sicuramente gradevole e piacevole che racconta di un’amicizia molto particolare tra un uomo adulto che sta perdendo i suoi punti di riferimento e un adolescente che, invece, li sta cercando. Nel mezzo ovviamente la metafora dello sport come vittoria sui propri “fantasmi” personali, utilizzata anche per raccontare i “fantasmi” di un’intera società.

Il regista Tomas McCharty, insomma, continua ad occuparsi di incontri e scontri culturali, così come aveva fatto ben più marcatamente nel precedente L’ospite inatteso dove i due mondi diversi si univano grazie alla musica. Dalle differenti provenienze geografiche si passa alle diverse fasce d’età e il collante non è più la musica, bensì, come suddetto, lo sport. Cambiano gli ingredienti, insomma, però la ricetta è più o meno la stessa, con tutti i retrogusti amarognoli del caso, dal momento che a strisciare potentemente nella narrazione, comunque mai eccessivamente drammatica, è senza ombra di dubbio il problema della grave crisi economica che non risparmia nessuno.

Certo, così come avveniva nel precedente film, anche in questo caso la metafora appare un po’ troppo marcata e di grana grossa. Laddove, infatti, la musica del pianoforte era utilizzata per descrivere la tristezza e il grigiore del protagonista, mentre quella dei bonghi e degli strumenti a percussione per sottolineare la vivacità e la voglia di vivere del ragazzo siriano con cui stabilisce un contatto; in questo caso lo sport della lotta serve a metaforizzare la voglia dei protagonisti di combattere contro le brutture con cui si ritrovano ad avere a che fare e la conseguente voglia di riscatto.

Possiamo però dirci ampiamente soddisfatti di molte qualità di quest’opera arricchita da un’ottima colonna sonora, ma soprattutto da un sempre imperdibile e soddisfacente Paul Giamatti, ormai re di un certo cinema indipendente, capace con la sua sola presenza di dare valore a qualsiasi film.

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Dal Bif&st ai David Di Donatello

COMUNICATO STAMPA del 13 aprile 2012


66 candidature ai David di Donatello per i film del Bif&st 2012I film italiani di lungometraggio e di cortometraggio e i documentari selezionati per il Bif&st 2012, svoltosi a Bari dal 24 al 31 marzo scorso, hanno complessivamente fatto registrare ben 66 nomination ai Premi David di Donatello.

“Un risultato eccellente – ha dichiarato il direttore del Bif&st, Felice Laudadio – che sarebbe stato ancora più eclatante se il festival di Bari avesse potuto presentare altri due film inizialmente inseriti nel nostro programma ma poi, d’intesa con i produttori della Cattleya, dirottati altrove: l’uno, Romanzo di una strage, per permettere l’anteprima milanese per i famigliari delle vittime delle bombe di Piazza Fontana; l’altro, A.C.A.B., candidato per una eventuale selezione al festival di Cannes. Le 16 nomination del primo e le 6 del secondo avrebbero portato a 88 le candidature ai David per i film presentati al Bif&st che si conferma dunque, a suo modo, un’occasione preziosa e anticipatrice delle tendenze che successivamente emergono nelle votazioni per i David, un po’ come i Golden Globes rispetto agli Oscar. Lo scorso anno le nomination per i film del Bif&st furono 75 e dunque in futuro continueremo a lavorare ‘per il cinema italiano’ che è poi il ‘sottotitolo’ del nostro festival”.

Sleeping Around di Marco Carniti al Foggia Film Festival

Foggia – 17 Aprile 2012 – Il film
Sleeping Around (Di letto in letto)
in competizione ufficiale al Foggia Film Festival

http://www.foggiafilmfestival.it

Foggia Film Festival 2012: omaggio a Lucio Dalla

… “Una vita di famiglia, lavoro, sport, disciplina e scopate in giro”.

“Una frizzante commedia che combina elementi comici e paradossali con la crudeltà della vita di ogni giorno in un mondo che ha perso la sua anima e la capacità di amare”.

… “Lo sa professore, mi basterebbe avere la sua tessera sconto del supermercato per sapere tutto di lei”.

… “E tu? Lo hai mai fatto sull’aereo?” – “Sull’aereo?! Tesoro io l’ho fatto sul nastro dove arrivano i bagagli…”.

… “Sai cosa ispirano i deboli?” – “Protezione?” – “No, disprezzo”.

