Diario di uno scandalo

REGIA: Richard Eyre
CAST:
Cate Blanchett, Judi Dench, Bill Nighy, Andrew Simpson, Joanna Scanlan, Philip Scott
ANNO: 2007

TRAMA:

Sheba Hart è la nuova insegnante d’arte della scuola St. George. All’inizio le cose sembrano andare male per lei che non riesce subito ad ambientarsi. Poi però stringe una forte amicizia condifenziale con l’anziana Barbara Covett a cui rivelerà un segreto inconfessabile che la porterà ad essere “schiava” delle attenzioni morbose di Barbara.



ANALISI PERSONALE

Questo era un film su cui avevo puntato molto, ma devo ammettere che alla fine la delusione è stata tanta. Mi aspettavo un film ricco di pathos, di enigmi, di misteri, di inquietudine e di adrenalina. Alla fine ho avuto un banale scandaluccio trito e ritrito e il solito personaggio fissato maniacale. Certo le due attrici protagoniste sono davvero perfette e bellissime da guardare nella loro ottima recitazione ed intepretazione, l’ambientazione è molto ben curata dalla scuola alla casa minimal chic di Sheba che ha una famiglia non convenzionale, alla casa curatissima di Barbara che è sola al mondo. La colonna sonora è molto tesa e a tratti agghiacciante, quasi come gli sguardi di Barbara e le sue espressioni da mezza psicopatica. Tecnicamente parlando, quindi, al film non ho nulla da rimproverare, anzi. Però qualche sbavatura, soprattutto nella storia, l’ho trovata eccome. Era, infatti, a tratti inverosimile, a tratti grottesca e quasi ironica per quanto fosse impossibile. Il personaggio della Blanchett era un po’ troppo ingenua per essere una donna della sua età con due figli grandi per giunta e il personaggio della Dench era un po’ troppo marcato e ridicolizzato in alcuni punti. Inoltre, lo scandalo, che dal trailer non ero riuscita ad intuire, l’ho trovato di una banalità insulsa: la solita tresca della professoressa giovane e di bell’aspetto col ragazzino strafottente e passionale. In realtà, alla fine io sono rimasta col dubbio su chi fosse la vera pazza: Barbara così disperatamente solo e per questo bisognosa d’affetto e ossessionata dal suo diario e dalle sue amicizie femminili o Sheba che con un marito molto più grande un figlio affetto da sindrome di down ma una famiglia dove regna l’armonia, l’allegria e l’anticonformismo che non appena un ragazzetto scarno e alquanto bruttino le mostra due o tre attenzioni non ci pensa su a portarselo a letto e ad instaurare una relazione con lui? La cosa ancora più strana è che lei, donna matura, non riesce a troncare col ragazzino, nonostante sia stata scoperta da Barbara e incitata, se non quasi costretta, a chiudere la storia. Non ci riesce, perché il ragazzino la accarezza, la sfiora, la bacia, le manda degli sms a dir poco scandalosi. Ecco, tutto questo l’ho trovato davvero ridicolo e poco credibile.


Come poco credibile appare la figura del professore invaghito di Sheba che chiede a Barbara se ha qualche chance e lei, delusa dall’amica che non l’aveva accompagnata dal veterinario a vedere il suo gatto morire perché doveva andare alla prima recita di suo figlio down, insinua nel collega il sospetto della relazione col ragazzino. Dicevo che questa figura è poco credibile proprio perché, avendo appurato di non essere il tipo di Sheba, corre a scuola a raccontare un po’ a tutti della sua relazione col ragazzo, di cui tra l’altro non era affatto sicuro, trattandosi solo di una supposizione sentita da altri, facendo scoppiare in questa maniera lo scandalo. Il marito, poi, si incazza per cinque minuti (io non lo so ma penso che nella vita reale come minimo l’avrebbe sbattuta immediatamente fuori di casa senza troppo fronzoli), e alla fine si interroga sulle motivazioni della giovane e bella moglie, invece di dirle che è una mezza pazza e di cacciarla per sempre. Insomma il film è ricco di incongruenze e di sbavature a mio avviso, sia nella regia che nel soggetto.

Certo non mancano le scene di forte impatto visivo, come quelle di sesso tra la professoressa e lo studente o come quando Sheba scopre il diario di Barbara, dopo essersi rifugiata in casa sua a causa del litigio col marito, ed esce in mezzo alla folla di giornalisti gridando imprecando e strappandosi i capelli; ma queste non bastano di certo a reggere l’impalcatura di un film a tratti scontato a tratti surreale che non gode neanche di un buona e solida sceneggiatura che ho trovato anch’essa banale e in alcuni punti veramente poco elegante, come quando parla il ragazzino. Certo si vedeva perfettamente che si trattava di un quindicenne, non bisognava di certo appiopparli un linguaggio a tratti scurrile a tratti infantile pieno di parole come prof, figo, fica bagnata e stupidaggini varie. Gli unici punti veramente apprezzabili di questa opinabile sceneggiatura sono quelli in cui leggiamo i pensieri di Barbara trascritti sul suo diario, pensieri forti, senza peli sulla lingua che molte volte contrassegnano anche le nostre stesse riflessioni sulla gente che ci circonda, ma che nessuno ha il coraggio di esprimere liberamente, neanche la stessa Barbara che si limita a scriverli segretamente. Neanche il finale, che ho trovato visto e rivisto è riuscito ad intrigarmi come forse nell’intento del regista.

