Little Miss Sunshine

REGIA: Jonathan Dayton, Valerie Faris
CAST: Steve Carrell, Tony Colette, Greg Kinnear, Alan Arkin, Abigail Breslin, Paul Dano, Bryan Cranston
ANNO: 2006

TRAMA:

La sgangherata famiglia degli Hoover è costretta ad attraversare l’America, da Abuquerque in California per far partecipare la piccola Olive al concorso di bellezza dedicato alle bambine, Piccola Miss California. Ovviamente in questo viaggio non mancheranno le situazioni tragicomiche ma ciascun personaggio riuscirà a trovare e ritrovare, prima se stesso e poi gli altri.


ANALISI PERSONALE

Little Miss Sunshine è un bellissimo, divertentissimo, simpaticissimo e allo stesso tempo fresco e delicato road-movie che da sul comico. E’ anche, e direi soprattutto, un film corale dato che i personaggi protagonisti sono sei, tutti importanti, tutti ben caratterizzati e delineati, tutti con una propria particolarità.

Abbiamo il capofamiglia Richard (interpretato da Greg Kinnear), fissato con un programma da lui ideato, costituito da 9 punti, su come essere un vincente e imparare a non essere più perdenti. Richard è talmente fissato con questo programma che tenta di inculcarlo anche alla sua famiglia soprattutto alla piccola Olive e che ogni cinque minuti, anche durante il viaggio tenta di contattare un certo Sten Grossman (interpretato da Bryan Cranston) per farsi pubblicare il famoso programma. Richard è un personaggio buffo, con quei suoi pantaloncini e i calzini bianchi, che non si accorge di essere egli stesso un perdente, ma che alla fine si riscatta alla grande, riuscendo a capire che i veri perdenti sono quelli che non si “buttano” mai, che non ci provano.

C’è poi sua moglie Sheryl, (interpretata da Tony Colette) che tenta in tutte le maniere di rendere la sua casa e la sua famiglia, il più normali possibili, non riuscendoci ovviamente e divenendo a tratti isterica. Fuma una sigaretta dietro l’altra e pretende maggiore serietà da suo marito sia nel modo di condurre gli affari che nel modo di educare i figli. In realtà lei è al suo secondo matrimonio e ha un figlio, Dwayne, nato dal primo matrimonio che le da non pochi problemi.

Dwayne (interpretato da Paul Dauno), è un ragazzo molto problematico, adolescente fissato con Nietszche, ha fatto un voto di silenzio perché il suo sogno è quello di entrare in aeronautica e fino a quando non ci riuscirà ha deciso di tacere e di comunicare solo tramite un block-notes. Lui era il più restio a intraprendere il viaggio, ma alla fine sarà forse quello che ne avrà guadagnato di più.

Edwin (interpretato da Alan Arkin) è il padre di Richard, un vecchietto arzillo cocainomane fissato col sesso e con le donne che rimpiange la sua permanenza a Villa Tramonto, casa di riposo dalla quale è stato scacciato perché scoperto a sniffare cocaina. Il nonno è forse il personaggio più dissacratorio e più simpatico dei sei, sono le sue le battute più forti e divertenti, basti pensare a quando nel furgone insiste col giovane Dwayne consigliandoli di farsi più donne possibili.

Frank (interpretato da Steve Carrell), il fratello di Sharyl è il più eminente studioso americano di Proust nonché suicida fallito a causa di una delusione d’amore (gay tra l’altro) e del fatto di essere stato cacciato dal suo college in seguito a comportamenti non proprio ortodossi dopo aver scoperto il tradimento del suo amato con Larry, un suo rivale che ha vinto una borsa di studio di 500.000 dollari ed è stato nominato il miglior studioso di Proust al suo posto. Frank verrà affiancato sempre da Dwayne, perché i medici hanno consigliato a Sheryl di non lasciare mai suo fratello da solo, e i due insieme capiranno molte cose.

Infine, la piccola Olive (interpretata dalla graziosissima Abigail Breslin, candidata persino agli Oscar), è una piccola e deliziosa bambina di sette anni che sogna di diventare una miss e che guarda tutti i giorni cassette di premiazioni e concorsi di bellezza. Si allena ogni giorno con suo nonno che le insegna le mosse del balletto che dovrà inscenare al concorso di Little Miss California. Quando scopre di esservi stata ammessa, la sua felicità è immensa, comincia a correre come una matta per casa, preparando le valigie in un battibaleno e urlano: Ho vinto! Ho vinto!, mentre i suoi genitori litigano sul come e quando portare la piccola in California.



