La rabbia giovane

REGIA: Terrence Malick

CAST: Martin Sheen, Sissy Spacek, Warren Oates,
ANNO: 1973

TRAMA:

Kit è uno spazzino venticinquenne. Holly è una majorette quindicenne. Il loro incontro è casuale, ed è subito amore. Il padre di lei però si oppone strenuamente. Allora Kit, rapito non si sa da quale forza, ammazza il genitore ostacolante e scappa con la fidanzatina alla ricerca della libertà tra le terre sperdute del South Dakota, diretto nel Montana.


ANALISI PERSONALE

Primo lungometraggio di quel grandissimo regista che è Terrence Malick, La rabbia giovane (titolo originale molto più indicato Badlands) appartiene a quel filone dei cult movies anni ’70 che raccontavano della fuga dei giovani, della ribellione, dei viaggi on the road. Solo che riesce a discostarsi e ad elevarsi grazie allo stile inconfondibile del regista che riesce ad ambientare le sue storie in paesaggi idilliaci che fanno però da sfondo a vicende drammatiche. Cieli immensi squarciati da nuvole bianchissime, deserti sconfinati dove non c’è anima viva, foreste impervie e inaccessibili. Tutti luoghi estremamente desolati ma sicuramente poetici e suggestivi. La differenza con i soliti road-movie (che non sono affatto disprezzabili, anzi) sta proprio nel fatto che la vera protagonista, al di là dei due giovani innamorati in fuga, è la natura, la splendida e incontaminata natura che offre riparo ma che è anche lo scenario delle avventure di Kit e Holly.

Kit Carruthers (un Martin Sheen che scimmiotta il mitico James Dean) è un ragazzo molto vivace, quasi un ribelle. Lo si nota subito dai suoi gesti. E’ energico, scattante, esuberante. Fa lo spazzino ma non sembra piacergli. Quando poi conosce la piccola Holly Sargis (una tenera Sissy Spacek), che le dice che suo padre (un coriaceo Warren Oates) non la farebbe mai uscire con uno che fa il suo mestiere, Kit si convince a cambiare vita, anche perché contemporaneamente è stato anche licenziato. Si fa assumere come allevatore di bestiame e comincia a frequentare la ragazza, di nascosto dal seccante genitore. I due non tarderanno ad innamorarsi e a passare le loro giornate lungo il fiume. Ma il padre di Holly non tarderà ad accorgersi di essere stato ingannato e per punizione ucciderà l’amato cagnolino di sua figlia. Ma Kit non ci sta a rinunciare alla sua ragazza e così per prima cosa si reca dal signor Sargis per ottenere la sua approvazione. Quando appare chiaro che non l’avrà mai, si reca di nascosto a casa di Holly e le prepara la valigia, solo che le cose non vanno come aveva programmato. Il signor Surgis minaccia di chiamare la polizia e così Kit lo uccide a sangue freddo con la sua pistola. Da questo momento in poi Holly sembrerà rapita da una sorta di ipnosi, verrà permeata da un’insolita apatia e seguirà il suo Kit come un automa. I due daranno fuoco alla casa e lasceranno un disco registrato nel quale affermano di essere suicidati.Si tratta ovviamente di un espediente per guadagnare un po’ di tempo, dato che presto verrà a galla che l’unico corpo carbonizzato è quello del signor Surgis. I primi momenti saranno felici, quasi ameni. Si rifugiano in una foresta molto nascosta e costruiscono una capanna, un’altalena, un luogo confortevole. Il cibo se lo procurano di notte, andando a rubare qualche gallina o di giorno tentando di pescare nel lago. Certo i battibecchi non mancheranno, come in tutte le coppie che si rispettano, ma l’amore è ancora predominante.


Quando però un cacciatore scorge Kit intento a sparare a dei pesci (altro esempio di come il ragazzo sfoghi la sua rabbia repressa), ritorna nella foresta accompagnato da altri due uomini, per poter catturare i due ragazzi e riscuotere l’ingente taglia che pende sulle loro teste. Ma Kit non si farà cogliere impreparato e ucciderà a sangue freddo anche questi altri tre avventurieri. Le scuse che addurrà con la sua Holly, sono a dir poco ridicole e irrisorie, ma la giovane continuerà a seguire il suo amato, quasi come fosse in trance, priva di qualsiasi emozione o reazione.
Il loro viaggio proseguirà su questa falsa riga. Lunghi percorsi in auto tra deserti e campi sterminati e ogni tanto qualche omicidio qua e là, fino a quando la ragazza decide di abbandonare il suo amato e di consegnarsi ad un elicottero della polizia che li ha rintracciati. Kit sembrerà colto dal panico, ma poi lascerà la sua Holly per ingaggiare un inseguimento (girato con una maestria da far venire i brividi) con la polizia. Alla fine si arrenderà volontariamente e si consegnerà con il sorriso sulle labbra.
La sua “faccia da schiaffi” e il suo buonumore gli faranno guadagnare la simpatia dei poliziotti che lo catturano, ma il suo destino è ormai segnato. A raccontarcelo è la stessa Holly che, con la sua voce-off, legge stralci del suo diario e ci racconta la sua rocambolesca avventura giovanile.

