Jack Nicholson

Jack Nicholson. Un uomo. Un artista. Un attore. No. Jack Nicholson è al di là di tutto questo, è un essere inclassificabile per il suo estremo istrionismo e versatilità e per la sua ineguagliabile grandezza. Jack Nicholson ci ha regalato le interpretazioni forse più speciali e strabordanti della storia del cinema moderno, lui così camaleontico con quel ghigno perenne stampato sul volto e l’aspetto da macho che lo hanno reso insostituibile, inimitabile e prezioso per Hollywood e per chiunque guardi una sua interpretazione. Jack Nicholson che ha spaziato dalla commedia, all’horror, dal drammatico al sentimentale senza mai perdere un colpo e senza mai abbandonare quell’espressione tra lo schizofrenico e il delirante perennemente stampata sul volto. Jack Nicholson, sexy e geniale.


 

Nome: John Joseph Nicholson
Data e luogo di nascita: 22 Aprile 1937, Neptune, New Jersey, USA

Folle, unico, eccelso e, così diabolicamente attraente: il ghigno maledetto e lo sguardo mefistofelico, spesso celato dai mitici occhiali scuri, lo hanno reso una leggenda. Nella sua carriera cinquantennale è passato dai piccoli ruoli in pellicole indipendenti a essere un interprete di serie A: uno dei migliori al mondo, indubbiamente, il più amato di Hollywood. I grandi cineasti fanno carte false per assicurarsi un suo prezioso ingaggio e le femmine, inebriate da quel travolgente sex appeal, cadono completante ai piedi di questo maschio per antonomasia.

Lui non lo si può classificare in una categoria specifica: ci sono gli attori, ci sono le stars e poi c’è JackNicholson .

Circondato da donne fin dal giorno della sua nascita – il 22 Aprile del 1937 a Neptune City, nel New Jersey – il divo ha due sorelle maggiori: June e Lorraine. Mamma Ethel May, olandese di origine, è proprietaria di un salone di bellezza, mentre papà John Joseph, di radici irish, svolge impieghi saltuari. Quella di Jack sembra una famiglia apparentemente normale ma non è così: passeranno quasi quarant’anni prima che il piccolo scopra il perché. Durante l’infanzia, il padre alcolizzato abbandona la famiglia; Ethel May, donna severa e rigidamente cattolica, è costretta a lavorare sodo per mantenere i figli. Sarà June a prendersi cura del bimbo. Sin da ragazzino, Nicholson mostra lampi della sua famosa spavalderia, nonché del rinomato savoir-faire: a scuola, è il primo della classe se si tratta di difendere le fanciulle vittime del bullismo. A casa, invece, gli basta un solo sorriso per estorcere alla madre qualche dollaro per andare al cinema, e godersi gli adorati lungometraggi western. Burlone e spassoso, il giovane è molto popolare al Manasquan High School. È qui che inizia recitare e, grazie all’innato talento comico, viene eletto il miglior attore del liceo. Diplomatosi nel 1954, Jack vola alla volta di L.A. e si fa assumere presso gli studi della MGM, in veste di fattorino per l’Hanna & Barbera Production. Qui, oltre a Tom & Jerry, ha la possibilità di vedere sfilare stelle quali Marilyn, Bogart e Ginger Rogers. Nel frattempo, studia teatro sotto la guida del caratterista Jeff Corey, nonché di Martin Landau. Nel 1958 debutta nel crime Cry Baby Killer e, nei dodici mesi successivi, si fa notare nel ruolo del paziente sadico di un dentista, ne La piccola bottega degli orrori  e in quello di protagonista in The Wild Ride, accanto alla fidanzatina di allora, Georgianna Carter.

Il 17 giugno 1962, l’uomo sposa Sandra Knight, sua partner anche nella finzione nella pellicola horror La vergine di cera (qui esordisce dietro la cinepresa, affiancando Roger Corman): la coppia dà alla luce Jennifer. In quel periodo, l’amata sorella June viene stroncata da un tumore, portandosi nella tomba uno sconvolgente segreto di famiglia. Naufragato il matrimonio con la Knight (a causa della dipendenza da LSD da parte di Nicholson), l’interprete si cimenta nell’avvocato ubriacone nel road-cult generazionale Easy Rider, aggiudicandosi una nomination agli Oscar come Miglior Attore non Protagonista. Nel gennaio 1970, mamma Ethel May muore di cancro.

Arriveranno altre tre candidature agli Academy, stavolta in qualità di Best Actor in a Leading Role che lo consacreranno come il nuovo Humphrey Bogart: si tratta del pianista vagabondo in Cinque pezzi facili, il sergente della Marina ne L’ultima corvée, nonché il detective Gittes nello stupefacente noir firmato Roman Polanski, Chinatown.

