Midnight in Paris

REGIA: Woody Allen
CAST: Owen Wilson, Rachel McAdams, Michael Sheen, Marion Cotillard, Kathy Bates, Adrien Brody, Carla Bruni, Nina Arianda, Kurt Fuller
ANNO: 2011
 
Gil, sceneggiatore hollywoodiano sogna di fare lo scrittore impegnato. La sua fidanzata Inez, invece, pensa solo alla bella vita. Durante il loro viaggio a Parigi, insieme ai genitori di lei, borghesi e pedanti, il primo decide di trasferirsi nella magica città, mentre la seconda pensa a Malibù come abitazione dopo le nozze. Gil, aggirandosi pensieroso per le strade parigine, avrà modo di catapultarsi letteralmente in un’altra epoca, incontrando personaggi meravigliosi e trovando una nuova chiave di lettura per essere felice e soddisfatto.
 
Dopo il passo falso di “Incontrerai l’uomo dei tuoi sogni”, vera e propria delusione per tutti i suoi estimatori, Allen torna in netta ripresa con questo “Midnight in Paris”, che ci ricorda alcuni momenti del suo più grande cinema, facendoci volare col pensiero a “La rosa purpurea del Cairo” in primis ma non solo, e ridonandoci un protagonista degno di nota, anch’egli in qualche modo molto vicino ad alcune figure da lui stesso precedentemente interpretate in prima persona. La passione per la scrittura, la paura della morte, la ricerca di se stessi, l’amore per l’arte e si potrebbe continuare a lungo. Queste sono le caratteristiche di Gil, protagonista deliziosamente impersonato da un grande Owen Wilson che si muove perfettamente tra le meravigliose strade di Parigi, questa volta vero e proprio teatro funzionale alla storia narrata e non fotografato superficialmente o banalmente, come forse era avvento nel comunque discreto “Vicky Cristina Barcelona”.
Una pellicola romantica, elegante e raffinata, “Midnight in Paris” affronta in maniera suggestiva e coinvolgente il tema della felicità da ritrovare nel proprio presente, piuttosto che da ricercare nel passato, con il riferimento ai protagonisti che pensano alle epoche precedenti come ai veri e propri momenti d’oro dell’umanità, solo perché sono perennemente ed eternamente insoddisfatti della loro attualità, all’interno della quale non sanno lottare per crearsi uno spazio e per trovare la propria strada.
Un concetto davvero interessante pienamente realizzato in questo film che solo per certi versi risulta forse fin troppo didascalico, come nel momento in cui la bellissima Marion Cotillard spiega a chiare lettere ad Owen Wilson questo pensiero. Altra piccola pecca è l’inserimento di momenti comici leggermente faciloni, soprattutto quando abbiamo a che fare con i genitori della fidanzata, interpretata convincentemente da Rachel McAdams, e con le stupide gag che riguardano l’investigatore privato da questi assunto per pedinare il protagonista.
Al di là di questo, però, abbiamo l’occasione di sognare a occhi aperti non soltanto per la favolosa ambientazione, ma anche per i magici incontri che lo sceneggiatore inanella ogni sera allo scoccare della mezzanotte. Oltre al fantastico Hemingway con il suo vizio dell’alcool e la sua fissa per i combattimenti corpo a corpo, avremo a che fare con Pablo Picasso, Gertrude Stein (con il volto della grande Kathy Bates), Scott e Zelda Fitzgerald, Salvador Dali (sorprendentemente impersonato da un perfetto Adrien Brody), Luis Bunuel (al centro di una simpatica gag in cui Owen Wilson gli suggerisce la trama de “L’angelo sterminatore” lasciandolo interdetto) e moltissimi altri, fino ad arrivare addirittura alla Belle Epoque con Degas, Lautrec e Matisse.
La Parigi degli anni ’20, però, è solo un pretesto per raccontare, come sempre, le paure, le nevrosi, i sogni e le aspirazioni dell’uomo moderno all’interno della società odierna, anche se non sempre è difficile rimanere coi piedi per terra, come dimostrano lo stesso Gil che al pari del caro Allen ha trovato il suo “mondo”, ma soprattutto la bella Adriana (amante di Modigliani e poi anche di Braque e Picasso), che nonostante l’appartenenza ad un’epoca per noi meravigliosa, anela un ritorno ai fasti del passato.
Cosa significa, dunque, che chi si accontenta gode? Non ci pare questo il messaggio che Allen vuole lanciare con la sua sofisticata ultima opera. Piuttosto il consiglio pare essere quello dell’indagine e della ricerca della perfezione, o di quella che da noi è ritenuta tale, scartando quello che ci sembra superfluo e ostacolante. Cogliendolo o meno, comunque, si può godere di un film impegnato, ma poco impegnativo, che gioca con i riferimenti culturali, anche se a volte fin troppo palesati, e che si circonda di un alone di stupore e meraviglia.

VOTO:

Pubblicato su www.loudvision.it

 

10 commenti su “Midnight in Paris

  1. non sono molto d'accordo, questo film mi ha deluso parecchio, e non lo trovo superiore alle ultime prove di woody. si fa vedere volentieri, ma niente di più.
    🙁
    ciao!
    alberto

  2. Sicuramente superiore a Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni, ma non a Basta che funzioni. Sempre secondo me ovviamente. E poi lo trovo un film decisamente apprezzabile, anche se Allen ovviamente ha saputo e sa sicuramente essere migliore.

  3. Concordo con te, Ale. Basta che funzioni era infarcito di un umorismo veramente fenomenale. Midnight in Paris è ovviamente meno incentrato alla commedia, più alla riflessione. Direi nella media dei suoi film "minori".
    Trovo però superlativo come un regista che da 40 anni fa almeno un pellicola all'anno, e quindi venga a volte preso un po' per scontato, riesca ancora ad avere qualcosa da dire…

  4. Anche a mio avviso nettamente superiore a "Incontrerai l'uomo dei tuoi sogni", mi è piaciuto moltissimo, un grande stile nel raccontare, un alone di magia, il fascino degli anni 20, un soggetto molto interessante. Bravo Woody.

    Se non sbaglio "Basta che funzioni" è un film si recente ma basato su un soggetto anni 70… forse per quello è più gagliardo, in quel periodo era davvero al massimo della creatività…

  5. A mio avviso, dopo Match Point è il miglior Allen degli anni 2000. Perfetto mix fra sogno, magia, romanticismo, eleganza ed ironia. Fa venir voglia di rivederselo subito dopo e questo, in quest'anno che sta per terminare, non mi era ancora accaduto. 

  6. Insomma siamo tutti d'accordo nell'elogiare quantomeno l'eleganza e la raffinatezza, a parte qualche "scivolone", di quest'ultima opera di Allen.

    Rear, io gli ho preferito Cassandra's Dream oltre a Match point e ho trovato delizioso "La maledizione dello scorpione di giada, però sostanzialmente trovo che questo Midnight in Paris sia davvero una buonissima opera.

  7. Secondo me questo è un bel film anche se appunto non raggiunge i livelli di Basta che funzioni, ma sono dispiaciuto perché Allen avrebbe potuto fare di questo film un lavoro di qualità pari alla Rosa Purperea del Cairo o addiritturta al meraviglioso Zelig. Ci è andato vicino, non vi sono dubbi. Le potenzialità della sceneggiatura sono notevoli, ma sono rimaste in parte latenti.

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