Alla fine decidono di partire tutti insieme col furgone Volkswagen giallo sole che durante il viaggio darà non pochi problemi: si romperà la frizione, si bloccherà il clacson, si sradicherà lo sportello e via dicendo. Non mancheranno neanche le situazioni tragiche, che però grazie alla forza di volontà dell’intera famiglia si risolveranno nel migliore dei modi. Ad esempio, il povero Edwin, durante il pernottamento in motel, morirà a causa di un’overdose da cocaina. Richard, una volta in ospedale, chiede se cortesemente possono andare al concorso e tornare a prendere la salma, ma gli viene detto che non si possono abbandonare così i familiari e allora con uno stratagemma intelligentissimo quanto strampalato, decide che per nulla al mondo toglierà a sua figlia la gioia di partecipare al concorso, soprattutto tenendo conto che suo padre l’aveva aiutata tantissimo e ne sarebbe stato più che orgoglioso. Lui e Sheryl allora impacchettano il cadavere di Edwin e lo passano attraverso la finestra a Frank e Dwayne che lo caricano poi nel bagagliaio del furgoncino. Durante il viaggio verso la California però, si rompe appunto il clacson, causano non pochi fastidi e vengono fermati da un poliziotto in moto che vedendo un po’ di agitazione in Richard gli intima di aprire il portabagagli. Per fortuna, precedentemente Edwin aveva chiesto a Frank di comprare delle riviste porno e qualcosa “per voi gay”, e il poliziotto aprendo il bagagliaio trova come prima cosa quelle, credendo che l’agitazione di Richard fosse dovuta al fatto di detenere materiale pornografico. I nostri eroi, insomma, si salvano ancora una volta in modo farsesco e divertentissimo.

Alla fine riescono ad arrivare al luogo prestabilito con quattro minuti di ritardo, rischiando di perdere il concorso. Qui veniamo posti di fronte ad una realtà sconcertante, miriadi di bambine che non sembrano neanche bambine, ma donne in miniatura, quasi bambole, così vestite e truccate da parere quasi donnine di strada, trofei di madri insoddisfatte della propria vita che riversano i propri fallimenti su povere bambine costrette a sfilare come se fossero dei giocattoli. La nostra Olive però, si contraddistingue per arguzia, intelligenza ed originalità. Lei è l’unica ad andare sul palco con la consueta coda di cavallo e gli occhialoni, struccata e con un costumino rosso che accentua il suo pancino da bambina. Lei è l’unica che non si vergogna di essere come è e che alla fine ci regala un numero a dir poco esilarante, che mi ha strappato tantissimi sorrisi e persino un applauso. Un numero che ha in sé, tutta l’essenza del nonno Edwin che gliel’ha insegnato. Uno spogliarello sulle note di Superfreak di Rick James. In sala le ragazzine e le mamme, scapperanno inorridite e l’organizzatrice spocchiosa ed odiosa del concorso tenterà in tutti i modi di scacciare Olive dal palco, ma Richard e il resto della famiglia glielo impediranno, salendo sul palco con Olive ed esibendosi a loro volta in un balletto esilarante.
Alla fine tutti si saranno ritrovati e avranno trovato anche una pace interiore, soprattutto Dwayne che durante il viaggio scopre di essere daltonico e di non poter entrare quindi in aeronautica. Questa scoperta lo porta ad urlare come un ossesso e a riutilizzare la parola, ma soprattutto lo rende consapevole del fatto che nella vita si può andare avanti anche se non si è perfetti.

Insomma, si sarà capito che ho adorato questo film dall’inizio alla fine, l’ho visto almeno cinque volte e non mi sono mai annoiata, potrei vederlo anche altre cinque tessendone le lodi come ho fatto fin’ora. Non si può non apprezzare la regia frizzante, la sceneggiatura originale, la recitazione perfetta, la colonna sonora fresca e delicata e l’ambientazione (soprattutto il mitico e sgangherato furgoncino). Little Miss Sunshine è una commedia seria, che ci mostra la vera famiglia americana, non quella tutta staccionate e villette, e che ci mostra soprattutto il vero spirito che tiene uniti dei familiari in difficoltà e delle persone che si vogliono bene. Non sarà di certo un capolavoro, si tratta infatti di un’opera prima dei coniugi che di solito giravano spot pubblicitari, ma è di sicuro una delle scoperte migliori del 2006 che promette di sicuro altre sorprese. La sua bellezza è stata notata anche agli oscar, dove è stato candidato tra i migliori film e al Sydney Film Festival, dove ha persino vinto. Io lo consiglio vivamente a tutti!!!

 
Regia: 8
Recitazione: 8
Sceneggiatura: 8
Fotografia: 8
Colonna sonora: 8
Ambientazione: 8
Voto finale: 8

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Fermi, potrebbe essere pericoloso, vada avanti lei. (Marty Feldman in "Frankenstein Junior")


LOCANDINA