Premio Meme

C’era una volta il cinema, il mio amatissimo (da me eh?) blog, è stato nominato da ben due carissimi cineblogger: Pickpocket e Iohannes per una di quelle catene di sant’Antonio che ormai spopolano nei blog e sono diventate quasi di moda. Rispondere il più delle volte mi pare quasi un obbligo, proprio per ripagare l’estrema gentilezza di chi ti nomina considerandoti uno dei pochi (di solito 5 o 6) blog migliori presenti nella blogsfera. Con la certezza di non meritarmi affatto cotale attenzione, ma con la gioia per il fatto che questo avvenga mi accingo anche io a fare, a malincuore perchè vorrei nominarli quasi tutti, la mia lista di nominati (ci tengo a sottolineare che i blog a cui tengo particolarmente sono veramente troppi e sarebbero tutti da nominare chi per un motivo, chi per un altro e soprattutto rimarcando il fatto che Pickpocket e Iohannes non vengono nominati perchè sono stati loro a nominare me, ma sicuramente rientrano tra i miei blog preferiti in assoluto).


Il MEME in questione è stato creato da Gianluca (ciao Gianluca!) e prevede quattro semplici regole che mi accingo a copiare/incollare:

1. bisogna inserire il banner (trovate il codice a fine pagina) (sarebbe gradito anche un link diretto a questa pagina, in modo da leggere le istruzioni originali)
2. bisogna linkare il blog che ti ha dato il meme
3. bisogna linkare altri 6 blog (cifra flessibile) che meritano un premio e, se possibile, spiegare il perché. un blog può ricevere il premio innumerevoli volte!
4. chi riceverà il meme potrà mettere il banner con la coppa in homa page sul lato in modo da far vedere il premio ricevuto a tutti i visitatori!

Ed ecco i miei nominati:

Blogcensioni: perchè sono adorabili e in tutte le catene di sant’Antonio in cui sono stata coinvolta non li ho mai nominati. Se lo meritano, le loro corte e divertenti recensioni sono davvero un toccasana.

Cinemasema: un’imperdibile blog dove imparare ogni giorno qualcosa di nuovo e dove riuscire a capire che c’è da studiare moltissimo se si è veramente appassionati di questo grande mondo che è il cinema.

Movie’s home: un blog che oltre a trasmettere competenza e rigore, riesce anche a comunicare passione ed emozioni. Imperdibile.

Contenebbia: inutile rimarcarlo, Il teatro dei vampiri è un must (e secondo me sulla sua strada si sta ponendo un altro interessantissimo e simpaticissimo cineblogger che si merita questa nomination insieme al Conte: Peepingtom)

Cineroom: Para e Chimy scrivono forse quelle che sono tra le migliori recensioni in giro per la blogsfera. Una coppia di cinefili esperti e coinvolgenti che sorprendono per la loro estrema preparazione e per il loro innato talento di scrittori.

Cinedelia: precise e concise analisi di film in sala e non, ma soprattutto di cult degli anni passati, per la maggior parte horror. Solo per appassionati? Assolutamente no. Filippo ha uno stile accattivante e al contempo leggero, che conquista "al primo sguardo".

(Non posso assolutamente non citare tutti i blog che avrei voluto inserire in questa catena, ma che non ho potuto. Per evitare di elencarli uno per uno visto che sono decisamente troppi, vi rimando alla colonna di sinistra del mio blog, dove potrete trovarli in bella vista).

Zone d'ombra


Ed eccomi finalmente a rispondere alla chiamata di mario che voleva conoscere le mie zone d’ombra e quindi in parole povere quelli che sono i miei difetti o le mie mancanze. Con molta fatica sono riuscita a ridurle a cinque e a porvele masochisticamente su un piatto d’argento.