… “Quelli come te sanno quello che vogliono, quindi sei una A”.

Regia (opera prima)
Marco Carniti

Cast
Anna Galiena, Dario Grandinetti (“Parla con Lei” di Pedro Almodovar), Danilo Nigrelli, Marco Foschi, Francesca Faiella, Jun Ichikawa, Carmen Giardina, Lorenzo De Angelis, Jamil Hammoudi, Carolina Salvati.

Paese
Italy

Anno
2007

Durata
90 min.

Produzione
Buskin Film, Fargo film  in collaborazione con Rai Cinema

Genere
Drammatico

Soggetto e Sceneggiatura: Marco Carniti e Carmen Giardina in collaborazione con Paolo Di Reda

Fotografia: Paolo Ferrari a.i.c.

Montaggio: Jacopo Quadri

Musica: Pivio & Aldo De Scalzi, David Barittoni, Giacomo De Caterini

Effetti Visivi : Proxima

Scenografia: Emita Frigato

Festival
§  Settembre 2009 Miami Italian Film Festival (Competition)
§  Agosto 2009 Clorofilla Film Festival (In Concorso)
§  Maggio 2009 N.AUT.IT – Nuovi Autori Italiani (Panorama)
§  Marzo 2009 Rome Independent Film Festival (National Feature Film Competition
§  Giugno 2008 Toronto Italian Film Festival (Panorama)
§  Novembre 2008 Festival del Cinema Indipendente di Foggia (In Concorso)
§  Aprile 2008 Visioni Off (Panorama)
§  Settembre 2008 Annecy Cinema Italien (Compétition)
§  Settembre 2008 Salento International Film Festival (Focus Cinema Italiano)
§  Luglio 2008 Est Film Festival (In Concorso)
§  Luglio 2008 Flaiano Film Festival (Concorso Italiano)
§  Novembre 2008 N[ever]land (Anteprima Italiana)
§  Maggio 2008 Ibiza International Film Festival (Seccion Competitiva)
§  Marzo 2008 Piemonte Movie gLocal Film Festival (Panoramica Film 2007)
Premi
Sleeping Around, vince 6 premi al Festival Internazionale del Cinema di Ibiza 2008: Miglior film, miglior regista, miglior fotografia, premio della Giuria, miglior scenografie, premio per la colonna sonora e menzione speciale ad Anna Galiena.

Sinossi

Una metropoli. Oggi. In una grande sala circolare a vetri all’ultimo piano di un edificio avveniristico, sede ufficiale di una importante agenzia di comunicazione internazionale, ha inizio una conferenza stampa dove viene presentata una straordinaria innovazione tecnologica importata dalla Cina che trasformerà il concetto di pubblicità: una lente potrà proiettare, attraverso l’uso di un satellite, marchi pubblicitari direttamente sulla luna piena. Sulla terrazza della stessa sala circolare, si incontrano Sara e Marcello, dando inizio a una catena di intrecci tra i dieci protagonisti della storia. Lory, Sonia, Elena e Giovanni, Paolo e Beatrice, Bed e Ricky.
Note
Sleeping Around è un affresco contemporaneo sulla decadenza della sessualità. Un carosello di incontri, sesso, malattia, droga, solitudine e dolore in cui dieci personaggi metropolitani cercano di dare un significato alla loro esistenza. Una frizzante commedia che combina elementi comici e paradossali con la crudeltà della vita di ogni giorno in un mondo che ha perso la sua anima e la capacità di amare. Frammenti di vita, divertenti e peculiari, spietati e misericordiosi.

RASSEGNA STAMPA

http://www.cinezapping.com/sleeping-around-recensione/

http://www.cinefilos.it/v2/tutto-film/recensioni/sleeping-around-di-letto-letto-recensione.html

http://www.sentieriselvaggi.it/215/32517/Sleeping_Around,_di_Marco_Carniti.htm

http://www.movieplayer.it/film/sleeping-around-di-letto-in-letto_17631/

http://www.movieplayer.it/film/articoli/sleeping-around-parlano-le-protagoniste_9040/

DISTRIBUZIONE:

http://www.distribuzioneindipendente.it/catalogo-2011/2012/item/sl

Pubblicato su http://www.ithinkmagazine.it/component/content/article/71-comunicati-stampa/2479-sleeping-around-di-marco-carniti-al-foggia-film-festival.html