Rubicon

Il thriller cospirativo raffinato e intrigante

Se avete voglia di un telefilm di classe, raffinato, molto elegante, intenso, intrigante e coinvolgente, allora “Rubicon” fa sicuramente al caso vostro. Il titolo prende ispirazione dal Rubicone, il fiume che venne attraversato da Giulio Cesare nel 49 a.C. e che diede inizio alla guerra civile. Entrato ormai nell’uso comune, il termine sta a significare proprio un punto di non ritorno.
Mandato in onda dal canale televisivo via cavo AMC, che in America ha regalato perle straordinarie come “Mad men” e “Breaking bad”, questo telefilm, inseribile nel genere drammatico, ma facente parte del filone trhiller-spionistico, cattura lo spettatore in una morsa fatta di atmosfere rarefatte, di inquietudine e angosce, di sospensioni e attese, di coinvolgimenti emotivi e mentali, di ragnatele di sospetti, di indizi, di colpevoli e innocenti o innocenti colpevoli. Il tutto raccontato con una lentezza e una complessità che sicuramente non fanno per tutti ma che affascinerà e conquisterà gli amanti del genere e gli spettatori con gusti ricercati. Se, siete alla ricerca di azione e velocità narrativa, allora questo non è proprio il telefilm per voi.
Grande segno distintivo della bellissima serie televisiva è senza ombra di dubbio il suo stile rigoroso e impeccabile, decisamente accurato e molto ben studiato fin nei minimi dettagli. A colpire maggiormente è la straordinaria fotografia che incornicia perfettamente ogni camminata solitaria per strada, ogni inseguimento notturno, ogni focalizzazione sui vari stati d’animo, ogni risvolto dell’anima di ciascun protagonista. Il tutto reso ancora più apprezzabile e soddisfacente da una regia asciutta e precisa, da una colonna sonora fortemente coinvolgente e dalla profonda espressività degli attori protagonisti. Non è da meno l’ambientazione, fatta di interni asettici e magnificamente in grado di descrivere alla perfezione le vicende che vi si svolgono. Non sono da meno gli esterni, luoghi forse più sicuri, paradossalmente, degli interni, anche se la cupezza e il grigiore li sovrastano. Una New York nascosta e insidiosa, insomma, fa da sfondo alle vicende narrate.
Ma procediamo con ordine e parliamo del contenuto, anch’esso molto ben curato, di ciò che in questo telefilm viene raccontato. Trattasi di un vero e proprio thriller cospirativo in cui i complotti e le macchinazioni sinistre sono ovviamente alla base di tutto. Il protagonista, Will Traves (interpretato ottimamente da James Badge Dale) è un analista governativo che scopre tra gli stessi colleghi e superiori della sua società, l’esistenza di cospirazioni atte ad organizzare e manipolare grandi eventi su larga scala. Trattasi di una vera e propria società segreta i cui componenti potrebbero trovarsi in qualsiasi posto all’interno della società e del mondo della politica.
L’uomo, distrutto moralmente e psichicamente da una solitudine estrema, causata anche dalla morte di moglie e figlioletta nell’attentato dell’11 settembre, a seguito della morte sospetta del suocero e amico, comincia ad indagare, non senza pericoli, su quanto sta avvenendo, trovando lungo il cammino impedimenti, minacce, ma anche aiuti e sorprese inaspettate. Accanto a lui abbiamo numerosi altri personaggi, tutti molto ben caratterizzati, approfonditi e interpretati. I colleghi facenti parte della sua squadra: Tanya, una ragazza con problemi d’alcolismo e con tanta voglia di dimostrare il proprio valore; Miles, un ragazzo che sta soffrendo per la separazione dalla moglie che non le fa vedere i figli e che ha sempre delle grandi intuizioni; Grant, contrassegnato dalla voglia di fare carriera. A supervisionarli c’è Kale Ingram, personaggio molto misterioso e ambiguo, colui sul quale cadono molti dei sospetti del protagonista e degli spettatori stessi, un uomo a tratti mellifluo e mai chiaro al 100%, che ha il volto e le perfette movenze di Arliss Howard. Altra figura enigmatica all’interno della società è Maggie, la segretaria di Ingram, che aiuta anche Will. Non si sa per quale motivo dipende dal primo, che conosce molti dei suoi segreti, ma sostanzialmente si innamora del secondo, nonostante la sua freddezza e il suo mantenere le distanze.
Ma la vera e propria controparte femminile del telefilm è costituita da Katherine Rhumor (interpretata dalla famosa attrice Miranda Richardson), una donna il cui marito si è suicidato lasciando una lettera con un quadrifoglio. Lo stesso che compare anche accanto ad altri uomini che si sono suicidati, facendo presumere l’esistenza di una sorta di schema in queste morti. Ovviamente il tutto è collegato con le ricerche e le indagini portate avanti da Will, tanto che i due non tarderanno ad incrociarsi e ad aiutarsi a vicenda, pur non riuscendo sempre ad evitare la tragedia.
Cosa si cela, allora, dietro il puzzle che Will sta tentando di ricostruire, aiutato anche da un grande amico del suocero, Ed Bancroft, e controllato dal capo della società, Truxton Spangler, che sembra non essere del tutto estraneo alle vicende? Bisognerà guardare tutti i bellissimi 13 episodi che compongono la serie per scoprirlo, anche se, attenzione, non tutti i nodi verranno al pettine fino a giungere ad un finale aperto ed interpretabile, ma sicuramente affascinante ed emozionante.


 
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11 commenti su “Rubicon

  1. steutd il said:

    ma il finale quindi è soddisfacente? dirime tutti i fili della trama oppure è stato appiccicato là per dare un contentino? illuminami, io ci metto un minuto a riprendere 😉

  2. Ale55andra il said:

    Per molti è stato insoddisfacente. Per me, invece, è stato molto bello, anche se si lasciano molti punti aperti, ma interpretabili dallo spettatore stesso.

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