Da morire

REGIA: Gus Van Sant

CAST: Nicole Kidman, Matt Dillon, Joaquin Phoenix, Alison Folland, David Cronenberg.
ANNO: 1995

TRAMA:

Suzanne Stone è una giovane e bellissima donna che ha un’unica ambizione nella vita: diventare una giornalista televisiva. Per arrivare a coronare il suo sogno è pronta a tutto, ma veramente tutto, senza preoccuparsi di usare la gente attorno a sé per raggiungere il proprio scopo, fino a quando però questo suo atteggiamento non le si rivolterà contro…




ANALISI PERSONALE

E ci risiamo. Gus Van Sant è una costante fissa ormai nelle mie visioni cinematografiche e conseguentemente nelle mie recensioni qui sul blog. Magari a qualcuno sarà venuta l’indigestione a furia di leggerne, ma a me piace moltissimo e non riesco a smettere di parlare di lui. Gus Van Sant è un regista che riesce a spaziare tra i vari generi in maniera del tutto originale, rovesciando tutti i canoni e stupendo lo spettatore con ogni sua pellicola (tralasciando qualche lavoro minore contrassegnato comunque da qualità e spessore).

In questo caso ci troviamo di fronte ad una pellicola (tratta da un romanzo di Joyce Mynard) contrassegnata da un gradevolissimo humor nero interpretato egregiamente dalla bellissima e capacissima Nicole Kidman che riesce ad incarnare con la giusta dose di ironia e autoironia una biondina un po’ slavata che però sa cosa vuole e sa come ottenerlo. Ma a metterle i bastoni tra le ruote, se così vogliamo dire, arriva il sempliciotto barista di origini italiane Larry Maretto (un sempre prefetto Matt Dillon) col quale convola a nozze che però preferirebbe una vita tranquilla e una moglie più presente piuttosto che una che rientra tardi la notte dopo aver presentato le previsioni del tempo in una tv locale. Alla fine Suzanne non ce la farà più a sostenere le pressioni del marito che la spingono ad abbandonare il suo stile di vita e riesce ad intortare un giovane ragazzino in preda agli ormoni facendolo innamorare di lei per poi spingerlo, con la connivenza di altri suoi due amici adolescenti, ad uccidere il marito con un piano ben studiato nei minimi dettagli.
Il ragazzino in questione è un giovanissimo ma preparatissimo Joaquin Phoenix che interpreta la parte di un giovane un po’ tonto e stralunato che si infatua in maniera incredibile della bella donna che gli promette mari e monti. In realtà Suzanne fa anche leva sul senso di pietà che di protezione che il ragazzo poteva provare verso di lei, inventandosi delle infamanti storie sul marito che la picchia e la maltratta senza nessun motivo apparente. Allora il ragazzo, dapprima titubante ad attuare un piano così malefico, si decide ad entrare in azione anche perché Suzanne minaccia di rivolgersi all’altro amichetto se lui non farà il suo dovere e soprattutto gli fa capire che non ci saranno più altri incontri clandestini e nessuna fuga d’amore. Il piano comunque non sarebbe stato attuabile se non fosse stato per la connivenza dei due amici del ragazzo, una delle quali si affeziona a Suzanne perché questa le fa credere di esserle amica e quindi procura la pistola prendendola dall’armadio del patrigno.
Una volta attuato il suo piano crudele che è solo l’apoteosi di tutta una serie di comportamenti privi di dirittura morale della giovane donna, Suzanne abbandona i tre ragazzi al loro destino, fingendo di non averli mai conosciuti e intimandoli di non farsi rivedere mai più.