Forse sono così dura proprio perché mi aspettavo veramente tanto da questo film candidato a   quattro premi oscar e presentato in maniera veramente accattivante, ma ripeto, le aspettative sono state ampiamente deluse se non per alcuni punti come la suddetta recitazione delle due attrici protagoniste, veramente ineccepibili e qualche altro dettaglio tecnico come la colonna sonora, l’ambientazione e la fotografia. Per il resto, a mio avvio, Diario di uno scandalo è un film da cancellare.

 

Regia: 6
Sceneggiatura: 5
Recitazione: 7,5
Fotografia: 6
Colonna sonora: 6,5
Ambientazione: 6,5
Voto finale: 6


 "…C’è una grande distanza tra la vita che sogni e la vita reale…"


CITAZIONE DEL GIORNO

L’odio ti rende impotente e l’amore ti rende pazzo. Più o meno nel mezzo si può sopravivere. (Billy Crystal in "Getta la mamma dal treno")


LOCANDINA


Precedente Le conseguenze dell'amore Successivo Edward Norton

14 commenti su “Diario di uno scandalo

  1. Geegee il said:

    Questo film non mi ha detto proprio niente. Sarà la recitazione eccessivamente accentuata (anche se sono due grandi attrici), oppure la trama prevedibile e priva di interesse, o il modo di girare eccessivamente lento. Boh, a molti è piaciuto, a me decisamente no!

  2. anonimo il said:

    A me sinceramente è piaciuto…ho apprezzato molto la sua essenza di melodramma…e come ho scritto nella mia rece, Cate Blanchett non è mai stata così bella è sensuale…

    Ps mi autocito…forse è meglio chiedere aiuto a qualcuno…;)

    Filippo (Cinedelia)

  3. FirstBrigitte il said:

    Premetto dicendo che, come te, anche io mi aspettavo qualcosa di meglio e le aspettative, si sa, contano parecchio.

    Sul fatto che la relazione tra Sheba e il ragazzo non stia in piedi siamo d’accordo: cosa mai potrebbe trovare una donna matura ed affascinante quanto lei in un ragazzetto appena adolescente immaturo, bruttino (ma son gusti) e sicuramente sessualmente inesperto? Il ragazzo, inoltre, non è ben costruito: da un lato ha questi eccessi adolescenziali che anche tu sottolinei (tutto sommato accettabili), dall’altro ha momenti di incredibile maturità: discorsi che lo sceneggiatore gli ha messo in bocca per nulla adatti a lui.

    D’accordo anche sull’assurdità del suo smascheramento: una voce di corridoio priva della minimia prova (il ragazzo nega e la confidente dice di non sapere niente)!

    La collega anziana lesbica e ossessiva non so se sia una trovata originale e intelligente o un’immane castroneria, a parte questo il suo personaggio mi piace: come si approfitta della situazione, come consiglia la sua “amica”, come e cosa scrive sul suo diario (parole forti molto “vere”).

    Qualche scena da ricordare c’è: quando Sheba distrutta si butta urlante tra la folla di giornalisti o il momento in cui Barbara vuole convincere Sheba ad accompagnarla dal veterinaio ma lei deve “scappare” allo spettacolo del figlio: quei pochi minuti in cui viene ricattata dalla collega urlante e richiamata dagli strilli della famiglia che l’aspetta in auto sono concitatissimi e coinvolgenti, ottima prova registica.

    Insomma, come giustamente dici, a parte qualche cosuccia, il film non supera la mediocrità. Non certo da Oscar comunque.

  4. Ale55andra il said:

    Vabè, ma il mio voto è il risultato finale di una media…viene 6 perchè è buona la recitazione, la colonna sonora e qualche altro particolare 😛

  5. E siamo daccordo! Il finale è a dir poco agghiacciante, soprattutto perchè in un film in cui tutti hanno per così dire la loro redenzione, l’unica a cui non è concessa, è ovviamente la pazza lesbica. A me ha irritato anche la sequenza della Blanchette “impazzita”: troppo sopra le righe!

  6. Ale55andra il said:

    Bè se tieni conto che è una donna di un certo livello che viene scoperta a fare una cosa a dir poco immonda (almeno per la società, lungi da me dare giudizi su chi ama gli adolescenti :P), ti credo che la reazione è un pò sopra le righe.

    Già forse in lingua originale potrebbe essere meglio…

  7. Ammetto che a quel punto del film ero talmente infastidito che probabilmente ho amplificato la reazione verso quello che vedevo (in negativo)! ^^

Lascia un commento