 

Sono una lunatica cronica. Da un momento all’altro potete vedermi passare dalla risata più smargiassa alla tristezza infinita e il più delle volte senza alcun motivo apparente, nemmeno a me. Posso passare dalla disponibilità e gentilezza più assolute ad una scontrosità incredibile, magari per una parola fuori posto (mia o dell’interlocutore) o perché pensando (io penso quasi 24 ore su 24, anche mentre parlo) mi sono ricordata di aver lasciato qualcosa in sospeso o di aver sbagliato qualcosa, ecc…Questa mia caratteristica porta con sé un altro difetto che mi pesa davvero moltissimo e cioè l’indecisione. Sono capace di stare ore ed ore in una libreria perché tra le migliaia di libri vorrei comprarli tutti ma devo sceglierne magari solo due e ci metto davvero un’infinità di tempo per compiere questa decisione. Idem per qualsiasi altra cosa…anche se vado al supermercato e devo comprare i biscotti. Quando poi si tratta di vedere un film (non di quelli al cinema che tanto la scelta è alquanto ristretta) vado proprio in paranoia, perché non so davvero decidermi, ci metto anche delle ore e poi non posso più guardare nulla perché ho perso tutto il mio tempo nel decidermi.

 

Sono molto testarda, oserei dire troppo. In una discussione, pacifica o meno, voglio anzi pretendo di avere sempre l’ultima parola. Raramente un match verbale si chiude con la vittoria dell’altro, anche se alla fine si scopre che questi aveva ragione, perché io riesco sempre e comunque a far valere il mio punto di vista, anche se sbagliato. Questa è una di quelle caratteristiche che mi rende antipatica anche alle persone che mi amano davvero (che non sono moltissime, per fortuna), perché mi rendono, anche se in realtà non lo sono affatto, presuntuosa agli occhi degli altri che mi vedono come se io mi ergessi al di sopra degli altri e pretendessi di essere superiore a chiunque non la pensi come me. Difficile spiegare e dimostrare che non è affatto così, dato che a causa del succitato difetto appaio proprio in questo modo.

 

Sono piena di idiosincrasie dalle quali non riesco davvero a liberarmi e che mi rendono ancora più cinica di quello che sono in realtà. Ad esempio odio a dismisura tutte le feste possibili ed immaginabili, compreso il mio compleanno. Non capisco per quale dannato motivo si festeggia l’onomastico…tanto per citare una delle tante feste che ritengo inutili. Quando si avvicina una qualsiasi di queste feste (soprattutto le principali, Natale, Pasqua, Capodanno, ecc…) comincio a diventare estremamente triste, ma solo internamente senza darlo troppo a vedere, perché sarebbe un dispiacere per la gente che mi circonda che invece ci tiene a queste cose. Io vorrei starmene da sola a casa mia a farmi i fatti miei, come tutto il resto dell’anno, e invece il più delle volte mi tocca stare coi parenti o andare a divertirmi con gli amici, che per carità mi piace molto, ma non i giorni di festa. Un’altra mia idiosincrasia davvero orribile è quella per i bambini. Non me ne vogliate, ma io i bambini raramente riesco a sopportarli. Mi rendo conto che è una pecca tutta mia, perché non ho assolutamente pazienza di stare a rispondere alle milioni di domande che ti porgono o di perdere tempo facendogli fare capriole, disegnini e tutte le robe che piacciono a loro. Per carità, i bambini sono belli, ma solo se stanno alla larga da me.

 

Sono bassa, cioè veramente bassa. Sono “alta” 1.55 che quando avevo 13-14 anni andava più che bene, dato che ero la più alta delle mie coetanee e dei miei coetanei. Loro però poi sono cresciuti e io mi sono fermata lì. All’inizio per me è stato quasi un problema. Usavo solo ed esclusivamente tacchi alti, anche per andare a scuola e cercavo di uscire con gente non troppo alta. Poi crescendo e acquisendo un po’ più di sicurezza in quelle che sono le mie qualità non solo estetiche ma soprattutto intellettuali e mentali, ho cominciato a fregarmene altamente. Ho un sacco di amici che superano il metro e ottanta e soprattutto non uso quasi mai tacchi. Vado sempre in giro con le mie Converse o comunque con scarpe davvero bassissime, tranne qualche rara occasione (vedi matrimoni, che rientrano nelle feste che odio tra l’altro).