I sospetti dei poliziotti non tardano a ricadere sull’ambiziosa donna, soprattutto perché i ragazzi decidono di raccontare la storia nei minimi dettagli, sentendosi traditi da una donna che gli aveva fatto credere determinate cose, illudendoli in maniera esponenziale. Ma Suzanne, grazie ad un’abile difesa riesce a cavarsela al processo e ad uscirne “illesa”. A scontare per lei la pena, sarà il povero ragazzo a cui non rimane più nulla se non rimpiangere la sua stupida e cieca attrazione per quella donna crudele.
Ma i parenti di Larry, e soprattutto sua sorella che gli è affezionatissima e che non aveva mai approvato l’unione con Suzanne, non si beve la storia dell’uccisione per rapina, soprattutto perché, la vedova senza scrupoli, non perde occasione per mostrarsi alle telecamere approfittandosi del tragico avvenimento. I genitori di Larry allora, dopo aver capito che l’uccisione del loro povero e ingenuo figlio, è opera della malefica Suzanne, decidono di ingaggiare un killer di professione per fare fuori la nuora degenere.
Suzanne non sospetta minimamente di essere al centro del mirino di un killer che si spaccia per un produttore televisivo interessato alla storia che lei ha raccontato su video della tragica esperienza vissuta e si dirige, sicura che questa sia la volta buona per sfondare, con il suo “accompagnatore” verso una pista innevata dove il killer, dietro un casolare deserto, porta a compimento il suo lavoro…

Da morire è un film esilarante e divertente al punto giusto, nonché intelligentemente costruito e sceneggiato che mostra in maniera grottesca con venature noir una satira pungente ed ironica verso il mondo dell’”apparire” a tutti i costi che porta a compiere azioni che vanno dalla più stupida alla più nefasta. "Tutti saremmo migliori se apparissimo in TV", suole ripetere spesso la Barbie di provincia, Suzanne, che sogna una vita in città e una carriera coi fiocchi. E in effetti ad apparire in tv, dopo il tragico omicidio di suo marito non è solo lei, ma anche i genitori e i suoceri chiamati come ospiti in varie trasmissioni televisive per raccontare e descrivere minuziosamente la vita dei loro figli.
Metafora questa, di quanto la televisione e tutto ciò che ne concerne sia ormai parte integrante delle nostre vite, a volte forse in maniera eccessiva.
Di particolare nota sono i costumi, soprattutto gli abitini colorati e molto chic di Nicole Kidman che incarnano perfettamente la donnina americana middle-class che vuole esprimere a chiare lettere la sua appartenenza ad un determinato mondo. Ma non dimentichiamo la già citata sceneggiatura da manuale, la recitazione che va perfettamente a segno e l’ambientazione semplice ma estremamente comunicativa del messaggio che si voleva trasmettere. Messaggio che non si può assolutamente non cogliere, soprattutto perché è davanti a noi ogni giorno e di cui ci vengono mostrati sempre più esempi, giorno dopo giorno.

La forza di questa pellicola, non sta comunque nel messaggio trasmesso ed espresso in se per sé, che può comunque essere di una lampanza evidente, ma nella maniera ironica, divertente, intelligente contrassegnata da una vena grottesca e noir che è a dir poco originale e particolare.

 

Regia: 8,5
Recitazione: 8,5
Sceneggiatura: 8
Fotografia: 7,5
Colonna sonora: 7,5
Ambientazione: 8
Voto finale: 8



CITAZIONE DEL GIORNO

"Ci sono 160 miglia da qui a Chicago. Abbiamo il serbatoio pieno, mezzo pacchetto di sigarette, e’ buio e portiamo tutti e due gli occhiali scuri…". "Vai!". (dal film "The Blues Brothers")


LOCANDINA


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8 commenti su “Da morire

  1. anonimo il said:

    A me piace il suo modo di essere protagonista quasi come per illudere gli altri di poter essere usata quando poi era lei che otteneva tutto cio’ che voleva. Bello, fuori dagli schemi 🙂

  2. Ale55andra il said:

    Ti ringrazio Delirio, i complimenti da te sono graditissimi, proprio perchè mi piace un sacco come scrivi e per questo ti stimo.

    A presto Lorenzo ^_-

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