The Iron Lady

REGIA: Phyllida Lloyd
CAST: Meryl Streep, Jim Broadbent, Anthony Head
ANNO: 2012

Viste attraverso i ricordi della donna ormai anziana e turbata, le tappe più importanti della vita privata e pubblica di Margareth Tatcher, la cosiddetta lady di ferro.

Opera traballante, a tratti soporifera e ridondante, quando non eccessivamente patetica e per certi versi anche banale, “The Iron Lady”, trova il suo unico, apprezzabilissimo, punto di forza nella magistrale interpretazione dell’immensa Meryl Streep, elemento su cui sicuramente nessuno poteva avere dei dubbi.

Un intero film, però, non può reggersi sulle spalle della sua, seppur stupefacente, attrice protagonista, dal momento che si dimostra di contro decisamente scontato nell’espediente narrativo utilizzato per ripercorrere la vita della Tatcher (i ricordi della donna ormai anziana e probabilmente affetta da Alzhimer); nonché a tratti infantile nel sottolineare ad oltranza le apparizioni del defunto marito; oltre che poco ispirato e coraggioso nel mostrare l’apporto decisivo, oltre che la dualità e le asperità del personaggio preso in esame, di cui si tendono a sottolineare gli aspetti positivi, lasciando in secondo piano le spigolosità caratteriali e non, comunque in qualche frangente velatamente mostrate. Pellicola dalla regia e dalla sceneggiatura fin troppo scolastiche, con una fin troppo netta e poco sfumata suddivisione tra passato e presente, pubblico e privato, famigliare e nazionale, “The Iron Lady” lascia decisamente con l’amaro in bocca, perché la materia di partenza poteva dare spazio a ben altre soluzioni non solo registiche, ma soprattutto narrative, lasciando posto, invece, ad una romanzata e quasi fastidiosa indagine psicologica atta a sondare il ruolo della donna, madre e moglie, piuttosto che quello del Primo Ministro d’Inghilterra.

Scelta magari anche coraggiosa e inaspettata, ma messa in pratica nella maniera più scontata e addirittura stucchevole. Una delusione, insomma, anche se non poi così cocente, dal momento che spesso il biopic lascia spazio a questo genere di approccio alla materia e ai personaggi; ma sicuramente un’occasione mancata di creare qualcosa di unico e grande, magari anche imperfetto e difficile, così come è stata la straordinaria donna che sta al centro di questa ordinaria, trascurabile e approssimativa biografia.

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