Le strade del male: sangue, violenza, morte e fanatismo religioso come un diavolo che corrode giorno dopo giorno

Tra l’Ohio e il West Virginia la storia della provincia americana più nascosta e brutale, attraversata da sentimenti quali vendetta, fede cieca in un Dio del tutto assente, genitori e figli che reiterano gli stessi errori, predicatori folli, poliziotti corrotti e serial killer, uniti sottilmente e casualmente dal destino e da una violenza strisciante e inevitabile.

Le vicende dei numerosi personaggi che si affastellano nel percorso tortuoso che Antonio Campos si è trovato a raccontare, ispirandosi al romanzo di Donald Ray Pollock (qui nei panni del narratore onniscente), sono spalmate nell’arco di una ventina d’anni (dal ’45 al ’65) e mostrano una provincia chiusa in se stessa, inglobata nelle sue superstizioni, attanagliata dall’assenza di prospettive diverse da quelle che vedono le donne essere sempre all’ombra degli uomini (che siano padri, fratelli o mariti) e gli uomini incapaci di spezzare il filo di una tradizione che li vede perpetuamente seguire le orme dei padri, persino nel ricorrere ad una violenza estrema, che sia per autoaffermazione, per difesa o per vendetta.

Tutto questo è riassunto magistralmente nel personaggio principale, interpretato perfettamente da Tom Holland, un bambino cresciuto sotto l’ala protettrice di un padre sconvolto dagli orrori vissuti in guerra e travolto da una visione del tutto distorta e molto personale della fede in Dio, nonché convinto di dover difendere a tutti i costi il proprio onore e quello della propria famiglia, ricorrendo alle maniere forti. Un esempio che, nonostante la palese riprovazione da parte sua, viene in qualche modo passato al figlio che si ritrova adulto in una nuova famiglia (dopo la morte di entrambi i genitori, infatti, si trasferisce dalla nonna paterna), a dover difendere l’onore e il ricordo di una sorellastra (altra figlia della violenza e della cieca follia di una religione distorta), a suon di omicidi, sangue e morte.

Sangue e morte che fanno parte della vita di tutti gli altri protagonisti in qualche modo legati a quello principale, tra i quali una coppia di serial killer che trova soddisfazione nel caricare autostoppisti ignari del destino a cui andranno incontro, fotografando il momento della loro morte. Insieme a loro un predicatore in preda a deliri di onnipotenza, un altro predicatore perverso e mellifluo; un poliziotto corrotto e arrivista e un gruppo di donne costrette a soccombere a questo mondo dominato dal male e dall’arretratezza mentale e culturale (tra queste spiccano le due protagoniste interpretate da Mia Wasikowska e Eliza Scanlen, seppur presenti in scena per pochi minuti).

Personaggi che raccontano di un mondo chiuso in se stesso, incapace di evolversi, un mondo in cui il diavolo sembra sempre essere minacciosamente nell’aria (da qui il titolo originale molto più evocativo The Devil All The Time), deviando il libero arbitrio di ogni singolo protagonista e conducendolo verso un destino che il più delle volte è nefasto e inevitabile.

Per tutti questi motivi, nonostante la presenza di molte lungaggini evitabili e lo scarso approfondimento di parecchi dei personaggi che fanno parte di questa complessa e affascinante scacchiera (con la sensazione di aver sprecato la presenza di attori interessanti come Haley Bennet e Sebastian Stan, laddove invece giganteggiano Robert Pattinson e Bill Skarsgård), Le Strade Del Male risulta essere uno dei prodotti Netflix dell’ultimo periodo più interessanti e meritevoli di attenzione.

2 commenti su “Le strade del male: sangue, violenza, morte e fanatismo religioso come un diavolo che corrode giorno dopo giorno

  1. Molto particolare per essere un film Netflix, ho particolarmente apprezzato che un attore giovane come Holland abbia deciso di mettersi in gioco così, con un film difficile e sicuramente non per tutti.

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