Essi vivono

REGIA: John Carpenter
CAST: Roddy Piper, Keith David, Meg Foster
ANNO: 1988

TRAMA:
John Nada approda a New York senza possedere nulla. Riesce a trovare lavoro in un cantiere edile e grazie ad un altro operaio trova alloggio in una baraccopoli. Questa subito dopo viene fatta sgombrare dalla polizia e nel tumulto generale John scopre degli occhiali da sole attraverso i quali scopre una verità in bianco e nero: i muri sono ricoperti di messaggi subliminali e molte persone hanno aspetto alieno e intenti di conquista sul mondo. John allora si darà da fare per sconfiggerli chiedendo aiuto al suo amico operaio.

 


ANALISI PERSONALE

Essi vivono è uno dei film più politici di John Carpenter. La critica è proprio dietro l’angolo, la critica al consumismo, al capitalismo, alla pretesa di alcune persone di controllarne delle altre, credendosi i padroni del mondo (una sottile critica al governo di Reagan). In questo caso quindi, i cattivi, gli alieni, gli zombie, vestono giacca e cravatta, sono dei politici che parlano alla tv, il presidente stesso, mentre i buoni sono i poveri, il popolo, i comunisti. Sotto una pellicola a basso costo con venature fanta-horror si cela quindi una grande denuncia politica del mitico Carpenter che non tralascia nemmeno i momenti ironici e autoironici.

Il film comincia con questa camminata di John (l’ex campione di wrestling Roddy Piper) che sbarca a Los Angeles senza un soldo e uno straccio di lavoro e fa subito amicizia con l’operaio, guarda caso di colore, Frank (Keith David), che lo aiuterà a trovare un posto in cui stare e cioè la baraccopoli Justiceville (da notare il nome).

Durante lo sgombero della polizia tutti si daranno alla fuga, compreso John che troverà anche il tempo di aiutare un ragazzino e alla fine verrà a conoscenza della sconcertante verità celata, tramite il ritrovamento di questi occhiali da sole neri. All’inizio rimarrà esterrefatto, ma poi si procurerà armi e bagagli e andrà in giro per la città a seccare questi zombie alieni che colonizzano il mondo anche attraverso discorsi alla tv, nonché scritte sui muri, sui libri, ovunque. Il primo luogo di “lotta” tra l’eroe-antieore e gli alieni sarà all’interno di una banca, dove John ne seccherà davvero molti per poi essere inseguito per tutta la città da poliziotti, falsi e non. Il giovane operaio chiederà aiuto ad una donna sola in un garage, Holly Thompson (Meg Foster), costringendola a portarlo fuori di lì con la sua auto. Alla fine si recherà a casa sua e nel tentativo di spiegarle l’accaduto verrà scaraventato fuori dalla finestra e quasi ucciso. Ovviamente riuscirà a cavarsela e si recherà dall’amico Frank per trovare un alleato fidato. Questi tenterà di stargli alla larga, perché “ha moglie e figli”, ma John insisterà così tanto nel chiedergli di guardare attraverso gli occhiali, che tra i due si scatenerà una ilarissima e divertentissima rissa, a suon di pugni, calci, schiaffi, e quant’altro, fino a quando John riuscirà ad infilare con la forza gli occhiali sul volto dell’amico. Una volta venuto a conoscenza della terribile verità nascosta Frank non esiterà ad aiutare John fino a quando i due non entreranno in contatto con una vera e propria organizzazione di ribelli al sistema capitalistico che sta organizzando una rivolta coi fiocchi per eliminare una volta per tutte il nemico. Nei sotterranei di questa organizzazione John incontrerà niente poco di meno che la stessa Holly, pentita per il suo gesto inconsulto e scopriranno anche che molti degli “affiliati” si lasciano corrompere dal nemico che offre in cambio di collaborazione, un sacco di soldi e protezione.

 

“Raccomandate la vostra anima al creatore. Sono venuto ad annientarvi. Anche perché ne ho le palle piene!”.

 
Alla fine i due eroi “comunisti”, per sbaglio si ritroveranno ad una festa organizzata dai “nemici”, alla quale sono presenti anche numerosi “corrotti” e fingeranno di far parte del gioco per poi alla fine sbarazzarsi del nemico in una maniera, che non sto qui a raccontare, tra l’epico e l’ironico.

Oltre alla satira politica e agli elementi fanta-horror il film è pregno di chicche all’interno della sceneggiatura e ha una musica stupenda, scritta come quasi sempre dallo stesso Carpenter, che riesce a fare tutto bene anche con poche risorse. Per non parlare poi dell’ambientazione sempre molto curata di Carpenter, che in questo caso ci mostra una stupenda Los Angeles. Il film, quindi, mascherandosi da b-movie a basso costo, cela dei significati ben più profondi e riesce a farlo intrattenendo lo spettatore tra leggerezza, ironia, fantascienza e azione.

Consigliato a tutti i fan di Carpenter, sconsigliato agli amanti dei colossal.

 

“La nostra natura umana si è lasciata influenzare dalle istituzioni esistenti”

 

Regia: 8,5
Sceneggiatura: 8,5
Recitazione: 8
Fotografia: 8
Colonna sonora: 9
Ambientazione: 9
Voto finale: 8,5

 



CITAZIONE DEL GIORNO

Non mi piacciono i segreti: sanno di mutande sporche. (Peter Vaughan in "La leggenda del pianista sull’oceano")


LOCANDINA

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9 commenti su “Essi vivono

  1. anonimo il said:

    Che Carpenter volesse dire che i buoni sono i “comunisti” mi sembra un po’ troppo… il film è un grande inno alla libertà e si schiera proprio contro ogni forma di dittatura del pensiero, quindi anche contro i “comunisti”!vabbè, scusami la sparata acida…alla fine è una questione di punti di vista…alla prossima

    Pickpocket83

  2. SocialDistorted il said:

    Insieme alle due fuga è il film di Carpenter più politico : una risposta al ‘reaganismo d’assalto che ha alienato le nostre risorse’ come disse il regista all’ epoca. La carrellata iniziale in stile documentaristico la trovo quasi geniale, ma io sono un carpenteriano osservante e non faccio testo.

  3. Ale55andra il said:

    Pickpocket il mio riferimento al comunismo voleva essere positivo, a quello che di positivo c’è nel comunismo, nn mi riferivo di certo alla dittatura comunistica ^^

  4. anonimo il said:

    Ok… non ti preoccupare.. oggi sto incacchiato per i fatti miei (all’univ un’esame di neurologia in arrivo!)… aggiungi il fatto che personalmente non ci trovo granchè di positivo in quella cosa indefinita chiamata comunismo… chiudo dicendo che Carpenter è stato un grandissimo liberale, come buona parte degli artisti che hanno sostenuto il partito democratico negli states…una personalità illuminata come poche… byby

    Pickpocket83

  5. stevemcqueen il said:

    Grande Roddy Piper e Carpenter.

    Film politico e un ottimo esempio di satira / non satira.

    Ha ragione Social: Carpenter con questo film ha attaccato il movimento repubblicano, ma soprattutto quel reaganismo rampante, che nella prima metà degli anni ’80, dopo false illusioni, aveva piegato l’economia degli States, portandola ad una crisi.

    Nella mia personale collezione.

    Byez

  6. anonimo il said:

    Gran film, sempre attualissimo per le tematiche trattate, proponendo un messaggio che tutti per lo meno dovrebbero ascoltare, passavo di qui per caso, un saluto e ottima recensione

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