Caos calmo

REGIA: Antonello Grimaldi

CAST: Nanni Moretti, Alessandro Gassman, Valeria Golino, Isabella Ferrari, Silvio Orlando, Kasia Smutiniak, Blu Yoshimi,
ANNO: 2007

TRAMA:

Pietro, dirigente di una tv satellitare, perde la moglie in un giorno d’estate. Per restare vicino alla figlia, decide di aspettarla tutti i giorni fuori dalla scuola, dall’inizio alla fine delle lezioni. Osservando il mondo attorno a sé da una panchina, riuscirà a giungere ad una nuova comprensione della vita.

 



ANALISI PERSONALE

Caos calmo, omonimo romanzo di Sandro Veronesi (Premio Strega 2006), arriva dritto al punto: raccontare una bella storia in maniera lineare, pulita, priva di patetismi o facili e beceri sentimentalismi. Grazie all’ottima interpretazione di Nanni Moretti possiamo assistere al mondo interiore del protagonista e all’evoluzione di questo. Un uomo incapace di affrontare il dolore per la perdita della moglie, deciso ad estraniarsi dalla vita fino ad allora vissuta per rintanarsi in un angolo di mondo libero da qualsiasi compromesso lavorativo o affettivo che sia, vedrà girargli intorno una serie di personaggi che tenteranno di dargli conforto ma che alla fine lo riceveranno essi stessi da parte di un collega, un fratello, un amico che sembra ormai essere estraneo alla vita. E’ proprio questo il Caos calmo che viene narrato: turbamenti, riavvolgimenti, dolori repressi, dubbi, incertezze, tutti vissuti nella tranquillità più assoluta, in una stramba e inconsueta apatia che dona a colui che la vive un’aurea di “leggendarietà”.

Pietro Paladini (uno straordinario Nanni Moretti) è il menager di una tv satellitare che sta subendo una fusione con una più grande compagnia americana. Mentre col fratello Carlo (il convincente Alessandro Gassman) si tuffa a salvare due donne che stanno annegando, sua moglie muore nella loro casa al mare, davanti agli occhi della sua piccola Claudia (la meno convincente Blu Yoshimi).
Come reazione: il nulla. L’incapacità di soffrire di Pietro sarà il punto di partenza per una serie di riflessioni fatte da lui e dai suoi cari su una panchina, quella che si trova nel parco di fronte alla scuola di Claudia. Pietro, infatti, per non lasciare sola sua figlia le promette di aspettarla tutti i giorni fuori dalla scuola e comincia ad entrare in simbiosi col luogo e con la gente che lo popola.
Personaggi silenziosi (il bambino che si diverte a salutare l’allarme della sua auto, la donna che porta il suo cane a spasso) che entreranno in contatto con lui, intuendone la vera anima. Pietro non sa come reagire all’imminente fusione della sua società. Ormai non gli interessano più le logiche della carriera, degli affari. Numerose le “visite” che riceverà sulla sua panchina. La cognata Marta (la sempre più nevrotica Valeria Golino) un po’ strampalata e su di giri, il fratello Alessandro molto chic, il collega e amico Jean-Claude tagliato fuori dalla sua società in seguito alla fusione, il responsabile del personale Samuele (un perfetto Silvio Orlando) a cui è affidata forse l’interpretazione di uno dei personaggi chiave della pellicola, o perlomeno del filone del film che si occupa di analizzare l’attualità del mondo del lavoro e le sue logiche spietatamente darwinistiche.

Pietro, invece che ricevere conforto e consolazione, riuscirà a darne a ciascuno di loro fino a giungere ad una consapevolezza della sua mancanza di dolore e poi alla sofferenza vera e propria. Compila liste mentali delle cose migliori e peggiori della sua vita, prova a frequentare con scarsi risultati degli incontri con genitori che hanno subito delle gravi perdite, si reca nella casa al mare dove è morta sua moglie fino ad arrivare a sfogare tutte le sue emozioni represse facendo sesso con la donna da lui salvata dall’annegamento (che tra l’altro è l’amante del direttore della società americana che si sta fondendo con la sua, interpretato in uno straordinario cameo dal grandissimo Roman Polanski).
Dopo la consapevolezza del dolore e della perdita, arriva anche quella di dover necessariamente e ineluttabilmente ricominciare a vivere.

