Il dittatore

REGIA: Larry Charles
CAST: Sacha Baron Cohen, Ben Kignsley, Anna Faris, John C. Reilly, Edward Norton, Megan Fox
ANNO:2012

Dopo gli assurdi Borat e Brüno, torna l’irriverente Sacha Baron Cohen affiancato dal fidato regista Larry Charles con questo allucinante Il Dittatore, opera della maturità, si fa per dire, che abbandona l’atmosfera da mokumentary e si fa più cinematografica e narrativa.

Il protagonista, ottimamente interpretato da Cohen che regge sulle spalle l’intero peso del film risultando un mattatore di non poco conto, è un dittatore dello stato immaginario di Wadya, luogo nel quale si diverte ad esercitare la sua superiorità, organizzando egli stesso i giochi olimpici ai quali partecipa e vince eliminando letteralmente i concorrenti, chiedendo la decapitazione di chiunque esprima un parere diverso dal suo, collezionando star con le quali andare a letto (simpaticissimo il cameo di Megan Fox al riguardo), facendo costruire armi di distruzioni di massa.

Quando però viene chiamato dall’Onu negli Stati Uniti a rendere conto delle sue malefatte e a firmare una costituzione che renda il suo stato una democrazia, cominceranno le disavventure dell’uomo estremamente barbuto (la parodia è ovviamente mirata e prende in considerazione personaggi come Saddam Hussein e Osama Bin Laden, ma non solo), che verrà spodestato dal suo braccio destro (un sempre più macchiettistico Ben Kingsley) e sostituito da un sosia decisamente rincretinito con la passione per le capre, piuttosto che per le donne.

Il nostro dittatore, invece, si ritroverà senza barba a vagare per le strade di Brooklyn assaporando qualche scampolo di democrazia e facendo la conoscenza di una giovane attivista (la sempre più comica Anna Faris) che cercherà di coinvolgerlo nelle sue cause benefiche e nella gestione del suo supermercato “Terra libera”. L’innamoramento nei confronti della donna e della vita così diversa che si ritrova ad assaporare (scopre addirittura le gioie della masturbazione e i vantaggi dell’interazione culturale tra diverse etnie), lo distoglieranno per un attimo dai suoi deliri di onnipotenza.

Bisogna comunque chiarire il fatto che stiamo parlando pur sempre di un’opera molto spassosa e  volgare (guardare la scena del parto, della masturbazione e del volo del protagonista da un palazzo all’altro con indosso una tunica e sotto niente), la quale però nasconde sotto l’apparente faciloneria e dentro il carattere sostanzialmente grezzo della narrazione e della messa in scena, delle riflessioni sulla società americana che tanto vanta il suo status democratico, ma che poi nasconde delle falle di non poco conto (la sequenza del discorso alle Nazioni Uniti è esemplare al riguardo).

Si può godere anche di numerosissime apparizioni di star di non poco conto come Edward Norton, John C. Reilly e Harvey Keitel che viene solo nominato in una sequenza dal sapore trascinante e divertentissimo. Il giudizio quindi non può che essere positivo, a patto che si accetti la natura politicamente scorretta e decisamente demenziale di quest’ulteriore dimostrazione della follia a tratti geniale di un uomo che ormai è diventato un personaggio, anzi tanti personaggi.

Pubblicato su www.ithinkmagazine.it