I Mercenari 2 – The Expendables

REGIA: Simon West
CAST: Sylvester Stallone, Jason Statham, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Chuck Norris, Jean-Claude Van Damme, Jet Li, Dolph Lundgren, Randy Couture, Scott Adkins, Liam Hemsworth, Yu Nan, Terry Crews
ANNO: 2012

Torna la squadra dei mercenari capitanati da Barney e dal suo braccio destro Christmas, in missione per vendicare un componente del loro gruppo freddato da un criminale assetato di soldi e potere, il quale sta sfruttando una miniera di plutonio a fini militari. Ad aggiungersi allo scalmanato gruppo arriveranno Mr. Church, Trench Mouse e Booker.

Se nel primo oltre ad assumere il ruolo di protagonista, Stallone aveva vestito i panni anche di sceneggiatore e regista, sorprendendo il mondo del cinema, compresi gli spettatori e gli addetti ai lavori, con questa reunion di star e icone del cinema action più o meno giovani; in questo secondo capitolo intitolato appunto I Mercenari 2 – The Expendables, il nostro Sly rimane davanti alla macchina da presa, anche se continua a scrivere lo script. A dirigere stavolta abbiamo Simon West, padre dell’indimenticato Con Air, ma non solo, che si diverte come un matto a girare scene d’azione rocambolesche e roboanti, dove muoiono un sacco di cattivi, con tanto di schizzi di sangue che volano nell’aria, e dove le sparatorie e gli inseguimenti a bordo dei mezzi più impensabili, compresi carri armati e aeroplani, sono al centro di tutto. Non poteva essere altrimenti, del resto, trattandosi ancora una volta di una sorta di summa di tutto il genere action che negli anni ’80 tanti fan ha partorito. Non poteva essere altrimenti, inoltre, come dichiara decisamente la sequenza di apertura in cui il gruppo di protagonisti (con il ritorno di Jason Statham, Dolph “ti spiezzo in due” Lundgren e Jet Li) irrompe in un campo nepalese seminando il panico tra i militari e liberando un personaggio incappucciato, quell’Arnold Schwarzenegger a cui viene suggerito quasi metacinematograficamente: “Occhio, o sarai terminato!”. Parlare di metacinema non è un’esagerazione, nonostante siamo di fronte ad un’opera semplice e decisamente fracassona, oltre che fomentante e adrenalinica. Nell’ironia con la quale ciascun “veterano” dell’action affronta il proprio ruolo o pronuncia le proprie battute, ci sono molti riferimenti ai film e ai personaggi da loro stessi interpretati nel corso delle loro lunghe carriere. È così che quando appare per la prima volta il mitico Chuck Norris, accompagnato dalle note di Ennio Morricone scritte per ll Buono, Il Brutto, Il Cattivo, non possiamo trattenere le risate e l’entusiasmo; così come quando vediamo Jean-Claude Van Damme esibirsi in alcuni megacalci rotanti; così come quando verso la fine lo stesso Scwharzenegger ammette che lui e i suoi colleghi più anzianotti, tra i quali lo stesso Norris, Stallone e Bruce Willis, dovrebbero stare in un museo, affermazione però fatta col sorriso sulle labbra, lo stesso che accompagna lo spettatore.

Pubblicato su www.ithinkmagazine.it