America oggi








REGIA: Robert Altman

CAST: Andie MacDowell, Bruce Davison, Jack Lemmon, Julianne Moore, Matthew Modine, Tim Robbins, Madeleine Stowe, Anne Archer, Fred Ward, Jennifer Jason Leigh, Chris Penn, Lili Taylor, Robert Downey Jr, Tom Waits, Lily Tomlin, Francis McDormand, Peter Gallagher

ANNO: 1993

 

Los Angeles. La vita di una serie di persone si intreccia in maniera a volte casuale a volte meno. Ognuno di loro ha qualcosa da raccontare fino a quando l’arrivo di un terremoto non resetterà tutto.

 

Il film corale per eccellenza, quel tipo di cinema in cui Altman è stato un inarrivabile maestro, “America oggi” è un ritratto stroardinariamente lucido e profondo della società americana in tutte le sue sfaccettature, sicuramente non prive di difetti. Un racconto quasi onniscente con Altman che dall’alto, seppur rimanendo imparziale, dirige il tutto mostrandoci vizi e virtù di una galleria quasi infinita di personaggi che hanno molto o poco da dire, a seconda  dei punti di vista. Ognuno di loro, quasi paradossalmente trattandosi di Los Angeles luogo di “perdizione” in tutti i sensi, è collegato all’altro in una sorta di labirinto quasi inestricabile in cui sono racchiusi volontariamente o meno.

 Abbiamo Earl Piggot (un magnifico Tom Wait), conducente di limousine e ubriacone a tempo pieno, sposato con Doreen, cameriera insoddisfatta della sua vita che un giorno per caso investe un bambino di 8 anni che si rifiuta poi di farsi riaccompagnare a casa. Quest’ultimo, soccorso in ritardo, si ritroverà in coma, assistito dai suoi genitori Ann e Howard Finningan (rispettivamente l’intensa Andie MacDowell e il coriaceo Bruce Davison). All’ospedale arriverà anche il padre di Howard, Paul, con cui non parlava da moltissimi anni perché aveva tradito la madre con la cognata (un coinvolgente Jack Lemmon). Il nonno del bambino, che non aveva mai conosciuto, si interesserà di più alle sorti del ragazzo compagno di stanza operato due volte e poi salvatosi quasi miracolosamente, che di quelle del nipote. Il tuttofare dei Finningan, Jerry Kaiser (Chris Penn) è frustrato a causa del lavoro di sua moglie Lois (la bravissima Jennifer Jason Leigh) che mentre si occupa della casa e dei figli intrattiene telefonate erotiche con clienti fin troppo spinti. Verrà assunto anche dalla vicina dei Finningan, cantante ormai in là con l’età che nessuno ha più voglia di ascoltare e madre di una violoncellista sull’orlo della depressione. Gli amici di Chris e Lois, Honey e Bill Bush (rispettivamente Lily Taylor e Robert Dowenry Jr), devono occuparsi della casa dei vicini per un mese, mentre lui continua a studiare per diventare truccatore cinematografico, divertendosi a fare le prove sulla moglie e l’amica. Honey è la figlia di Doreen e preferirebbe che sua madre lasciasse Earl che non fa altro che ubriacarsi. Il medico che ha in cura il figlio dei Finningan, Ralph Wyman (Matthew Modine) è ossessionato dal dubbio di un tradimento da parte di sua moglie, Marian (una Julianne Moore completamente a suo agio anche spogliata di ogni velo). Lei invece, che pure confessa il tradimento avvenuto tre anni prima, è tutta presa dall’organizzazione di una cena con una coppia conosciuta ad un concerto. Loro sono Claire e Stuart Kane (rispettivamente Anne Archer e Fred Ward): lei si veste da pagliaccio per organizzare feste e portare un po’ di gioia ai bambini negli ospedali, lui ha l’hobby sfrenato della pesca. Mentre un giorno si trova in campeggio con gli amici scopre un cadavere di donna, ma decide di lasciarlo lì per continuare a pescare. Sua moglie, invece, fa uno strano incontro col poliziotto Gene Shepard (un volutamente viscido Tim Robbins) che le chiede il suo numero di telefono. Costui è sposato con Sherri, sorella di Claire, (Madeleine Stowe) ed è vessato dal chiasso incessante dei suoi tre bambini e del loro cagnolino. Gene ha anche un’amante, Betty (Francis McDarmond) che continua a ricevere fastidiose visite dall’ex-marito Stormy (Peter Gallagher) che arriva addirittura a distruggerle la casa quando scopre delle sue numerose tresche.