Sono davvero troppo poco romantica e qualche volta, anche se non volutamente, poco sensibile. Come si suol dire sono alquanto cinica, anche se molto meno di quello che sembro. Odio le coppiette che si scambiano effusioni per strada, odio quelli che stanno a dirsi ogni cinque minuti che si vogliono bene (che siano amici, amanti, parenti o quant’altro), odio tutte quelle che sono, insomma, le romanticherie: i fiori, le dichiarazioni d’amore con gente che si inginocchia o piagnucola e via dicendo. Per carità, anche io so amare (a modo mio, ma lo so fare), ma ho un modo molto più riservato e particolare di farlo. L’unica cosa che riesce a far uscire quel po’ di romantico e di buono che c’è in me, è il cinema, di cui ovviamente odio le commedie romantiche-sentimentali alla Se scappi ti sposo per intenderci, ma che con alcuni film (vedi In the mood for love, ma anche moltissimi altri) riesce davvero ad emozionarmi e a farmi anche piangere (raramente, ma ci riesce).

 

Ed ecco i miei nominati (preferisco fare nomi diversi da quelli che ho nominato per i piaceri, tanto per non rompere eccessivamente le palle):

 

Mr.Davis

Steve McQueen

deneil

ConteNebbia

Iggy

I piaceri della vita

E’ finalmente arrivato il momento di prendere parte alla catena per la quale l’amico t3nshi mi aveva nominato, consistente nell’esprimere sei delle cose che ci piacciono. Con la promessa che molto presto svolgerò i compiti anche per mario che mi ha nominata per un’altra catena (quella delle zone d’ombra), ringrazio entrambi per queste gradite, quanto “faticose” nominations e comincio con la lista della prima catena.

 

Ecco le regole:

–         indicare il link del blog di chi vi ha coinvolti; 

–         inserire il regolamento del gioco sul blog; 

–         citare sei cose che vi piace fare;

–         coinvolgere altre sei persone;

–         comunicare l’invito sul loro blog; 

 


6 cose che mi piacciono:

Mi piace moltissimo l’inverno, la pioggia, il vento, la neve, la grandine, la nebbia. Mi sento bene quando mi affaccio alla mia finestra con una tazza di thè bollente e guardo le strade bagnate e la gente in giro con i cappotti e gli ombrelli. Mi piace rintanarmi nel mio piumone a leggere o a guardare un film e adoro imbaccuccarmi con sciarponi, giubbottoni, guantoni e via dicendo. Quando si avvicina l’estate comincio a stare veramente male. Per carità mi piace andare al mare, abbronzarmi, andare in vacanza se si può, ecc…ma non sopporto il sole, il caldo mi fa stare fisicamente malissimo e soprattutto mi fa stare nervosa la maggior parte del tempo. Soprattutto non sopporto il fatto che non ci sia rimedio alcuno. Più ti spogli e più fa caldo e anche se volessi andare in giro completamente nuda, la questione non si risolverebbe. L’inverno, invece, se fa così freddo da non poterlo sopportare, mi metto trecento cappotti e “via col vento”.


Mi piace il mio pc che è diventato un vero e proprio compagno di vita. Riempie quasi tutte le mie giornate e mi aiuta a studiare, a rilassarmi, ad informarmi, a guardare film (che non metto nella lista di cose che mi piacciono, talmente è palese), a chiacchierare con gli amici e a conoscere nuove persone con cui confrontarmi e da cui imparare sia negativamente che positivamente. Mi aiuta a vedere un sacco di film, cosa che adoro fare da sola, ma anche e soprattutto con mia madre o mia cugina, insostituibili compagne di avventure e anche disavventure nel fantastico mondo dei telefilm.


Mi piace parlare delle cose che mi piacciono, ma siccome sono tantissime a volte rischio di monopolizzare le conversazioni. Mi piace chiacchierare con gli amici o con i parenti o con i semplici conoscenti dell’ultimo film visto, dell’ultimo libro letto, dell’ultimo esame studiato, della trasmissione televisiva della sera prima. E mi piace ancora di più se la persona con cui parlo ha apprezzato e fruito come me l’oggetto della discussione. Se, invece, avviene il contrario mi piace sostenere a più non posso la mia tesi e cercare di far cambiare idea all’interlocutore, ma solo quando sono assolutamente convinta della qualità e dello spessore di ciò di cui sto parlando.


