Dieci piccoli indiani

TITOLO: Dieci piccoli indiani


AUTORE: Agatha Christie

ANNO: 1939

 
La più grande scrittrice di gialli sforna forse il più grande romanzo giallo mai esistito regalando al lettore quel misto di sensazioni ed emozioni che lo fanno catapultare nel mondo nel quale è ambientata la storia e lo fanno temere ad ogni rigo che possa succedere qualcosa di peggio di quello che non sia già successo. Si parla ovviamente del famosissimo e fortunatissimo Dieci piccoli indiani (il titolo ha subito numerose variazioni essendo prima intitolato Ten little niggers per poi diventare And then there were none, perché il termine nigger venne visto come dispregiativo), che riesce a creare intorno a 10 personaggi una suspance e un interesse talmente alto nel lettore, tale da fare risultare la storia, i suoi protagonisti, le sue vicende, talmente speciali ed interessanti da diventare indimenticabili per chiunque abbia letto almeno una volta il romanzo.

Pur senza la presenza dei due grandi pilastri della Christie e cioè il grandissimo Hercule Poirot e l’affaccendata e a tratti pettegola Miss Marple, intrattiene il lettore con dei personaggi ben costruiti e delineati che con le loro vicende passate e presenti tengono gli occhi del lettore incollati a questa storia che lascia un segno indelebile fomentando quel genere di timore atavico presente in ognuno di noi.

Ci troviamo a Nigger Island, un’isola vicina alle coste del Devon in Inghilterra. Qui otto persone, sconosciute e tutte molto differenti tra di loro (ma in realtà accomunate da un aspetto a dir poco sconcertante) sono state invitate anonimamente e nonostante questo hanno accettato l’invito per diversi motivi: chi per curiosità, chi per noia, chi per necessità. Ad attenderli ci saranno solo i signori Rogers, Thomas e Ethel maggiordomo e corrispettiva moglie, che avvertono gli invitati dell’assenza del padrone di casa. Ad “abitare” la casa ci sono, quindi, solo 10 persone. Si tratta di Vera Elizabeth Clytorn ex governante che perse il lavoro dopo la tragica morte del bambino di cui si occupava per la quale fu indagata, risultandone innocente; Philip Lombard ex esploratore che non naviga in buone acque invitato con la scusa di dover aiutare il padrone di casa in alcune faccende; Lawrence Wagrave giudice in pensione sul cui capo pende il sospetto di aver condannato delle persone senza delle prove convincenti, più per antipatia che per altro; John Gordon MacArthur un veterano vedovo che fu sospettato di aver ucciso un ex collega sospettandolo l’amante di sua moglie; Emilie Caroline Brent una vecchietta benestante poco comprensiva nei confronti del prossimo; Edward Armstrong un chirurgo molto noto che non ha però avuto sempre una condotta ortodossa; William Hanry Bore un ex poliziotto, ora investigatore privato invitato sull’isola per indagare sugli altri ospiti; Anthony James Marston ricco playboy sciupafemmine amante delle auto ad alta velocità.
Ognuno di loro non conosce l’altro invitato e soprattutto tutti loro hanno delle vite completamente differenti. Abbiamo il giudice, il medico, l’investigatore, la vecchietta arcigna, il playboy e via dicendo. Ma ben presto, un grammofono precedentemente posizionato nella sala dall’”ospite” avverte gli avventori che ognuno di loro, seppur riuscito a scampare alla giustizia, si è macchiato di un delitto. Ad esempio Vera che ha lasciato morire il povero Cecyl annegato, o il dottor Asmstrong che aveva operato in stato di ubriachezza lasciando morire il suo paziente, o il signor MacArthur che ha ucciso l’amante di sua moglie, o il giudice Wagrave che ha mandato alla forca un sacco di innocenti. Così tutti gli altri, riusciti a cavarsela per mancanza di prove o tramite vari espedienti.
Ma il padrone di casa non intende lasciarsi passare sotto il naso questi “temibili” assassini e ha deciso di farsi giustizia da solo. La paura e il terrore si impossessano degli invitati, c’è chi sviene come la signora Rogers, chi protesta, chi si rifugia nel silenzio, chi sospetta di tutti come l’investigatore e via dicendo.
Neanche il tempo di rendersi conto di essere stati richiamati in una trappola mortale, che avviene il primo omicidio dopo il quale gli avventori si rendono conto che una delle dieci statuine nere posate sul tavolo del salone è scomparsa e così ogni qualvolta si palesa un ulteriore omicidio. Questa serie di morti efferate, mette il lettore in uno stato di ansia tale da toglierli il respiro e soprattutto da mettrlo in un una condizione di affannosa sete di conoscenza e di curiosità volta a scoprire le carte in tavola del temibilissimo “ospite” che è chiaramente uno dei 10 invitati. E sta proprio qui la grandiosità di questo romanzo, la morbosa attenzione ai particolari, agli indizi, alle piccole cose che dovrebbero portare il lettore ad una maggiore conoscenza e visione dei fatti, ma che in realtà molto spesso servono più che altro a fuorviarlo e ad estraniarlo pagina dopo pagina, lasciando esterrefatti e increduli della clamorosa rivelazione finale. Ogni qualvolta si palesa la terribile morte di uno degli invitati, oltre a sparire una statuetta, sparisce un potenziale sospetto e tutti questi omicidi sembrano ispirarsi, anzi seguono alla perfezione i versi di una filastrocca incorniciata sul camino di ciascuna stanza degli avventori.
Alla fine ne rimarranno pochi ed ognuno di loro temerà per la propria vita, dubitando dei propri “vicini” e guardandosi le spalle timoroso di essere il prossimo. C’è chi arriverà persino a suicidarsi piuttosto che lasciarsi nelle mani del pericoloso assassino. In realtà, ed è questo forse l’insegnamento più grande del romanzo, nulla è come sembra, e come suddetto, molte verità che ci sembravano palesi vengono platealmente smentite fino ad arrivare ad un finale a dir poco inaspettato e sorprendente.

