Io e Annie

REGIA: Woody Allen

CAST: Woody Allen, Diane Keaton, Tony Roberts, Carol Kane, Paul Simon, Shelley Duvall, Janet Margolin, Christopher Walken
ANNO: 1977

TRAMA:
Alvy è un comico di successo che dopo due matrimoni falliti non riesce più a vivere una storia d’amore. Annie è una giovane cantante che spera di fare successo. I due si incontrano ad una partita di tennis. L’amore sarà a prima vista, ma col tempo sorgeranno problemi che si riveleranno insormontabili…

 


ANALISI PERSONALE

Woody Allen, un genio. Woody Allen, un regista con la R maiuscola. Woody Allen, uno dei miei preferiti, se non il preferito in assoluto. Ho avuto la fortuna immensa di guardare quasi tutti i suoi film e poche volte sono rimasta non dico delusa, ma meno contenta che rispetto ad altri. Ovviamente non è il caso di questo splendido e fenomenale film. Io e Annie, in originale Annie Hall, è una bellissima pellicola che racconta, attraversando i soliti temi cari ad Allen (sesso, psicanalisi, antisemitismo, ecc) una passionale quanto tormentata storia d’amore. Ma lo racconta in maniera del tutto personale ed originale e con momenti nostalgici e tristi come ne vedremo in seguito in altre pellicole quali ad esempio il meraviglioso Manhattan. In seguito ad Io e Annie, vincitore di 4 premi oscar tra l’altro, (tra cui quello a Diane Keaton meritatissimo), il nostro regista acquista quella vena di serietà che commista alle sue gag e battute esilaranti, concorrerà alla formazione di alcuni dei più grandi capolavori del regista, vedi Stardust memories e molti altri.

Annie Hall, però, è di sicuro il mio preferito del repertorio, tra l’altro assai vasto, del regista newyorkese. Con l’alternarsi di scene altamente comiche, come la fila al cinema in cui appare il massmediologo o la sorta di idiosincrasia di Alvy per Los Angeles che rimangono a distanza di anni divertentissime e indimenticabili. Ma anche i momenti tristi come la separazione della coppia a cui per tutta la durata del film, e sicuramente anche oltre, un po’ tutti ci siamo affezionati. Del tutto personale ed originale poi, l’idea di Allen di parlare da solo davanti alla telecamera come se si stesse rivolgendo proprio al suo pubblico, momenti adorabili e del tutto godibili che strappano più di una volta sorrisini di approvazione.

«Frattanto si era fatto tardi e tutt’e due dovevamo andare per i fatti nostri. Ma era stato molto bello, rivedere ancora Annie, dico bene? Mi resi conto di quanto era in gamba – stupenda – e, sì, era un piacere… solo averla conosciuta… e allora io… ripensai a quella vecchia barzelletta, quella in cui c’è questo tizio che va dallo psichiatra e gli fa: "Dottore, mio fratello è pazzo. Crede d’essere una gallina." E allora il dottore gli dice: "Ma perché non lo rinchiude in manicomio?" E quel tale gli risponde: "Già! Ma poi dopo, l’ovetto fresco, a me, chi me lo fa?" Insomma, mi pare ch’è proprio così, grosso modo, che la penso io, riguardo ai rapporti umani. Mi spiego, sono del tutto irrazionali e pazzeschi e assurdi e… ma… mi sa tanto che li sopportiamo perché, hm… tutti quanti… più o meno ne abbiamo bisogno, dell’ovetto fresco.»


Oltre a Annie e Alvy a farla da protagonisti, come sempre quando si parla di Allen, sono la musica (stupenda), l’ironia, il sarcasmo e soprattutto la tanto amata e osannata New York. Alcuni attori poi, grazie a questo film, negli anni a venire hanno trovato il meritato successo, vedi Christopher Walken e Sigourney Weaver. Il titolo originale del film è dedicato proprio alla protagonista Diane Keaton, il cui vero cognome è Hall e che Allen, ai tempi della loro relazione, soleva chiamare Annie.

I film di Allen iniziano ad appassionarmi già dai titoli di testa, con quelle musiche jazz e swing che io tanto adoro e che poi mi accompagnano per tutta la durata del film. Inoltre, le ambientazioni newyorchesi sono sempre ben studiate e, soprattutto, ben rese e concorrono a far innamorare chiunque di questa città e anche se non la si è mai vista dal vivo, a fare quasi percepire una sorta di sintonia con i posti che ci vengono così amorevolmente e appassionatamente mostrati. Poi la fotografia è sempre molto curata e ti fa quasi sognare di poter fuggire in qualsiasi momento in quei locali, strade, appartamenti (come il locale dove Annie si esibisce e viene notata dal produttore).  