Si direbbe un film ineccepibile, se non fosse che è contaminato da varie sbavature qua e là: una colonna sonora alquanto ruffiana in certi punti e alquanto inadeguata in altri (non basta utilizzare la strepitosa voce del cantante Tom Yorke), qualche sbalzo di sceneggiatura per quanto attiene al personaggio interpretato dalla Ferrari, che va e viene come se niente fosse esibendosi nella scena forse più inutile della storia del cinema, la tanto acclamata e pubblicizzata scena di sesso che non è poi così scandalosa ed è soprattutto estremamente fuori contesto e un finale un po’ troppo sbrigativo e frettoloso, laddove si poteva lasciare spazio alla riflessone e all’emozione. Tutto sommato però, Caos calmo, riesce a smuovere lo spettatore e se non proprio a farlo emozionare, cosa che comunque succede in due o tre occasioni (la bellissima scena del pianto di Nanni Moretti e la delicatissima scena di Pietro che recupera il cane di Kasia Smutniak per poi ricevere un dolcissimo abbraccio di ringraziamento), a farlo pensare e molte volte anche a farlo sorridere (non mancano momenti di ironia come le graziosissime e divertenti liste mentali di Pietro e le gag come quella di Pietro e Carlo che fumano oppio nel soggiorno di casa buttando all’aria un libro di favole per bambini e maledicendo lo scrittore che forse aveva una relazione con Lara, la moglie defunta di Pietro).
Forse non si farà ricordare a lungo, ma Caos calmo è sostanzialmente un film bello da guardare, anche grazie all’abile mando del regista che molto sapientemente rimane nascosta e all’ambientazione che ci regala un’incantevole metafora: quella della panchina.

Regia: 7
Sceneggiatura: 6
Recitazione: 8
Fotografia: 6
Colonna sonora: 5
Ambientazione: 8
Voto finale: 6,5

 



CITAZIONE DEL GIORNO

"Ma tu come campi?". "Mah… faccio cose, vedo gente…". (Nanni Moretti in "Ecce bombo")


LOCANDINA


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32 commenti su “Caos calmo

  1. anonimo il said:

    il risultato finale è una sufficienza risicata, ma nel corpo della tua analisi personale ne fai una vera e propria stroncatura! colonna sonora, sceneggiatura e ferrari da cestinare. si salvano, dunque, l’apparizione di polanski e moretti?

    sapevo che quella scena di sesso non sarebbe stata nulla di che. pubblicità.

    mario

  2. ClaudioCasaz il said:

    concordo quasi totalmente…

    menzione per il genio Silvio Orlando!

    alla fine io gli ho dato un 7- tu un 6,5 ma entrambi abbiamo avuto più di una cosa da ridire… Puro cinema italiano medio, e non è affatto poco!

  3. Ale55andra il said:

    Bè Mario non è poi una stroncatura totale. Ci sono ottimi aspetti e aspetti un pò meno ottimi diciamo…la Ferrari non la stronco dal punto di vista recitativo (tanto che recita talemente poco…), ma è proprio il personaggio ad essere stato utilizzato male. E comunque non si salva solo Moretti…si salvano anche Gassman e Orlando su tutti. La colonna sonora si, è proprio da cestinare a mio avviso…

    Claudio, infatti, avevo letto la tua recensione e siamo sostanzialmente d’accordo. Non è affatto poco, come dici tu…ma c’è sicuramente di meglio.

    Trinity se ahi tempo perchè no? Ma non affannarti 😛

  4. federicorm82 il said:

    come si fa a dare SEI a questa sceneggiatura… e poi dare un 8 all’ambientazione…6 fotografia…che è pesisma almeno quanto la regia.

    ma le interpretazioni e i dialoghi son GRANDIOSI.

    bel film, certo non è arte cinematografica

  5. Ale55andra il said:

    Federico il mio 8 all’ambientazione è dedicato tutto alla metafora della panchina: a mio avviso molto efficace e molto poetica.

    La regia, ci ho dato 7 perchè abilmente Grimaldi rimane nascosto e non eccede come ci si sarebbe potuto aspettare da un film del genere, lasciando spazio agli attori.

    La sceneggiatura ha parecchi buchi, al di là dei dialoghi tutti molto belli e interessanti. Il personaggio della Ferrari è del tutto fuori contesto e la scena di sesso è assolutamente insostenibile dato che “non c’azzecca na fava”, per usare un eufemismo. Quindi il sei poteva essere un voto molto più alto se mi fossi attenuta a giudicare solo i dialoghi…

  6. armapo il said:

    Sinceramente sono in disaccordo. La tua recensione, se permetti, è vagamente schizofrenica: il voto è bessino, ma poi ne parli piuttosto bene, tranne qualche appunto che non mi trova d’accordo, come la colonna sonora che a me è parsa perfettamente sintonizzata con l’umore generale del film. Tutti gli attori, anche i comprimari (anche la macchina di Moretti!) sono eccellenti, e non è poco. I dialoghi sono brillanti, tra pathos e leggerezza, e anche la scena di sesso è tutt’altro che gratuita: diciamo che è uno dei momenti forti, liberatori, del percorso di Paladini, che incontra la donna che ha salvato mentre moriva sua moglie…Secondo me è girata anche discretamente, credevo peggio, considerando che al cinema il sesso è solitamente molto noioso.