Mi piacciono i blog, soprattutto quelli di cinema. Mi piace scrivere e parlare. Mi piacciono le parole e mi piace dare a ciascuna di essa il giusto peso e la giusta misura. Per questo motivo mi piace moltissimo tenere il mio blog cinematografico e mi piace moltissimo quando vedo che viene letto e apprezzato. Mi piacciono tutti i blog cinematografici (con le dovute eccezioni) e mi piace leggere ogni singolo parere su quello che io magari ho già scritto. Mi piace vedere le differenze di scrittura nei vari cineblogger e di conseguenza le differenze con il mio stile di scrittura e mi piace imparare a carpire (non rubare) da ciascuno dei miei preferiti qualcosa da poter far diventare mio. Mi piace (anche se me ne lamento) partecipare a queste catene che ci permettono di esprimere anche qualcos’altro oltre alla passione cinematografica. Infatti, mi piace molto parlare di me anche se non direttamente, ma facendo emergere i miei punti di vista e il mio modo di essere. Non per niente mi cimento dall’età di 16 anni nella scrittura di romanzi. Ne ho scritti tre: uno a 16 anni completamente da dimenticare ma sicuramente utile per il metodo di scrittura, uno a 18 anni completamente da revisionare ma non del tutto da buttare e uno cominciato a 20 anni, due anni fa, che sto ancora portando avanti (a spizzichi e a morsi, a causa di università, impegni vari, blog e passione cinematografica, nonché le collaborazioni di cui parlavo nell’altro post) e del quale sono abbastanza fiera ed orgogliosa.


Mi piace stare da sola. Mi piace molto avere la possibilità di pensare in santa pace. Mi piace il silenzio e la luce soffusa della lampada sulla mia scrivania. Mi piace sapere che in casa non c’è nessuno e che quindi nessuno può interrompere il flusso dei miei pensieri, o la visione di un film o l’ascolto di un buon cd o la lettura di un libro o anche semplicemente il proseguimento dello studio. Mi piace la solitudine, perché mi permette di sondare profondamente la mia interiorità e soprattutto di sognare di avere una sorta di libertà totale che mi fa sentire leggera e grande al tempo stesso.



Mi piacciono le fotografie, perché sostanzialmente mi piacciono i ricordi. Mi piace rifugiarmi in rimembranze di momenti passati felicemente in compagnia di persone che amo o che amavo e che mi amano o che mi amavano. Mi piace ricordare anche la presenza seppur sfuggevole nella mia vita di persone che ho visto una sola volta o due e che poi sono scomparse all’orizzonte. Mi piace soprattutto farle le foto, piuttosto che esserne protagonista e mi piace fotografare momenti particolari della mia vita, occasioni speciali, riunioni di amici che non si vedevano da tempo o anche catturare semplici momenti di vita vissuta (quasi quasi mi sembro Marzullo, e mi piace anche lui eh? Per dire quanto sto messa male co sto gioco di cose che mi piacciono). Mi piace fotografare anche paesaggi, monumenti, vicoletti, tutto ciò che fa da “scenografia” ai suddetti momenti di vita vissuta e soprattutto quando vado in un posto nuovo e sconosciuto mi piace moltissimo riuscire a catturarne la sua interezza con la mia macchina digitale in modo da non dimenticarmene mai e soprattutto in modo da testimoniare le mie “scoperte” al prossimo.

Ora vorrei coinvolgere in questa catena sei persone di cui non ho letto (perchè chi mi ha nominato ha già scritto e anche altre persone hanno avuto modo di epsrimersi al riguardo o sono state comunque già nominate). Chiamo all’appello:

Lessio e ErMattia,

Filippo,

Pickpocket,

Parachimy,

Dome,

ClaudioCasaz,

Countryfeedback (uno in più, ma che importa?).

Avrei voluto inserire un sacco di altre voci alla lista delle cose che mi piacciono, ma mi rendo conto di essermi già dilungata abbastanza (un anticipo di zona d’ombra è che sono logorroica :P). Comunque sia, avrei voluto dire che mi piacciono un sacco di altre cose, ma che sostanzialmente sono piena di idiosincrasie e di odi il più delle volte ingiustificati. Ma di questo ne parleremo nella prossima catena, che arriverà a breve distanza da questa. Una minaccia o una promessa? Prendetela come volete!

