Soldi sporchi

REGIA: Sam Raimi

CAST: Bill Paxton, Billy Bob Thornton, Bridget Fonda, Brent Briscoe

ANNO: 1998

 

TRAMA:

 

Hank e Jacob, due fratelli, insieme all’amico Lou per caso ritrovano un aereo con dentro più di 4 milioni di dollari. Cosa fare con questi soldi, che presto scopriranno essere sporchi? Tenerseli rischiando di andare in galera e cominciando a dubitare uno dell’altro o consegnarli alla polizia? La scelta sarà quella più ovvia, ma porterà ad effetti catastrofici.

 

 


 

ANALISI PERSONALE

 

Grande parabola sul sogno americano questo “Soldi sprochi” (titolo originale più incisivo “A simple plan”) che a 11 anni di distanza conserva, e purtroppo conserverà sempre, una netta attualità. Durante la visione della pellicola rimaniamo sempre più terrorizzati dalla normalità e dalla tranquillità che celano, neanche troppo profondamente, una crudeltà e un cinismo non indifferente. Quando i tre ritrovano il malloppo, il più scanzonato dirà che finalmente potranno raggiungere il sogno americano, mentre il più responsabile affermerà: “Per il sogno americano si lavora, non si ruba”. Proveranno a sfatare questa regola ferrea e si ritroveranno in un mucchio di guai, a dimostrazione che forse è proprio vero che l’unico modo col quale raggiungere il sogno americano è lavorare. Quello che più colpisce in “Soldi sporchi” è proprio il ribaltamento delle aspettative, oltre che lo sfatamento di parecchi luoghi comuni. Infatti, sarà il fratello più oculato a fare di tutto per tenersi quei soldi e ad arrivare a compiere azioni sempre più efferate per non farsi scoprire dalla polizia e dai suoi concittadini. Il motivo sono ovviamente i soldi nel senso più materiale del termine, cioè la possibilità, suggerita da una mogliettina che tesse le trame del loro piano sempre più malefico, di poter andare più spesso al ristorante, di potersi comprare più vestiti, di poter vivere più agiatamente soprattutto ora che, scusa alquanto meschina, è arrivata una bambina in casa. L’altro fratello, invece, quello che sembra essere un po’ ritardato e sfaccendato, ha un vero e proprio sogno: ricostruire l’antica fattoria appartenuta al suo defunto padre e magari costruirsi una bella famiglia per essere felice, lui che sembra non esserlo mai stato. Ed è proprio lui che di volta in volta cerca di fermare l’altro fratello dal portare avanti questo piano che comporta anche un certo numero di cadaveri lasciati dietro le spalle, cosa che casomai ci saremmo aspettati più dall’altro. Nel mezzo si pone l’amico, ubriacone disoccupato, che comincia a minacciare di spifferare tutto se non riceverà al più presto la sua parte del gruzzolo.

E’ nei rapporti tra questi personaggi che si dipana “il semplice piano” che dà il titolo alla pellicola e che alla fine tanto semplice non si rivelerà, perché nessuno ha considerato le variabili che possono entrare in gioco, prima di tutto l’avidità e la cupidigia, ma soprattutto, e ancora più forte, la coscienza che può fare brutti scherzi se non si riesce a tenerla addormentata. Quella di Hank (interpretato da un ottimo Bill Paxton), il fratello più responsabile, viene ogni volta sopita dalla moglie che si dimostra essere, al contrario di quello che appare, una novella “Lady Macbeth” (interpretata da una giovane Bridget Fonda); quella di Jacob (interpretato da uno straordinario Billy Bob Thornton che esprime alla perfezione tutto il mondo interiore di questo particolare e intenso personaggio), il fratello “ritardato”, invece, scalcia sempre più potentemente fino a giungere ad una soluzione decisamente estrema, ma inevitabile.

Raimi, che qui si ritrova a ricalcare le orme dei Coen di “Fargo”, ambientando il suo dramma “shakespeariano” in una piccola cittadina di provincia ricoperta di neve (la contrapposizione tra il candore della neve e il nero delle vicende che vi si svolgono ha sempre un grande effetto), conclude il tutto in maniera decisamente beffarda e ironica. Apparentemente non ci sarà punzione alcuna per Hank, la neve ricoprirà tutto come dice sua moglie, anche se il rimorso non potrà mai esserne ricoperto,  ma il solo fatto di rimanere lì dov’era (a lavorare in un’officina lui e in una biblioteca la moglie) dopo aver assaporato quel tanto agogniato sogno americano e dopo aver compiuto le più atroci delle azioni, è un castigo molto più potente e doloroso di qualsiasi reale pena. A punirlo, ci penseranno i terribili ricordi di tutto ciò che ha dovuto compiere per ritrovarsi con un pugno di mosche, anche se ci saranno dei giorni in cui, come dice lui, riuscirà a non pensarci affatto. Alla fine, una battuta pronunciata dalla moglie rimane impressa su tutte: “Nessuno penserebbe mai che tu sia in grado di fare quello che hai fatto”, eppure anche un uomo insospettabile ed onesto come Hank ha compiuto quelle efferate azioni, cosa che ci pone di fronte alle nostre coscienze e all’impossibilità di rispondere a certe domande come: “E noi cosa avremmo fatto in una situazione del genere?”.

 

VOTO: 8

 

 


 

CITAZIONE DEL GIORNO

 

"Qualunque cosa sappia dovunque io vada sono vincolato dal segreto cliente-avvocato, sono più o meno come…no è meglio dire che sono esattamente come una nave con un carico che non raggiungerà mai nessun porto e, finchè io sarò vivo, quella nave sarà sempre al largo" (Il socio)

 


LOCANDINA

 

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10 commenti su “Soldi sporchi

  1. pilloledicinema il said:

    Sono d’accordo con te dall’inizio alla fine, Soldi Sporchi è un film che ho scoperto per caso anni fa e che mi è rimasto molto impresso. L’ho rivisto proprio l’estate scorsa e la sensazione è stata identica a quella che avevo avuto guardandolo la prima volta: un gran bel film.

    Ciao

  2. countryfeedback il said:

    D’accordo sul voto: film bellissimo al quale dedicai anche un post, tempo fa.

    Uno dei vertici di Raimi (forse “il” vertice?) per certi versi anche superiore al simmetrico FARGO.

  3. Ale55andra il said:

    Milena, qui è davvero bravissimo.

    Country, per me diciamo che i due film sono pari merito. Forse sono un pochino più affezionata a Fargo, però veramente siamo lì. Due grandi film.

  4. 4358174 il said:

    Cast eccezionale, trama appassionante ed avvincente, fotografia e montaggio ottimi…una splendida parabola sulla “banalità del male” e sull’ipocrisia della morale dell’America medio-borghese. Capolavoro.

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