    Insomma, il mio voto è un 8 e mezzo. Guarda che non si va all’inferno per aver parlato bene di un film italiano…:-))

    Ciao.

  7. Ale55andra il said:

    arampo, io sono una sostenitrice del nostro cinema, quindi figurati se mi preoccupo di parlarne bene o male. Non mi interessa la nazionalità di un film, mi interessa che mi piaccia o meno. La recensione non credo che sia schizofrenica, dato che ho dato un voto dignitoso ma non altissimo, quindi ho dovuto elencare gli aspetti a mio avviso negativi e anche quelli positivi. Tutto dipende alla valutazione dei numeri che si ha: per me 6,5 è un buon voto. 8,5 è un voto alterrimo che di sicuro riservo ad altre pellicole. Detto questo, le considerazioni su colonna sonora e il resto, sono tutte soggettive. Io l’ho trovata inadeguata, non mi è piaciuta assolutamente, idem per la scena di sesso, ben girata forse, ma per me fuori contesto e inserita solo per fare scalpore e attirare gente al cinema ^^

  8. Eh no questa volta sono in disaccordo con te! ^^ Ma dai, credi davvero che con un cast del genere il film avesse bisogno di una scopata per essere vendibile? Oltretutto parliamo di uno dei passaggi chiave del libro. Io avrei trovato molto più disonesto il non inserirla affatto. Capirai quindi che sono un sostenitore di quella scena perchè funzionale al racconto e allo sblocco di Pietro Paladini che fino a quel momento non fa trapelare nulla della sua rabbia. Ho apprezzato inoltre il fatto che i personaggi secondari siano solo accennati ma comunque significativi, nel senso che quello che devono veicolare arriva alla perfezione. E finalmente un film italiano che non deve per forza presentare lo storico di ogni personaggio e mettere il punto ad ogni discorso che si apre.

  9. Ale55andra il said:

    No, ma ci mancherebbe…io non dico che la scena nn avrebbe dovuto esserci, ma che ci si doveva arrivare con un minimo di criterio in più a mio avviso…ecco secondo me si tratta solo di un grosso buco di sceneggiatura…

    Sull’analisi dei personaggi di contorno sono completamente d’accordo ^^

  10. anonimo il said:

    Ho letto il libro e l’ho adorato. Per il momento mi tengo lontano dal film per non risciare di compromettere le immagini che ho in testa che le pagine mi hanno ispirato. Lo vedrò più avanti, a noleggio.

  11. federicorm82 il said:

    ecco l’intellettuale “ho letto il libro…”

    una tiritera che si muove da anni, come s enon si rendano conto che in un film devi scegliere 10-15 passi fondamentali e tralasciare almeno il 70% dei contenuti.

    per ale, il tuo punto di vista è tuo e quindi inopinabile. Dicevo solo la mia, e ho detestato la regia a volteanche fastidiosa, mentre il film m’è piaciuto. La scena di sesso…. beh è per far capire che lui volterà pagina…. no?

  12. Ale55andra il said:

    Bè si fede, la scena di sesso è anche per far fuoriuscire tutte le sue emozioni represse…ma quello che dico io, questa da dove esce? Così all’improvviso la chiama va là e scopa….scusate l’eufemismo…

    Comunque, anche il tuo è un punto di vista tuo e quindi inopinabile, siamo qui per scambiarceli no? ^^

  13. federicorm82 il said:

    esattamente. La scena di sesso tra l’altro, col fatto che a seguire lui si sveglia dal letto, mi fa quasi capire che è stato un sogno… non potrebbe essere?

  14. Ale55andra il said:

    Federico l’avevo pensato anche io e ci sarebbe stato bene (anche meglio volendo), ma poi arriva il fratello che gli dice: “Che è tutto sto casino?”, facendoci capire che non era affatto un sogno…

  15. countryfeedback il said:

    DEVE essere un sogno sennò il film diventa una colossale bufala: non c’è traccia nello script dei movimenti che dovrebbero introdurre quella scena… già sembra gratuita così, figuriamoci!

    Per il resto sono d’accordo con te… ma i due duetti con Orlando sono strepitosi!

  16. Ale55andra il said:

    Il problema è che mi sa che non è proprio un sogno…ecco il perchè del mio voto scarsino alla sceneggiatura…

    Concordo sui duetti con Orlando, bellissimi!