L'unione fa la forza

Unendomi al coro dei miei cari amici cineblogger Contenebbia e Parachimy vorrei porre alla vostra attenzione due video che mi sono parsi estremamente interessanti sia per messaggio che per contenuto. Il primo perchè il protagonista mi pare un misto tra il pazzoide e il genialoide e il secondo…bè per il secondo non servono le parole. Parole alle quali chiedo di prestare attenzione, quelle di due testi di Caparezza che ha disegnato con mano precisa e sicura alcune delle realtà che sommergono il nostro Paese e la nostra società. Parole che molto spesso vengono strumentalizzate e utilizzate per "fregarci", ma che in questo caso parlano sinceramente e oggettivamente di fatti che non possiamo continuare ad ignorare e per i quali forse un pò tutti dovremmo cominciare a riflettere.

Collaborazioni


E’ con grande piacere ed onore che sono lieta di annunciare di aver ricevuto altre proposte di collaborazione e di aver accettato di buon grado di mettere il mio umile e acerbo talento a disposizione di coloro che sono stati così magnanimi e gentili da volersi caricare l’onere della mia inesperienza e di contribuire alla mia crescita non solo professionale, ma anche umana. Dopo i ragazzi di Livecity con i quali ormai si è creato un clima di allegra giovialità senza però trascurare la professionalità e la serietà, sono giunte anche le "chiamate" di Cinemasuperga per i quali sarò d’aiuto non solo per il loro blog che vedete qui a lato tra i miei link, ma anche per il loro interessantissimo sito pieno di recensioni, articoli e news interessanti e soprattutto contentente i vari numeri della loro avviata rivista cartacea che cresce esponenzialmente ad ogni uscita;

e della rivista Rapporto confidenziale (low version) di cui è appena uscito il quarto bellissimo numero, in fondo al quale potete recuperare i link dei primi tre, che mi ha dato la soddisfazione e la gioia di vedere pubblicato per la prima volta il mio primo scritto sperimentale con un mezzo fin’ora da me trascurato che è quello dell’articolo, piuttosto che della recensione.
Su Livecity potrete trovare numerosissime mie recensioni su film recenti e meno recenti, ma soprattutto su quelli in sala. Su Cinesuperga (sito e blog) potrete leggere altrettante recensioni (soprattutto di film datati, perlomeno nel futuro) e in seguito si spera anche reportage o articoli di vario genere. Su Rapporto confidenziale, che nel suo ultimo numero contiene tre dei miei scritti (un articolo sul tema del doppio nel cinema e le recensioni di Redacted di de Palma e Intrigo internazionale di Hitchcock), una serie di articoli incentrati su tematiche particolari che accomunano diverse e numerose pellicole e ulteriori recensioni, che non mancano mai e che continuerò a scrivere con lo stesso entusiasmo e soprattutto con lo stesso umile spirito di chi sa di dover ancora imparare moltissime cose e di dover ancora percorrere un lungo ed impervio cammino.



Versione ad alta definizione di Rapporto confidenziale:

http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/04/rapportoconfidenziale_numeroquattro_high.pdf

Versione a bassa definizione di Rapporto confidenziale

http://confidenziale.files.wordpress.com/2008/04/rapportoconfidenziale_numeroquattro_low.pdf

A breve assisteremo all’uscita del nuovo attesissimo numero della rivista SupergaCinema contenente un sacco di succosissimi articoli, interviste, recensioni e chi più ne ha più ne metta.


7 film – 1 persona

Copiando l’idea a vari amici cineblogger, ho deciso di tracciare un mio profilo psicologico (se così vogliamo chiamarlo) ripercorrendo la mia personalità attraverso alcune pellicole le cui tematiche o caratteristiche si possono dire affini alle mie (ma 7 film non bastano per la mia personalità estremamente sfaccettata…):


Il cielo sopra Berlino: anche io come Bruno  Ganz/Damiel vorrei poter assaporare tutte le emozioni e le sensazioni che questa vita ci può offrire e che non siamo mai in grado di cogliere nella loro totalità, presi come siamo da impegni, doveri, incombenze e quant’altro. Mi sento in Paradiso, quando riesco a godere appieno di tutti i sapori, gli odori, i colori, le bellezze naturali e non che mi circondanno; provo piacere nel contatto con la gente e sarei pronta a rinunciare anche a delle ali, per poter continuare a vivere in questo mondo.

