Segnali dal futuro

REGIA: Alex Proyas

CAST: Nicolas Cage, Rose Byrne, Chandler Canterbury, Lara Robinson, Ben Mendelsohn

ANNO: 2009

 

Nel 1959 una classe di studenti di una scuola elementare viene chiamata a fare dei disegni che raffigurano il futuro di lì a 50 anni. Una bambina, Lucinda, guidata da strane voci riempie un foglio di numeri e cifre. 50 anni dopo viene aperta la capsula del tempo in cui vennero conservati i disegni e quello di Lucinda capita nelle mani di Caleb, figlio di John, uno scenziato che ben presto si rende conto che quelle cifre altro non sono se non le date e i numeri delle vittime di tutte le catastrofi avvenute nel corso dei 50 anni passati. L’unico problema è che tre date si riferiscono ad aventi non ancora avvenuti…

 

Ormai il disaster-movie ha assunto connotazioni metafisiche e filosofiche, soprattutto dopo la terribile catastrofe dell’11 settembre che ha influenzato il mondo intero e tutte le sue realtà, in primis quella cinematografica americana e non. Non è esente questo “Segnali dal futuro”, che racconta l’impresa titanica e irraggiungibile di un uomo solo contro il destino in cui non crede e in cui però si imbatte terribilmente. E’ così che lo scenziato scettico e agnostico (dice al figlio di non sapere con esatezza se credere o meno all’esistenza del Paradiso e di rimando di Dio), si troverà a combattere contro l’imminenza di disastri immensi predetti da Lucinda, la bambina che cinquant’anni prima ne aveva lasciato segno sul suo foglio pieno di numeri. Numeri che indicano date importanti come appunto quella dell’11 settembre 2001 e che con gli ultimi numeri portano a quella che potrebbe essere la catastrofe più immane di tutte, inutile rimarcare quale. Nel mezzo abbiamo il figlio Caleb e un’altra bambina Abby (nipotina di Lucinda) che vengono vessati da continue visite di strani esseri che bisbigliano alle loro orecchie di seguirli verso un luogo ignoto. Alla fine le due strade narrative si uniranno, ahinoi, in una sorta di delirante e involontariamente comico risvolto profetico e religioso, tra l’altro reso ancora più ridicolo dalla miracolosa conversione del protagonista e dalla resa visiva affidata al concetto di fede e speranza che registi e sceneggiatori volevano probabilmente trasmettere, nonostante l’indissolubilità e l’irreparabilità dell’ultima immagine con cui si conclude la pellicola.

E’ un peccato che il film sia percorso da una serie di elementi risibili che ne abbassano notevolemente il livello già di per sé non altissimo, come ad esempio la catena di clichè che accompagnano i protagonisti: il bambino è un genietto affetto da problemi fisici e vessato dal lutto per la mamma (nemmeno Forrest Gump si spingeva così in là), il professore tenta di insegnare ai suoi studenti universitari la differenza tra determinismo e casualità in maniera a dir poco semplicistica e approssimativa (trasmettendo allo spettatore, nella stessa maniera, uno dei sottotesti della pellicola), i due non fanno altro che scambiarsi stucchevoli ed esageratamente affettuosi gesti e dialoghi, ecc.. Di contro, comunque, si può godere di uno spettacolo cinematografico di non poco conto soprattutto grazie agli ottimi effetti speciali e ad un uso parco e calibrato della colonna sonora (non male la scelta di accompagnare il finale con le note classiche di Beethoven) e della fotografia incentrata sui toni freddi e cupi, oltre che dell’incipit ambientato negli anni’50 dalle venature quasi horror, molto coinvolgente. Poco da dire circa il livello recitativo complessivo, visto che a reggere non proprio egregiamente sulle sue spalle l’intera pellicola è quel Nicolas Cage poco espressivo e comunicativo, ingabbiato comunque, questo bisogna dirlo a sua difesa, in un personaggio monocorde e decisamente stereotipato. Da citare per la sua estrema efficacia e bellezza visiva ed emotiva, lo straordinario piano-sequenza con telecamera a mano (ad Alfonso Cuaron, regista de “I figli degli uomini” saranno fischiate le orecchie) del crollo dell’aereo con conseguente morte di numerosi passeggeri proprio davanti agli occhi dello spaesato e terrorizzato protagonista.

Concludendo si potrebbe giudicare questo film appena sufficiente se non fosse per la presenza di un finale più catastrofico della stessa catastrofe globale narrata nella pellicola.

 

VOTO:

 


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17 commenti su “Segnali dal futuro

  1. recenso il said:

    come penso avrai capito decisamente abbiamo gusti diversi. 🙂 ho apprezzato che ha cercato di dire qualcosa contrariamente ad altri giocattoli nonostante gli effetti speciali che lasciano a desiderare. sai com’è tra genitori e figli si fanno e si dicono delle fesserie del tipo “ti vorrò sempre bene, non ti lascerò mai”. Come disastro mi è piaciuto di più quello in metropolitana

    dimenticavo: bel post 🙂

  2. Uhm, in realtà io sono abbastanza combattuto su questo film perché non l’ho trovato ridicolo, ma, anzi, molto affascinante nel tentativo di innalzare il disaster movie a un livello più filosofico (con echi da Spielberg e Shyamalan). Certo, è un film che sconta tutti i limiti di un’operazione ad alto budget e che perciò ha bisogno di divi inopportuni, di spiegazioni a volte troppo esemplificative e di sequenze spettacolari eccessive, con esiti spesso infelici: se l’incidente aereo è veramente straordinario, quello in metropolitana è paccottiglia digitale, imparagonabile a quanto visto, ad esempio, in un “Die Hard 3”.

