Hanna

REGIA: Joe Wright
CAST: Eric Bana, Saoirise Ronan, Cate Blanchett
ANNO: 2001
 
Hanna è una ragazzina che vive relegata col padre, il quale le ha insegnato tutte le tecniche per sopravvivere da sola e per sfuggire al nemico, un’agente segreto, che vuole vederli morti entrambi. La ragazza, stanca della sua vita senza emozioni, decide che è arrivato il momento di uscire allo scoperto e di affrontare i pericoli che la aspettano. Divisa per forza di cose dal padre, conoscerà nuove persone, ma soprattutto verrà a capo di una verità piuttosto sconvolgente…
 
Non ce lo saremmo mai aspettati dal regista di film come “Espiazione” e “Orgoglio e pregiudizio”, invece, Joe Wright, dopo la mezza delusione di “The soloist”, torna al cinema con questa sorta di action metafisico, intriso di poesia e di adrenalina che avrà sicuramente colpito più di uno spettatore, ma, soprattutto, i conoscitori del suo tipo di cinema. Certo ci ritroviamo con la bravissima Saoirise Ronan nel ruolo della protagonista, così come era successo nel primo dei suoi film succitati, ma le somiglianze con i drammi sentimentali precedentemente diretti finiscono qui, anche se pur sempre di un dramma si tratta. Questa volta però siamo in presenza di sicari, agenti, spie, omicidi, sparatorie, fughe, inseguimenti ed esecuzioni crudeli. C’è da dire che, pur con qualche disequilibrio di troppo nel calcare la mano, soprattutto stilisticamente parlando, nei momenti prettamente action, questo “Hanna”, è riuscito a sorprendere anche per la sua capacità di coinvolgere lo spettatore nel dramma esistenziale ed emozionale della giovanissima protagonista (sono molto toccanti i momenti in cui si chiede come sia la musica in realtà, ad esempio), esclusa dal mondo fin dalla sua nascita, per non incorrere nel pericolo di essere ammazzata da un nemico di cui non si capiscono le reali motivazioni se non verso il finale, in cui il regista forse si è controllato poco, non inficiando però esageratamente il buon risultato raggiunto con questa sua ultima fatica. Di particolare interesse la fotografia che esprime perfettamente lo stato d’animo dei tre personaggi principali, interpretati egregiamente dalla già citata Ronan e dai sempre ottimi Eric Bana e Cate Blanchett, raramente causa di delusione per lo spettatore che ricerca anche delle buone interpretazioni, credibili e suggestive, oltre che i boati e gli scoppi, sempre inerentemente agli action-movie ovviamente.
Il quesito principale che viene da porsi durante la visione della pellicola è se valga la pena vivere una vita senza conoscere le sensazioni dettate dal contatto con il mondo esterno, dalla conoscenza dell’arte in qualsiasi forma essa sia e, soprattutto, dai rapporti interpersonali. Quest’ultimo aspetto, infatti, è ben approfondito dalla conoscenza che Hanna fa con una famiglia in cui si imbatte per caso durante la sua fuga, facendo amicizia con una sua coetanea che le fa assaporare cose semplici e magari banali, come una corsa in motorino con un ragazzo o una notte passata sveglie a raccontarsi i propri segreti, che ad Hanna sembrano, invece, straordinarie e fuori dal comune.
La ragazza, infatti, è più abituata a lotte corpo a corpo, caccia ai cervi per pranzo e cena, allenamenti sfinenti e pesanti, esercitazioni con armi da fuoco e via di questo passo. Una discrepanza, quella tra l’aspetto esile e gentile della protagonista e la sua forza interiore ed esteriore, che costituisce l’altro punto di forza della pellicola, incentrata su una figura molto interessante e sfaccettata, in grado di superare l’ostacolo della monodimensionalità e di far appassionare e, in primis, emozionare lo spettatore con il suo percorso, non solo di fuga e salvezza, ma soprattutto, questo è bene ribadirlo, di vera e propria formazione.
Per tutti questi motivi, a nostro avviso, “Hanna” risulta una buona pellicola che consiste anche in un netto passo avanti rispetto alla precedente fatica cinematografica del regista e, pur non raggiungendo i livelli degli altri suoi film anteriori alla stessa, arricchisce positivamente la filmografia di un giovane artista dalla futura carriera molto promettente e sicuramente anche entusiasmante.

VOTO:

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5 commenti su “Hanna

  1. anonimo il said:

    ah! questo me lo sono perso!!
    allora me lo recupererò in qualche modo..
    ciao!
    alberto
    ps: concordo sul fatto che "il solista" fosse una mezza delusione..

  2. anonimo il said:

    Mi aspettavo un filmone, e un po' sono rimasto deluso. Per carità non voglio dire che è brutto, ho come la sensazione anzi che mi stia crescendo dentro, continuo a pensarci e cose del genere.

  3. anonimo il said:

    Lei è bravissima, è girato da paura…atmosfere e location bellissime..per me questo basta e avanza.
    Rispetto a quello che aveva fatto prima il regista poi…è oro colato!
    Forse pecca di mancanza di solidità la sceneggiatura e capisco chi alla fine l'ha visto solo come un esercizio di stile fine a se stesso..ma ce ne fossero di film così.
    Da vedere assolutamente.

    21

  4. Ale55andra il said:

    Roberto, io non mi aspettavo un grandissimo filmone e forse per questo non sono comunque rimasta delusa. Resta comunque che non è affatto un filmone, questo si. Ma è comunque un buon film.

    21, siamo decisamente d'accordo allora.

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