Al di là della storia in sé per sé (ispirata ad un fatto reale avvenuto negli anni ’50 e poi ripresa da quell’altro grandissimo film che è Natural born killers) a colpire è la semplicità, l’ingenuità, la quasi tenerezza che contraddistinguono non solo la piccola Holly, ma anche lo scapestrato Kit, che si atteggia a James Dean (tanto che uno dei poliziotti che lo cattura non ci mette molto a notare la somiglianza) e che ha forse sempre desiderato di “diventare un piccolo criminale, anche se non a questi livelli”. Una generazione in cerca di libertà, di indipendenza, di emancipazione, di affermazione, incarnata alla perfezione da un ottimo Martin Sheen che contiene tutte le emozioni nel suo volto e le esprime magicamente col corpo, con le movenze e da una deliziosa Sissy Spacek (che solo tre anni dopo avrebbe interpretato la terribile Carrie). 
Ad ammaliare lo spettatore ci pensa una fotografia a dir poco sublime e quasi lirica, poetica che incornicia una natura spettacolare e maestosa e un’idilliaca colonna sonora che si fa ancora più
romantica quando vediamo i due giovani danzare a ritmo di rock n’roll o ballare sotto il chiaro di luna una splendida canzone di Nat King Cole. La regia poi, è quanto di meglio ci si potesse aspettare: campi lunghi, anzi lunghissimi, carrellate orizzontali che si soffermano sui paesaggi imponenti e quasi solenni e via dicendo.

Un intenso viaggio non solo tra le lande desolate del South Dakota per arrivare alle montagne del Montana, ma anche un tuffo molto profondo in una generazione molto particolare e caratteristica.

Regia: 9
Sceneggiatura: 8
Recitazione: 8
Fotografia: 10
Colonna sonora: 8
Ambientazione: 10
Voto finale: 9

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Hey mentecatto… Si’, dico a te, mentecatto… Solo una cosa voglio sapere… ce l’hai un’aspirina? E’ da questa mattina che ho un mal di testa feroce! (Da "Die Hard 3")


LOCANDINA


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17 commenti su “La rabbia giovane

  1. ClaudioCasaz il said:

    io sarò un po’ più lungo: CAPOLAVORO!

    Regia: 10+

    Sceneggiatura: 10

    Recitazione: 10

    Fotografia: 10

    Colonna sonora: 10

    Ambientazione: 10

    Voto finale:10+

  2. t3nshi il said:

    Di Malick ho visto soltanto “Il Nuovo Mondo” (splendido, in alcune scene mi ha lasciato veramente a bocca aperta). Dovrò decidermi a recuperare anche gli altri film, mi hai decisamente incuriosito!

    Poi adoro Sissy Spacek. Le ultime volte che l’ho vista sullo schermo sono state in “Una storia Vera” di Lynch e nello struggente “Una casa alla fine dle mondo”.

  3. Ale55andra il said:

    Claudio wow!!!! Non so a me qualcosa non convinceva del tutto. Però si, siamo sul capolavoro!

    t3nshi questo film è imperdibile, te l’assicuro ^^

  4. anonimo il said:

    non ho il coraggio di vederlo. sono stato sul punto di farlo migliaia di volte, ma ho desistito aspettando il momento più opportuno per godermelo fino in fondo. follia!

    mario

  5. countryfeedback il said:

    BADLANDS è il Capolavoro di Malick, seguito da DAYS OF HEAVEN e poi da THIN RED LINE.

    Un monumento della controcultura americana, un’ode poetica alla rivoluzione che straccia il cuore.

    Grandioso, straordinario.

    9 anche per me.

  6. deliriocinefilo il said:

    qui si fa sul serio….siamo di fronte al più grande regista della storia, l’hai visto nel film alessandra? è l’uomo che bussa alla porta, quello alto con il cappello verso la fine..se questo è 9 e lo è per gli ultimi due [ma anche tre] ale sfonderai il muro del 10, te l’assicuro. ti consiglio anche il film su Malick dei 4 registi italiani. comunque questo è il suo meno capolavoro secondo me.

    1 la sottile linea rossa (anche il mio film prediletto in assoluto)

    2 the new world

    3 i giorni del cielo

    4 la rabbia giovane

  7. Ale55andra il said:

    country noi due siamo sulla stessa lunghezza d’onda ^^

    delirio, days of heaven l’ho visto! Stupendo davvero, ma lo sai che mi è piaciuto un tantinello più questo?

    Ovviamente prossimamente saprò dirti sugli altri due, ma sono sicura che mi piaceranno!

  8. ClaudioCasaz il said:

    assutamente

    1 la rabbia giovane

    2. la sottile linea rossa (anche il mio film prediletto in assoluto)

    3 i giorni del cielo

    4 new world

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