Un’altra cosa che ho apprezzato di questo film è che sin dall’inizio sappiamo che tra Alvy e Annie è finita e le loro avventure e peripezie ci vengono mostrate attraverso dei flashback abilmente ricostruiti. Non si tratta, quindi, della solita storia d’amore dove si sta col fiato sospeso o con la speranza che alla fine si sistemi tutto e i due protagonisti possano tornare felici e contenti più innamorati e più forti di prima. Per fortuna questo genere di sdolcinerie e di melassa il nostro Allen ce le risparmia. Mi ha colpito particolarmente, poi, la particolare caratterizzazione dei due protagonisti, Annie così svitata e alternativa e Alvy così pieno di fisime e di idiosincrasie; e la sceneggiatura così abilmente costruita. Ecco alcuni esempi delle esilaranti battute del mitico Allen:

1) Annie : Fai sedute di analisi?
Alvy: Sì, ma da quindici anni appena.
Annie: Quindici anni?
Alvy: Sì, gli do un altro anno di tempo e poi vado a Lourdes.

2) Alvy: Non accetterei mai di far parte di un circolo che accettasse come socio uno come me.

3) Annie: Compri solo libri che hanno nel titolo la parola morte?
Alvy: E’ un tema fondamentale

4) Alvy: La morale dei politici è un gradino al di sotto di quella di chi violenta i bambini.

Ma ce ne sarebbero moltissimi altri da riportare. Ci sarebbe da trascrivere l’intersa sceneggiatura, ma per motivi di tempo e spazio vi evirerò il calvario (se così possiamo chiamarlo).

 

Consigliato agli amanti di Allen che hanno fatto il grave peccato di non averlo ancora visto. Sconsigliato a chi non ama l’ironia e il sarcasmo in una storia d’amore, e preferisce le epopee sentimentali.

 
Regia: 8,5
Sceneggiatura: 9
Recitazione: 9
Fotografia: 9
Colonna sonora: 8,5
Ambientazione: 9
Voto finale: 9

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Siamo i figli di mezzo della storia, senza scopo ne’ posto. Non abbiamo la grande guerra ne’ la grande depressione. La nostra grande guerra è spirituale, la nostra grande depressione è la nostra vita. (da "Fight Club")


LOCANDINA

12 commenti su “Io e Annie

  1. Ciao è la prima volta che passo di qui ma devo dire che sei bravissima. i film che guardi sono capolavori, come questo. Tra i pochi che ho visto di Allen rimane per me il suo capolavoro, anche se (adesso ti metterai a ridere) a me è piaciuto moltissimo il dittatore dello stato libero di bananas. Scambieresti link? Se vuoi e riesce fai un salto sul blog, ti aggiungo subito tra quelli amici. Buon giornata Edo

  2. Il dittatore dello stato libero di Banans è molto carino invece! Grazie per i complimenti, ma a volte vedo anche delle skifezze di film (purtroppo) e mi diverto a recensire anche quelle!

    Vedrò di passare al + presto dal tuo blog ^_-

  3. uno dei miei film preferiti in assoluto, lo amo, lo straamo!

    da maniaco del film ti correggo la citazione 😉

    “E io pensai a quella vecchia barzelletta, sapete, quella dove uno va da uno psichiatra e dice ‘dottore, mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina’, e il dottore gli dice ‘perchè non lo interna?’ e quello risponde ‘e poi a me le uova chi me le fa?’. Beh, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna, e cioè che sono assolutamente irrazionali, e pazzi, e assurdi, ma credo che continuino perchè la maggiorparte di noi… ha bisogno di uova!”

  4. film semplicemente stupendo, un cinema d’autore che è ormai scomparso, il mio preferito in assoluto resta sempre “Amore e Guerra”…bello il tuo blog..saluti..

    Corra Vec

  5. Woody Allen è un genio, lo adoro, con quel suo modo di fare da sfigato paranoico intellettualoide… io aggiungerei anche provaci ancora sam, anche se non è lui il regista o almeno così mi sembra e anche tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso…(con la memorabile scena degli spermatozoi) e pure accordi e disaccordi con un sean penn bravissimo. e infine il dormiglione.

    ne aggiungerei anche altri…

    mi piace sto tizio.

    Max

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