The Hunt: sono meglio i bifolchi ignoranti e complottisti o i radical chic intellettuali e buonisti?

Delle persone, sconosciute tra loro, si ritrovano imbavagliate e costrette a fuggire per salvarsi da un attacco di cui non si conosce la provenienza, fino a quando non trovano anche delle armi lasciate lì appositamente per loro. Si tratta dell’inizio di una vera e propria caccia nei confronti di alcuni bifolchi “trumpiani”, costretti a difendersi da una serie di trappole piazzate per farli fuori. Tra questi ci sarà Snawball, una donna molto cazzuta che farà di tutto per scoprire cosa sta realmente accadendo e soprattutto per sopravvivere, costi quel che costi.

Altro prodotto targato Blumhouse recentemente rilasciato in streaming a causa delle chiusure delle sale per via della pandemia globale che stiamo vivendo, The Hunt non è sofisticato ed emotivamente coinvolgente come The Invisibile Man, ma dal canto suo è un’opera divertente, trascinante e attualissima.

Come successo per altri film che fanno della satira sociale il loro perno principale, vedasi, per rimanere nell’ultimo periodo, Il Buco, la data di rilascio sembra essere miracolosamente indicata per il periodo storico-politico-sociale che stiamo attraversando e ci porta a viva forza, tramite il mezzo horror, a riflettere su temi decisamente scottanti in questo preciso momento. E ancora una volta il genere si fa al servizio di un messaggio in maniera ficcante e incisiva, non tralasciando l’intrattenimento più puro e accompagnandoci in una visione sicuramente leggera, ma a conti fatti molto sarcastica e beffarda.

Cosa succederebbe, insomma, se Burioni, Mentana e company potessero realmente sfogarsi contro i così tanto “odiati” webeti, blastandoli non solo verbalmente ma anche fisicamente? Che spazio dovrebbero avere nella società i vari complottisti, fascistoidi, omofobi, sessiti, trumpiani o salviniani che dir si voglia? E i cosiddetti intellettuali di sinistra, aperti e tolleranti, fino a che punto non sono in realtà i “professoroni” e i buonisti, pronti a difendere degli ideali giusti solo per sentirsi moralmente superiori e giustificare le loro ricchezze? Ma soprattutto fin dove può portare la diffusione delle così tanto proliferanti fake news e che conseguenze possono avere sui protagonisti delle stesse? Questi ultimi, quindi, sarebbero giustificati nel provare a difendersi, passando alle maniere “forti”? Fin dove è lecito spingersi, insomma, per far sì che i diffusori di queste false notizie, spesso pericolose, vegano messi a tacere una volta per tutte?

Queste sono le principali domande che il film mette in mostra tramite il percorso lastricato di morti truculente che si trova a percorrere la final girl interpretata in maniera impeccabile da Betty Gilpin, protagonista di questo survival movie in cui però non ci vengono date risposte e non si riesce parteggiare né per le vittime né per i carnefici, anche perché è difficile riuscire ad affibbiare i due ruoli ai vari protagonisti mostrati sullo schermo. E il tutto viene fatto con un gusto per l’intrattenimento, come suddetto, davvero notevole e con un abilissimo gioco delle parti che ci fa credere di essere di fronte ai veri protagonisti della storia (attori noti, bellocci aitanti e apparentemente eroici, ecc…) per poi farli morire nelle maniere e nei momenti più inaspettati possibili, fino a farci arrivare a porre tutte le nostre attenzioni sulla redneck bifolca al centro della storia che nasconde non soltanto un’inusitata abilità nella lotta e nella sopravvivenza, ma anche molte altre sorprese.

The Hunt, inoltre, ha il merito di coniugare satira e intrattenimento in maniera molto abile, senza prendersi troppo sul serio e assestandosi su toni quasi comici (divertentissimo il leitmotiv sul significato di “maniero” che attraversa la narrazione), non tralasciando una sanissima e apprezzabilissima dose di splatter che farà felici tutti gli amanti del genere e ricorderà, seppur alla lontana, i fasti del mitico Ash di Evil Dead. E nel farlo, ci parla anche dell’America di oggi (ma non solo degli USA), sbeffeggiandola e deridendola in poche pennellate di sprezzante e inarrestabile orrore.

 

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