Dopo aver avuto un figlio – Caleb – dalla collega Susan Anspach, il divo si lega alla cantante Michelle Phillips che, in futuro, mollerà per la bruna Anjelica Huston. Sembrava un mattino qualsiasi quando la tranquilla vita di Jack viene devastata da una sconcertante rivelazione. L’artista 37enne riceve una telefonata da un invadente reporter del Time che, insistentemente, lo esorta a farsi raccontare dalla sorella Lorraine la verità sulla sua famiglia.



In realtà, Ethel May, quella che credeva sua madre era invece la nonna, mentre June non era sua sorella ma, bensì, sua mamma che lo aveva concepito, illegittimamente, all’età di sedici anni con un immigrato italiano di nome Donald Furcillo. Agghiacciato da tale scoperta, Nicholson proietta questo turbamento in una prova di eccezionale intensità emotiva: quella dell’internato schizoide nello splendido dramma psichiatrico diretto da Milos Forman, Qualcuno volò sul nido del cuculo, che gli vale la tanto agognata statuetta. Nel 1980 la stella impugna l’ascia e si stabilisce nell’hotel dei brividi gestito da Stanley Kubrick, terrorizzandoci con la memorabile performance dello squilibrato Mr. Torrance in Shining. Trentasei mesi più tardi, il fascinoso Jack si diletta, magnificamente, in un ex-astronauta donnaiolo che seduce Shirley MacLaine nel commovente Voglia di tenerezza: ed eccolo accaparrarsi il secondo Academy Award. In seguito, ammalia Le streghe di Eastwick con uno charme tutto satanico, sfodera a Batman un sorriso da Joker e impartisce ordini sotto la divisa del colonnello Jessep, in Codice d’onore. Intanto, questo impenitente sciupafemmine mette fine alla relazione con la Huston per unirsi alla top model Winnie Hollman, la quale gli dona Honey. Nel 1992, perde completamente la testa per l’algida Rebecca Broussard: Lorraine e Raymond saranno il frutto del loro amore. Qualche tempo dopo viene conferito a Nicholson il riconoscimento più importante di tutta la sua carriera: quello assegnatogli dall’American Film Institute. Il 1998 lo vede trionfare alla cerimonia degli Oscar con la terza statuetta che lo incorona Best Actor of The Year, grazie alla superba interpretazione dello scrittore misogino, affetto da disturbi ossessivo-maniacali, nel brillante Qualcosa è cambiato di James L. Brooks.

Alle soglie del duemila, la superstar ha un breve flirt con Lara Flynn Boyle. Poi si sottopone ad una Terapia d’urto assieme ad  Adam Sandler, viaggia a bordo di un camper in A proposito di Schmidt e adesca giovani prede in Tutto può succedere.

Nel 2006, si trova per la prima volta sotto la preziosa regia dell’esimio Martin Scorsese per girare l’osannato gangster-movie The Departed. Nel 2008 Jack darà volto a un malato terminale nel toccante The Bucket List, diretto da Rob Reiner. Soprannominato "Mulholland Man", il divo è uno sfegatato fan dei Los Angeles Lakers, a tal punto che le riprese dei film che gira non devono mai coincidere con il calendario delle partite della sua squadra di basket. Non ha mai negato una certa predilezione per le droghe e, negli anni ’80, si è dichiarato a favore della campagna per la liberalizzazione della cocaina per uso personale. Nelle sue imponenti proprietà, ospita una delle maggiori collezioni private d’arte che vanno dalle opere di Picasso a quelle di Van Gogh. Con dodici candidature agli Academy e sedici nomine ai Golden Globe, di cui sei conseguite, Jack Nicholson è uno degli attori più insigniti nella storia della celluloide.

(www.mymovies.it)

 

FILMOGRAFIA

 

Premettendo che in una filmografia così vasta e varia è davvero difficile scegliere l’interpretazione migliore, non si può non affermare (almeno secondo il mio punto di vista) che le sue prestazioni più riuscite per espressività, comunicatività e carica di forza e passione sono quelle di Shining, Qualcuno volò sul nido del cuculo, Barman, Le streghe di Eastwick, Qualcosa è cambiato e l’ultimo grandioso The Departed. Ovviamente anche tutte le altre (di cui ovviamente mi manca qualcosa, purtroppo), sono fantastiche e indimenticabili.


 

 

 

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5 commenti su “Jack Nicholson

  1. trinitysdc il said:

    Purtoppo ho visto molto poco di questo artista…

    Wolf, la belva è fuori, mi ricorda che da piccola mi aveva letteralmente terrorizzato!

    Shining in tedesco.. idem

    Aproposito di Shmidt visto di recente.

    Ciao!

  2. anonimo il said:

    oltre a quelli che hai giustamente citato tu, per me altri 3 film e altre 3 interpretazioni di jack sono ormai indimenticabili, la promessa, cinque pezzi facili,l’ultima corvè.

    MASH

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