Quarto potere: nel mio piccolo sono una sorta di Orson Welles/Charles Foster Kane e cioè ambiziosa, egoista, piena di sè, non del tutto capace di concedersi totalmente agli altri e di amare nel vero senso della parola e cioè incondizionatamente (salvo rarissimi casi), desiderosa di affermarmazione personale e sociale e pronta a tutto (nel limite del consentito dalla legge ovviamente :P) per riuscirci. E poi qui si parla di giornalismo, quindi diciamo che giochiamo in casa.


Il pasto nudo: pur non essendo omosessuale e non utilizzando nessuna sostanza stupefacente di alcun tipo, mi sento molto vicina a Peter Weller/Bill Lee con cui condivido un’affannosa ricerca di un’identità ben precisa e di un posto nella società dalla quale mi sento cosa distinta e separata ma con cui mi piacerebbe entrare in sintonia (o ancora meglio che essa entrasse in sintonia con me). Molto spesso la gente che mi circonda mi sembra come gli extraterrestri o gli schifosissimi mostriciattoli che Bill incontra nel suo cammino e soprattutto, così come lui armato della sua Clark Nova tenta di trovare non solo un’identità di persona ma anche di artista e di scrittore, anche io armata col mio pc cerco di esprimermi e di mettere tutta me stessa non solo nelle mie recensioni e nei miei articoli, ma anche in romanzi, racconti, in tutto ciò che si può scrivere insomma.

Fight club: come dicevo prima, la mia personalità non è solo doppia, ma multipla (nel senso buono del termine, non è che sono una psicopatica eh? :P). La dualità è molto presente in me, anche se vorrei che non ci fosse, ma a volte mi sento quasi costretta ad amalgamarmi e assimilarmi agli altri per sopravvivere, anche se questo castra quella che è la mia vera persona. Nel mio profondo sono una Brad Pitt/Tyler Durden (non perchè sono violenta, attenzione…), ma la maggior parte della gente mi conosce come una Edward Norton. Alla metodicità e schematicità della mia vita mi piacerebbe molto poter contrapporre una totale libertà intellettuale, emotiva, sentimentale e via dicendo…

Taxi driver: la solitudine è la mia compagna preferita. Nonostante io non disdegni affatto la compagnia e a volte la cerchi anche affanosamente, credo di stare veramente bene solo con me stessa e con i miei pensieri. Così come Robert De Niro/Travis Bickle ho un rapporto di amore-odio con il resto dell’umanità e così come lui mi sento rifiutata da essa, che accetta solo una facciata delle tante che compongono la mia persona. Non ho un buon rapporto col mondo della politica, anche se non organizzerei mai un attentato ai danni di qualche esponente, nonostante ce ne siano di meritevoli in questo senso, e (anche se a dire il vero non ne ho subiti tanti) rimango molto delusa dai rifiuti, di qualsiasi genere, amorosi e non.


Otto e mezzo: quando sono sottoposta a pressioni di qualsiasi tipo non dò proprio il meglio di me. Non mi sento a mio agio con le scadenze e con le incombenze e così come Marcello Mastroianni/Guido Anselmi comincio quasi a perdere la ragione se mi si pongono dei limiti o mi si impongono determinate scelte piuttosto che altre. Mi è capitato di non riuscire a portare a termine determinati impegni più o meno importanti e di sentirmi estremamente in colpa per questo, ma una volta raggiunta la meta, anche se in ritardo, mi sento doppiamente soddisfatta del risultato e il senso di colpa scivola via…


