Beginners

REGIA: Mike Mills
CAST: Ewan McGregor, Christopher Plummer, Mélanie Laurent
ANNO: 2011

Oliver, di professione disegnatore e grafico, vive una condizione esistenziale sospesa, incapace di mantenere salde le sue relazioni sentimentali e di andare oltre la perdita dei genitori. La madre, infatti, è morta di cancro, evento che ha dato modo al padre di fare coming out e di confessare la propria omosessualità, vivendo alla luce del sole la sua natura per altri cinque anni, momento in cui anche lui, a causa della stessa malattia, lo abbandona. L’incontro con Anna, un’attrice francese altrettanto problematica, lo costringerà a venire a patti con sé stesso e con la vita.

Opera seconda di questo artista talentuoso e originale, figlio di una certa cultura indie e di un cinema particolare e dimesso, ma anche esteticamente estroso, come quello degli ottimi Michel Gondry o Wes Anderson, Beginners si fa guardare con grande interesse e con una certa dose di coinvolgimento emotivo, senza però scadere in ruffianerie di sorta, stucchevolezze o patetismi alcuni. Elementi facilmente riscontrabili in prodotti incentrati su snodi narrativi che vedono al centro della messa in scena drammi familiari, amori difficili, percorsi formativi dolorosi. Tutti elementi che si ritrovano in questo film, ma che vengono affrontati e raccontati con una delicatezza impensabile e con un gusto sopraffino per le immagini, le associazioni di idee, i ricordi e l’importanza del vissuto, con il susseguirsi non sempre lineare e semplicistico di passato e presente. In questo caso è il montaggio l’elemento più significativo della pellicola, perché è in grado di esprimere e comunicare in maniera compiuta ed efficace l’evoluzione del protagonista (un magnificamente intenso Ewan McGregor), facendo ricorso a quelli che sono le sue rievocazioni istantanee, scaturite dal vissuto corrente, da piccole casualità, da gesti o situazioni. Parlavamo anche del gusto per le immagini, altro elemento caratterizzante in maniera positiva Beginners, attraversato dai disegni che lo stesso Oliver produce per dare libero sfogo alle sue sensazioni e per comunicare col mondo (bellissima la sua idea di disegnare la storia della tristezza, proponendola poi come lunghissima copertina per il cd di un gruppo che si è rivolto a lui per dei semplici ritratti) e da fotografie del passato che raccontano come venivano vissute diversamente le stesse cose che oggi però hanno significati o aspetti diversi (il sole, le stelle, la natura, l’amore, la bellezza).  Aggiungiamoci un Christopher Plummer in stato di grazia, capace di animare con immensa potenza espressiva un personaggio, il padre, che poteva cadere facilmente vittima della caricatura e una graziosa e irresistibile Mélanie Laurent; condiamo il tutto con una colonna sonora adeguatissima e deliziosa, mescoliamo delicatamente e otterremo l’ottimo miscuglio che è Beginners, opera non convenzionale e fuori dagli schemi, così come il talento di Oliver, alter-ego dello stesso regista lanciato nel racconto di spezzoni della sua vita vissuta, che rifugge le banalità e gli assolutismi (i ritratti che ormai è stando di disegnare), per dare libero sfogo alle peculiarità e ai contenuti (le scritte sui muri che rimandano alla sua coscienza storica, i nuovi disegni che fa al lavoro). Nel mezzo una profonda riflessione sul passaggio dall’infanzia all’età adulta, non sempre cronologicamente consequenziale, dato che ad esempio Hal rivive la prima da anziano quando finalmente assapora la vera felicità. È per questo, infatti, che non lo vedremo mai nei ricordi di Oliver da bambino, permeati dalla nostalgia di una madre amorevole, ma infelice. Tutto questo è Beginners, piccolo gioiellino da noi mai distribuito nelle sale e passato direttamente all’home video, ma decisamente meritevole di essere recuperato.

Pubblicato su www.ithinkmagazine.it