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Satanic Panic: vendere l’anima al diavolo non basta se sul tuo cammino ti imbatti in una final girl coi controfiocchi

Sam è al suo primo giorno di lavoro come ragazza consegna pizze e, nonostante il nonnismo dei colleghi più “anziani” e la stronzaggine del suo capo, decide di proseguire risoluta a bordo del suo scooter per fare un’ultima consegna molto fuori mano, nella speranza di ricevere finalmente la sua prima mancia dai ricconi ai quali sta per consegnare le pizze. Una volta arrivata nella lussuosa villa di periferia in cui doveva recarsi, però, si ritroverà nel bel mezzo di una congrega di adoratori di Satana.

Un po’ Ready or Not, con tanto di final girl “povera” che deve vedersela con dei diabolici ma al tempo stesso stupidotti “ricchi” demoniaci; un po’ Rosemary’s Baby, vergine prescelta per portare in grembo Baphomet; un po’ La Casa, con sane e copiose dosi di splatter ed effetti speciali artigianali. Satanic Panic, pur avendo al suo interno un’anima “politica” con tanto di satira sociale sulla lotta di classe, ormai onnipresente (horror o non horror, basti pensare a Parasite, ma non solo), si assesta piuttosto dalle parti della commedia horror divertente e divertita con una serie di momenti che fomentano l’amante del genere e intrattengono alla grande per tutta la durata del film.

I ricchi che hanno venduto la loro anima a Satana per mantenere il loro status e continuare a prosperare sono rappresentati da un’autoironica e splendida Rebecca Romjin nei panni di un’algida e malefica seguace del male di rosso vestita. Mentre la “classe operaia” costretta a guadagnarsi con le unghie e con i denti quel minimo che serve per il proprio sostentamento prende vita grazie a Hayley Griffith, il cui nome nel film, Sam, e le cui tette saranno due leitmotiv della pellicola, nonché dei veri e propri deus ex machina per alcuni avanzamenti della trama.

In mezzo si pone la ricca che si ribella, la figlia che volta le spalle alla madre dopo che questa tenta di farla fuori tramite uno strumento assurdo di cui non vogliamo svelare nulla per non rovinare la sorpresa. La ragazza, interpretata da Ruby Modine, che si allea con la nostra eroina per cercare di fronteggiare la follia inarrestabile di questa congrega composta da uomini e donne viziati e viziosi, riuscirà a far rinascere quel senso di rivalsa che in Sam sembrava sopito.

Ma se cerchiamo un approfondimento delle tematiche sociali che fanno da base a questo circo inarrestabile di trovate comiche e horror, allora stiamo guardando il film sbagliato. Perché Satanic Panic funziona solo se preso per quello che è e che vuole essere: una spassosa sarabanda di morti truculente, di mostriciattoli assurdi, di squartamenti e poltiglie schifosissime tirate fuori da molti dei personaggi che appaiono sullo schermo.

Per tutto il resto c’è Roman Polanski o, se vogliamo rimanere negli ultimi anni, Jordan Peele. La nostra Chelsea Stardust, al suo primo lungometraggio, invece, rimane in superficie, ma lo fa mostrando le unghie e i denti,  come la protagonista del suo film e intrattenendo alla grande, come gli assurdi adoratori di Satana che vogliono sacrificarla a tutti i costi.

4 Risposte a “Satanic Panic: vendere l’anima al diavolo non basta se sul tuo cammino ti imbatti in una final girl coi controfiocchi”

  1. Devo darmi una mossa a vederlo, sto continuando a trovare altri film da vedere prima di questo, anche se mi sembrava sfizioso, dopo questo post dovrò darmi una mossa 😉 Cheers

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