Eternal sunshine of the spotless mind: se Jim Carrey/Joel e Kate Winslet/Clementine dovevano rivolgersi alla Lacuna inc. per farsi cancellare la memoria e i ricordi, io posso dire di fare un bel lavoro da sola. Sono una smemorata cronica e inguaribile. Dimentico date, ricorrenze, festività (compreso il mio compleanno) e la maggior parte delle volte se non mi avvertono di che ora, giorno, mese, anno sia, io da sola non saprei dirlo. Come se non bastasse, quando indugio in ricordi infantili, adolescenziali, antichi o meno antichi, così come per i due protagonisti di questo film, anche io salto sconclusionatamente da un evento all’altro senza forse neanche rendermene conto: un secondo prima sono lì che a 10 anni gioco col mio cagnone Peggy e un secondo dopo ho 15 anni sono sul balcone di casa mia a baciare per la prima volta quello che è il mio attuale fidanzato; oppure in un attimo passo dal cadere divertendomi come una matta sulla neve nell’ immenso giardino della mia casa d’infanzia ad affacciarmi malinconica alla finestra della bellissima casa antica della mia adolescenza. Per fortuna la memoria mi assiste in momenti importanti quali esami universitari e affini, visto che altrimenti non si spiegherebbe come io faccia ad andare all’università o anche solo a scrivere tutto quello che scrivo.


Di altri esempi ce ne sarebbero a centinaia, ma purtroppo me ne sono concessi solo 7. Un’altra mia caratteristica è proprio quella di non avere il dono della sintesi e di non riuscire a circoscrivere a pochi elementi, quelli che sono i miei interessi, i miei gusti, le mie peculiarità e via dicendo. Avrei potuto inserire ad esempio il film L’arte del sogno (proprio perchè a volte mi credo delle vere e proprie vite parallele che sono talmente vivide e ben immaginate e studiate, da sembrare quasi realmente vissute), ma l’hanno fatto già in troppo colleghi cineblogger e quindi ho voluto evitare la ripetizione.

Squarci di speranza

Chiambretti dirige un teatrino di "mostri" che costituisce una vera e propria oasi felice nel sempre più deludente palinsesto televisivo. Dalle predizioni della fantastica Maga Maghella, alle analisi del colore dell’anima del saccente cromatologo Ubaldo; dai consigli della tagliente centralinista del call center alle lapidarie battute della fantastica nonnina: dalle domande impertinenti delle stagiste alle ingenue incrusioni dei gemelli gelatieri; dalle note del Markette Gospel agli acuti di Cosimo Parlato e molto molto di più, Markette è sicuramente il miglior programma televisivo che la televisione odierna ci offre.  La mancanza del dj Aniceto e della signora Neri-Calderoli si fa sentire, ma Markette è come il buon vino, più invecchia e più migliora.

In seconda posizione si piazza l’interessantissimo programma di informazione culturale condotto dalla competente Dandini coaudivata dallo strampalato Vergassola. Si potrebbe dire che Parla con me è un "Markette", un pò più "normale". Niente personaggi strampalati, se si escludono quei mattacchioni della Banda Osiris, ma solo promozione di romanzi e film principalmente, con qualche riferimento alla politica e all’attualità. Ospiti sempre curiosi, intriganti e soprattutto stimolanti e interviste perfettamente mediate tra divertimento e serietà giornalistica. Imperdibili le recensioni del fantomatico critico cinematografico o le imitazioni di Neri Marcorè o del grandissimo Guzzanti. Impertinenti e molto sarcastiche le interviste finali di Vergassola e esilaranti e graziose le canzoni riproposte in chiave del tutta personale dalla Banda Osiris.  A condire il tutto le interviste citofoniche di Andrea Rivera e i monologhi teatrali di Celestini.

Glob l’osceno del villaggio, e già il titolo dice tutto. Il competente Enrico Bertolino conduce con la solita verve un programma davvero molto originale e particolare, che sfrutta quell’ondata mediatica creata da Internet e più propriamente da Youtube e partendo da questi fenomeni, analizza in maniera ironica e divertente la nostra società.
E’ in questo programma che possiamo notare varie stravaganze e bizzarrie andate a scovare in vari siti internet, anche stranieri ed è anche in questo programma che vediamo sfilare una serie di umoristi che vanno da Palo e Dispari, ad Ale e Franz, da Antonio Cornacchione a Flavio Oreglio, da Lucia Ocone a Max Tortora e via dicendo, senza tralasciare interessanti interventi di personaggi di spicco della nostra cultura che ci informano sul linguaggio e sul modo di comunicare più utilizzato oggigiorno.