 Un panorama che ci mette a confronto con numerosi temi come la vita e la morte, il tradimento, la famiglia, la società intera, tutta attraversata da ipocrisie e contraddizioni, nonché da ingiustizie e fatalità come dimostra il finale quasi purificatore che sembra dare l’opportunità ad ognuno di loro di ricominciare da prima che i tre fatidici giorni che ci vengono raccontati cominciassero.

 Grandissima forza della pellicola è la magnifica sceneggiatura che riesce a tenere unite e compatte, senza alcun minimo di confusione o peggio ancora di noia, tutte le fila che uniscono il variegatissimo mosaico di personaggi che compongono la narrazione. Personaggi scritti e delineati alla perfezione e, cosa ancora più apprezzabile, interpretati egregiamente da un parterre di attori come forse si è visto davvero raramente sullo schermo. Altman riesce a dirigere un insieme di attori non solo molto famosi ma anche decisamente valenti e lo fa senza far pesare l’importanza del cast, che comunque dona un valore aggiuntivo alla pellicola che già di per sé riesce a farsi apprezzare per tutte le qualità succitate e per le riflessioni che, ben nascoste nell’apparente racconto di pezzi di vita di ciascun personaggio, affiorano tra le righe coinvolgendoci sempre di più.

Storie tratte da nove racconti e da una poesia di Raymond Carver, così ben amalgamate e raccontate che hanno fatto vincere alla pellicola il Leone d’Oro al miglior film nella 50° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, anche se in ex aequo con un’altra straordinaria pellicola, “Film blu” di Kiewloski.


 


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13 commenti su “America oggi

  1. darthtess il said:

    L’ho visto tanto tempo fa e ricordo che mi era piaciuto molto. Grazie per avermelo ricordato, ora lo rivedrò!

    Un saluto 🙂 

  2. anonimo il said:

    Gentiliss.ma redazione di ale55andra.splinder.it,
    mi chiamo Antonio Parrotto e sono il direttore del sito http://www.cinemusica.it .
    Il sito è in funzione da qualche mese ormai e tratta news di cinema e di musica, ma anche recensioni.
    Ho intenzione di cambiare questo aspetto del sito e concentrarmi solo sulle recensioni. Sarei ben contento di poter inserire, insieme a quelle realizzate da me e dai miei collaboratori, quelle di ale55andra.splinder.it , citando ovviamente l’autore e la fonte. Vi faccio questa richiesta perchè ho trovato ben fatte le vostre recensioni.
    Vi saluto, sperando in una risposta positiva.
    Il mio indirizzo è: info@cinemusica.it .

                                                                                              Antonio

  3. Ale55andra il said:

    dome, sapevo che saresti stato d’accordo ^^

    Antonio, le manderò una mail il più presto possibile.

    Ale, di suo per ora ho visto solo, ahimè, tre o quattro pellicole. Tra queste è indubbiamente la migliore, ma mi mancano molte delle sue importanti (come MASH o Nashville).

  4. Cinemasema il said:

    Dici bene: sceneggiatura magnifica. Un film imponente un brusio continuo di storie e situazioni che ogni volta mi fanno mancare il respiro (nel senso che il film mi procura un’apnea lunga tre ore).

  5. Ale55andra il said:

    Si, grande qualità della pellicola, tra le tante, è di non far pesare affatto la sua lunghissima durata e solo un regista come Altman che faceva anche delle sceneggiature uno dei suoi punti di forza, poteva riuscirci in questa maniera.

  6. EraserheadGlore il said:

    Una pellicola fantastica. Un ensemble impensabile diretto magnificamente e soprattutto scritto altrettanto bene. Le 3 ore non pesano affatto, ed è cosa abbastanza rara…

  7. Ale55andra il said:

    Vero, tre ore di puro cinema, che non stancano minimamente. Del resto da Altman non ci si poteva aspettare diversamente.

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