  17. crazymary78 il said:

    La scena di sesso è la cosa peggiore del film, realizzata malissimo e quasi stucchevole. La regia non mi è piaciuta un gran che e la fotografia è pessima. Si avverte che dietro può esserci un ottimo scritto (merito del libro?) e in finale si salva solo Moretti, che sa far sorridere e commuovere il cuore.

  18. Ale55andra il said:

    Concordo sulla scena di sesso…sulla fotografia devo dire che mi sono mantenuta su un voto neutro perchè nn mi dava nè di carne nè di pesce…

    Io oltre a Moretti, salverei anche Orlando e Gassman ^^

  19. Cinemasema il said:

    Visto ieri sera. E devo ancora decidermi a fare la mia recensione. Mmh… devo riflettere perché il film per ora è nella mia terra di mezzo.

  20. federicorm82 il said:

    mm dici che non è un sogno allora.

    lasicmaoce il beneficio del dubbio. 🙂

    alla fine è un film piuttosto cinico.

    ma almeno è realista nel far vedere che la vita va avanti e che un uomo reagisce e guarda avanti sempre e comuqnue per natura.

  21. Ale55andra il said:

    Si, io dico che non era un sogno…però è vero il dubbio è lecito ^^

    Comunque sia chiaro, mica mi ha fatto schifo…altrimenti gli avrei messo un voto molto più basso.

  22. Ieri pomeriggio ho avuto la fortuna di partecipare ad un incontro con Antonello Grimaldi e Nanni Moretti, organizzato nella la mia facoltà. A parte il gradevole dibattito che ne è venuto fuori sugli argomenti più disparati, è stato particolarmente stimolante stare a sentire le motivazioni di molte delle scelte che sono state fatte nel film. Scelte di sceneggiatura, modalità di ripresa, scelte musicali, differenze tra libro e opera filmica. Innanzitutto Grimaldi ha sottolineato come il suo film abbia voluto mantenere l’andamento digressivo del libro (questo va detto a chi parla di buchi di sceneggiatura) e di come quella scena di sesso arrivi violenta e all’improvviso proprio perchè deve essere solo ed esclusivamente una scena di sesso. Il fatto che Eleonora sia evanescente (come nel libro) è fondamentale per far capire che tra loro non c’è nessuna base per lo sviluppo emotivo di quella relazione. Il film è comunque disseminato di indizi che portano a quella sequenza (la cena in cui lei viene a sapere dove abita Pietro, l’incontro nel parco, il dialogo tra Pietro e Jean Claude, l’sms) Quindi per chi ancora se lo chiedesse, quello non è un sogno (e questo è stato ribadito più volte) Ora, non è detto che cambierete idea sul film, ma mi sembrava giusto riportare queste informazioni! ^^

    Un saluto!

  23. Film imperfetto e non riuscito che a parte schierare la nazionale del cinema democratico e dabbenista difensori della morale italica.Ci sono tutti più un molestatore di bimbe polacco in un piccolo ruolo ,del tutto superfluo.
    Un dramma?Una commedia?Cosa?Tutto questo frullato poco sapientemente.Non è brutto come film,vale la pena vederlo,ha momenti anche interessanti e una buona interpretazione di Moretti che fa Moretti,(bianca,la messa finita,in parte la stanza del figlio,sono i film essenziali della sua carriera.Come attore invece ha partecipato a film non risolti e dimenticabili),poi pare una fiction,un prodotto rassicurante della tv.
     
    Un manager in ambito cinematografico rimane vedovo,cerca di portare avanti il rapporto con la figlia nel segno della normalità.Che si frantuma seppure tenuta sotto controllo massimo dall'uomo,dal momento che decide di staccarsi (in parte) dal lavoro,passando le giornate davanti alla casa della figlia.Tagliando con l'accetta entrano ed escono personaggi vari.Alcuni talmente pleonastici che hanno il sapore della verità quotidiana-incontriamo molte persone che fanno da sfondo alla nostra vita-altri terribilmente costruiti per far parlare del film ,(il personaggio della ferrari che serve per la ridicola scena di sesso con moretti,del tutto inutile,ma che ce tocca far per muovere uno scandaletto da quattro soldi e far scrivere alla Stampa .:moretti e ferrari è hot),il tutto condito in maniera assai improbabile in una italia speculare a quella idiota e inesistente del berlusconismo più fetido,qui c'è tutto l'immaginario da baraccone pd.
    Cosa salvare del film?la descrizione del rapporto con la figlia,una certa anti retorica e un tocco pudico nel descriver la perdita e lo smarrimento,un cast comunque sia funzionale.

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