Il divertimento è assicurato e non solo grazie all’arguzia e alla sagacia di Gene Gnocchi. Sondaggi strampalati, interviste con sedie mobili, personaggi al limite dell’assurdo e argomenti via via sempre più interessanti: dallo scambismo, alla prostituzione maschile, a temi di scottante attualità. Ad essere intervistati cinque personaggi posti attorno ad una tavola rotonda il tutto condotto con una verve e un’ironia unici, senza tralasciare la parodia al talk-shaw e ai vari programmi di intrattenimento. Originalissimi i riassunti fatti da vari giornalisti a turno. Insomma, Re Artù riesce ad essere serio in maniera divertente e divertente in maniera seria.

P.S.: E’ un caso che non ci sia nessun programma di Mediaest e che tutti questi programmi vadano in seconda serata?

"D eci e lode"

E per la seconda volta vengo nominata in quella che semba essere diventata quasi una moda: i premi ai blog più interessanti. Stavolta a nominarmi è stata la carissima Lilith84 per il premio D eci e lode, ossia per un meme.

Che cos’è?

"D eci e lode" è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Come si assegna?

Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l’istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il "Premio D eci e lode" si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:

  1. Esporre il logo del "Premio D eci e lode", che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore (sotto c’è il pratico "copia e incolla");
  2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
  3. Se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina (sotto c’è il pratico copia e incolla);
  4. Inserire il regolamento (sotto c’è il pratico "copia e incolla");
  5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.

Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.

Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i "Premio D eci e lode" che vuole e quando vuole ( a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.


Per fortuna stavolta sono libera di nominare quanti blog desidero e quindi ecco a voi le mie nominations:

Blogcensioni: i fantastici Lessio e ErMattia sono davvero due spericolati osservatori del cinema di ieri, di oggi e di domani!!!!

Ciak…sicinema: una dolcissima e delicatissima appassionata di cinema che riesce a trasmettere con stile e con garbo tutte le sensazioni provate in sala.

Cinedelia: il mio caro compaesano Filippo ha messo su un blog coi fiocchi ricco di spunti interessantissimi.

Cinedrome: come dire un artista! Quando si fa del cinema e del parlare del cinema una vera e propria arte!

Cinemasema: il luogo in cui è possibile perdersi in mille divagazioni e profondissime riflessioni.

Cinemasuperga: leggero e professionale al contempo, un ottimo blog per rimanere aggiornati.

Cineroom: antico e moderno sapientemente miscelati e deliziosamente raccontati da due delle voci più singolari del mondo dei blogger.

ClaudioCasaz: uno tra i più attenti osservatori della realtà cinematografica contemporanea.

Countryfeedback: una grande passione che ci unisce (lui sa di che parlo ^_-)

Iggy: profondo e intenso sognatore, nonchè un inguaribile romantico.

Il teatro dei vampiri: il mitico e inarrivabile ConteNebbia è imprescindibile, va al di là di ogni premio o classificazione.

Delirio cinefilo: il nome del blog dice già tutto. Delirio è un fiume in piena e ci regala a briglia sciolta torrenti di aggettivi che ci fanno sognare.

La settima arte: Mario lo conosco da poco ma con le sue brevi, chiare e concise recensioni riesce sempre ad arrivare al punto.

Movie’s home: quando la forza della passione supera ogni confine.

Recensioni libere: il posto dove trovare le recensioni multiple più interessanti, divertenti e ricche di rimandi improbabili.

SteveMcQueen: non sbaglia mai una citazione.

Streetcar Desire: un vero lord, un signore che dirige il suo blog con classe ed eleganza.

Mi fermo qui anche se sinceramente avrei voluto fare moltissimi altri nomi, ma credo che questi siano più o meno quelli che seguo con più passione, senza nulla togliere a tutti gli altri blog presenti nei link qui a lato che sono comunque molto valenti e ben gestiti.
Ringraziando di nuovo la gentilissima Lilith (che ovviamente non è nelle nominations perchè mi ha nominata lei stessa, ma che seguo sempre con costanza e affetto), attendo le vostre nominations, ammesso che vi cimentiate nell’impresa.