Dieci piccoli indiani rispetta tutti i canoni che un libro giallo dovrebbe contenere e soprattutto vanta una serie di aspetti che lo rendono appetitoso per quel tipo di lettori che cercano dei sussulti, delle forti sensazioni e che non verrebbero delusi da questo romanzo che fa provare alternativamente o anche contemporaneamente i più disparati stati d’animo, dalla paura, alla suspence, al terrore, alla tensione, alla curiosità.
Dal romanzo sono state tratte numerose trasposizioni cinematografiche, segno del grande valore di cui è dotato, nonostante appartenga a quella letteratura "giallistica" considerata minore. 

FILASTROCCA

"Dieci poveri negretti
Se ne andarono a mangiar:
uno fece indigestione,
solo nove ne restar.

Nove poveri negretti
Fino a notte alta vegliar:
uno cadde addormentato,
otto soli ne restar.

Otto poveri negretti
Se ne vanno a passeggiar:
uno, ahimè,è rimasto indietro,
solo sette ne restar.

Sette poveri negretti
legna andarono a spaccar:
un di lor s’infranse a mezzo,
e sei soli ne restar.

I sei poveri negretti
giocan con un alvear:
da una vespa uno fu punto,
solo cinque ne restar.

Cinque poveri negretti
un giudizio han da sbrigar:
un lo ferma il tribunale
quattro soli ne restar.

Quattro poveri negretti
salpan verso l’alto mar:
uno un granchio se lo prende,
e tre soli ne restar.

I tre poveri negretti
allo zoo vollero andar:
uno l’orso ne abbrancò,
e due soli ne restar.

I due poveri negretti
stanno al sole per un po’:
un si fuse come cera
e uno solo ne restò.

Solo, il povero negretto
in un bosco se ne andò:
a un pino s’impiccò,
e nessuno ne restò."

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21 commenti su “Dieci piccoli indiani

  1. Cinemasema il said:

    Un grande romanzo da cui, come hai detto, sono state tratte molte trasposizioni. Interessanti soprattutto i primi due film: quello del grande René Clair del 1945 e quello di Pollock del 1965. Ciao.

  2. pickpocket83 il said:

    Grandissimo libro…un giallo con i fiocchi che ho sempre amato. Davvero divertente, oltre che scritto e costruito in modo perfetto. Ciao! 😉

  3. CinemaSuperga il said:

    mitica!!! un libro spettacoloso… ti prende e non ti lascia +… ho trovat anche un vecchissimo film in merito.

    le lessi in 1 giorno… capolavoro forse è riduttivo!

  4. Lessio il said:

    libro meraviglioso, tra i miei preferiti.. l’ho letto tutto d’un fiato nel lontano dicembre 1995….

    i film che hanno fatto purtroppo non sono stati all’altezza

  5. Ale55andra il said:

    Bè, appunto questo, poi ad esempio L’assassinio di Roger Akroyd, Assassinio sull’Orient Express, Il terrore viene per posta, Il ritratto di Elsa Greer, Fermate il boia, Un delitto avrà luogo…vabè ma io ne ho letti 60 quasi tutti fighissimi, come faccio a scegliere?

  6. Ale55andra il said:

    Bè, io i romanzi della Christie me li divoravo in due ore, quindi a volte in un giorno me ne leggevo anche due! Questo quando andavo ancora a scuola e non avevo un cazzo da fare 😛

  7. anonimo il said:

    del mitico libro 10 piccoli indiani quale è stata la parte migliore del libro secondo voi? indendo proprio la frase più significativa

  8. Ale55andra il said:

    Amos, il libro è uno dei miei preferiti!

    JJ, appena possibile cercherò di recuperare il cortometraggio.

    utente anonimo, a dire il vero non saprei proprio scegliere una parte più significativa, sono davvero molto legata a tutto il romanzo. Per te qual è?

  9. Ale55andra il said:

    E’ un filastrocca macabra dove 10 “negretti” muoiono con modalità diverse. L’assassino del romanzo (e del film) la prende ad esempio per eliminare i suoi 10 ospiti.

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