Super 8

REGIA: J. J. Abrams
CAST: Kyle Chandler, Elle Fanning, Joel Courtney, Gabriel Basso, Noah Emmerich, Ron Eldard, Ryan Lee, Zach Mills, Amanda Michalka, Riley Griffiths, Jessica Tuck,
ANNO: 2011
 
Joe, da poco rimasto orfano di madre, con i suoi amici sta girando un film sugli zombie. Contentissimo perché nel progetto è entrata a far parte Alice, la ragazza dei suoi sogni, in qualche modo riesce a non pensare alla sua tragedia. Mentre con i compagni sta girando una scena della pellicola, assiste ad un terribile incidente ferroviario che ha dell’incredibile e del misterioso. Da quel momento sarà spettatore, insieme a suo padre e a tutti i suoi concittadini, di una sorta di apocalisse messa in atto da una creatura mostruosa dagli intenti nascosti, o quasi…
 
Nell’era del 3D, del cinema fracassone e giocattolone, degli effetti speciali a tutto spiano, è quasi commovente quest’operazione palesemente nostalgica e quasi dolcemente anacronistica, un po’ alla Don Chisciotte, di riproposizione di un cinema genuino e di cuore, fatto con e dedicato ai ragazzi, ma non solo, e incentrato sulla forza dei sogni, della voglia di crescere, della curiosità, delle passioni giovanili e dei sentimenti allo stato puro. E’ per questo che “Super 8”, ultima fatica di quel genio pazzoide di J. J. Abrams, ha pienamente centrato il segno, ricordando teneramente alcune pellicole indimenticabili di un’epoca ormai lontana, come i mitici “Stand by me”, “E.T. – L’extraterrestre” o “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Gli accostamenti, ovviamente, non sono casuali, dal momento che lo zampino di Spielberg, qui produttore, è palesemente scovabile, proprio nell’alone favolistico, piuttosto che manicheistico o eccessivamente retorico, che accompagna le magiche avventure di questo gruppo di ragazzini, uniti da una grande amicizia e dall’amore per il cinema, concretizzato facendo ricorso a mezzi artigianali come la super 8 che dà il titolo alla pellicola. Tra sceriffi buoni, militari cattivi, padri un po’ troppo severi e figli un tantinello ribelli, Abrams e Spielberg, aiutati ampiamente dalla favolosa colonna sonora di Giacchino, anch’egli facilmente riconoscibile, ci accompagnano per mano nei meandri della loro meravigliosa avventura. E’ così che sarà davvero impossibile resistere alla preparazione di un film che i protagonisti stanno tentando di produrre e girare per partecipare ad un festival cinematografico, ispirandosi agli zombie di Romero e servendosi di trucchi, costumi e scenografie fatte in casa da loro stessi. Così come sarà arduo non commuoversi, cosa a cui Spielberg, proprio col cinema di cui sopra, ci aveva ampiamente abituato, con la narrazione della nascita o dell’approfondimento di grandi sentimenti come l’amore e l’amicizia, il tutto contornato, ovviamente trattandosi di Abrams comunque, da un pizzico di mistero e fantascienza che non guasta affatto. Così anche lo zampino del creatore di “Lost”, telefilm che rimarrà nella storia della televisione e non solo, è decisamente riscontrabile, cosa che rende il film stesso indiscutibilmente accattivante e non solo citazionistico nell’omaggio ad un certo tipo di cinema. Non vi ricorda niente, infatti, l’esistenza di un “mostro” che si aggira per la città seminando panico e non facendosi quasi mai vedere, con l’unico intento di tornare finalmente dopo tantissimo tempo a casa sua? Per sei stagioni del telefilm ambientato su un’isola “deserta”, si fa per dire, ci siamo chiesti, sin dal pilot, cosa fosse quello che poi verrà definito mostro, e quali fossero i suoi intenti. In qualche modo, quindi, Abrams con “Super 8” omaggia anche sé stesso e strizza l’occhio ai numerosissimi fan della sua creazione più grande. Così come strizza l’occhio a tutti gli appassionati di serie televisive in generale, tanto che gran parte degli attori che compongono il cast, nel ruolo di protagonisti o anche solo in piccoli camei, provengono da telefilm più o meno noti, tra cui “The big C”, “The walking dead”,  “True blood”, “My name is Earl” e “Breaking bad”. A spiccare su tutti, però, è la sorprendente Elle Fanning, sorella di Dakota, che stupisce sia diegeticamente che extradiegeticamente, esibendosi in un’interpretazione nell’interpretazione che ha del metacinematografico e del magico, oseremmo dire.
Pur esagerando un po’ troppo nel finale forse eccessivamente “spielgerghiano”, Abrams sforna nuovamente una grandissima avventura che tiene lo spettatore con gli occhi incollati allo schermo, così come era successo col bellissimo “Star trek”, ma che questa volta rapisce anche i cuori e non solo, riuscendo ad intrattenere e divertire con una sapiente e piacevole presenza di ironia e autoironia, condita da dialoghi deliziosi e da situazioni collaterali a tratti spassose. Crescere, insomma, sarà pure un duro lavoro, ma farlo seguendo le proprie passioni e alimentando il proprio talento, alleggerisce sicuramente il compito.

VOTO:

Pubblicato su www.livecity.it

4 commenti su “Super 8

  1. A me invece non ha convinto affatto, essendo appunto molto Spielberghiano. Ce n'è già uno che fa robe simili e sinceramente basta e avanza secondo me, non ne sentivo la necessità di un E.T. del 2010…

    Glore

  2. Non lo so, io mi sono appassionata molto alle avventure di questi giovani protagonisti e mi sono sentita un po' ragazzina anche io insieme a loro. Secondo me è commovente come tentativo, questo di far rivivere un certo tipo di cinema che sostanzialmente era abbastanza morto.

  3. A me Super 8 è piaciuto moltissimo, pur – come sottolinei anche tu – essendo un film imperfetto. Non si può non essere toccati da un lavoro che è sì un rimando al primo Spielberg, ma che sopra ogni cosa è una dichiarazione d'amore per il Cinema stesso, inteso come Arte del raccontare emozioni attraverso le immagini.

  4. Esatto, è proprio il modo in cui l'ho visto e percepito io. Pensa che ieri sera sono tornata a vederlo con gli amici (la prima volta sono andata da sola).

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