    Ma da sempre Proyas è un confezionatore di magnifici film imperfetti (penso a “Dark City”, con cui ci sono dei punti di contatto).

    Penso che lo rivedrò in futuro, a mente fredda, per vedere che sensazione mi susciterà. Al momento comunque non lo liquiderei troppo facilmente.

    Davide DG

  3. Ale55andra il said:

    recenso e Davide, forse non sono riuscita ad esprimermi bene, però anche a me è piaciuta la deriva filosofica che prende la pellicola, solo che ho trovato ridicolo il modo con cui è stata comunicata…cioè quei quattro tipi che danno i conigli ai bambini e poi quei due che corrono con quei vestiti ridicoli, in quel posto ridicolo, verso quell’albero ridicolo…suvvia. Perlomeno questo è il mio pensiero…visivamente il finale poteva essere reso molto meglio di come è stato fatto. Poi, ma questo mi rendo conto che non è un difetto del film, si era capito (o perlomeno io avevo capito) sin dall’inizio che quelli che sussurrano erano i buoni che volevano salvare i bambini…

    Fatto sta per ovviamente il film non è da buttare totalmente (quel piano-sequenza per me è fenomenale, e concordo sul fatto che la sequenza in metropolitana invece è troppo caciarona e fracassona; inoltre ha una buona confezione soprattutto per quanto riguarda la colonna sonora e la fotografia), però ci sono anche elementi che me lo fanno scadere a livello di mediocrità come ad esempio la sceneggiatura piena zeppa di clichè e di dialoghi insopportabili…

  4. AlDirektor il said:

    Immaginavo che questo film poteva essere brutto, e l’ho accuratamente evitato al cinema. Certo che cosa deprimente: un regista come Proyas, che ha diretto “Il corvo” (che comunque non è un capolavoro), ormai si è ridotto a pellicole di bassissimo rilievo eh.

  5. Ale55andra il said:

    Questa non la reputerei una pellicola di bassissimo livello. Per certi versi mi è piaciuto pure. Ci sono dei momenti veramente coinvolgenti, altri alquanto emozionanti. Non è girato male e ripeto ha un’ottima confezione. Poi però quel finale secondo me (oltre agli altri difetti che ho già citato) rovina veramente quello che di buono si era seminato lungo la strada…

  6. anonimo il said:

    Sì, in effetti l’impressione che avevo ricevuto era di un parere negativo, lieto di constatare invece che non è così netto 🙂

    Sul finale ti dò ragione: inutile la visione dell’Eden, era sufficiente fermarsi alla catastrofe. Ma anche qui si ricade nei limiti tipici del cinema mainstream di cui scrivevo nel post precedente (ovviamente non lo giustifico, lo constato).

    Se questo film fosse stato realizzato su una scala più piccola sarebbe stato sicuramente più convincente.

    Davide DG

  7. recenso il said:

    Sì, anche a me infatti era parso non ti fosse piaciuto 🙂

    Per il finale anch’io sono rimasta un attimo interdetta per i riferimenti a spielberg che come hai detto denotano una certa mancanza di idee, ma nonostante tutto lascia il dubbio di cosa fossero davvero. L’albero sì forse troppo smaccato ma penso fosse per esplicitare quello che tanti spettatori non avrebbero capito solo dal titolo inglese. Però la scenografia era stupenda, sembrava un quadro 🙂

  8. losteyeways il said:

    è un film che vedrei volentieri nella speranza che proyas sia riuscito a tornare ai fasti di un tempo ( the crow, dark city)..

    chiedo troppo ?

  9. Ale55andra il said:

    Davide, ed è per quello che per me il film non raggiunge la sufficienza.

    William, insalvabile cole il mondo??

    Memole, se ce la fai fai un salto, ci sono alcune sequenze che valgono secondo me.

    recenso, il film lo reputo mediocre, con alcune punte di buon cinema. Diciamo che non mi è piaciuto totalmente ma non mi ha fatto nemmeno così scihfo ^^

    Lost, pretendi troppo forse…

  10. Cinemasema il said:

    Il trailer non mi aveva convinto e poi valuto attentamente i film con Cage (attore da me poco apprezzato) ma la tua recensione mi convince a recuperare il film (ma è ancora in sala?)

  11. Ale55andra il said:

    Ripeto, per me rimane un film poco più che mediocre, rovinato da alcuni elementi di sceneggiatura e di recitazione, oltre che dal finale insalvabile e invece valente dal punto di vista registico e dalla buona confezione con ottima fotografia e colonna sonora. Comunque non so se dalle tue parti è ancora in sala, prova a controllare…

  12. anonimo il said:

    dev’essere proprio un film trascurabile. tutti ne hanno parlato male, e come te molti hanno usato il termine “risibile”. risparmierò i soldi, anche se nicolas cage mi piace molto.

    alberto

  13. Ale55andra il said:

    In effetti è il finale ad essere decisamente risibile, soprattutto visivamente parlando…

    Per il resto è un film mediocre, il solito blockbuster, con qualche momento di interesse e una buona confezione. Nulla di più, nulla di meno.

  14. anonimo il said:

    a me piace questa immagine pero muore tanta gente ma io volgio la copia su internet del foglio di lucinda con i suoi numeri,perchè devo fare una cosa top secret e nn posso dire niente a nessuno. sono marcello.daremi il foglio qua si parla di una cosa che non potete immaginare!!!!!!!  ………………………..dico sul serio———————–io so piu cose di voi di quello che a importanza quel foglio di lucinda.credetemi
    ciao…….

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