Una lucertola con la pelle di donna

REGIA: Lucio Fulci

CAST: Florinda Bolkan, Stanley Baker, Jean Sorel, Silvia Monti, Anita Strindberg

ANNO: 1971

 

TRAMA:

 

La vicina di casa degli Hammond  viene trovata assassinata. Ad essere sospettata è proprio Carol Hammond, moglie e figlia di due prestigiosi avvocati, che non ci stanno a vedere la loro amata accusata di omicidio e che quindi fanno di tutto per dimostrare la sua innocenza, fino a giungere, assieme alla polizia, alla reale soluzione del caso.

 

 


 

ANALISI PERSONALE

 

Più che un vero e proprio horror, trattasi di un giallo psicologico, un thriller a sfondo erotico e sessuale, con considerazioni di non poco conto sulla società e su come il singolo individuo si rapporta ad essa in differenti maniere: chi decide di sottostare alle sue regole prestabilite come Carol, la protagonista, e Frank, suo marito, che però trovano entrambi il modo di eluderle in maniera più o meno ipocrita (sognando orgie e amplessi con altre donne lei, andando a letto con l’amica di famiglia lui); e chi invece decide di vivere alla luce del sole le proprie pulsioni sessuali e non, fregandosene delle convenzioni sociali, come la vicina di casa e la sua piccola comunità di hippie.

La repressione sessuale dettata dalle influenze della propria e dell’altrui coscienza, incanalata in un convenzionalismo non indifferente a cui è costretta Carol, la portano a vivere dei brutti sogni, ma neanche tanto, in cui uomini e donne danzano promiscuamente completamente nudi in un lungo corridoio. Carol a fatica riesce a farsi strada e ad arrivare in una stanza in cui si lascia andare come non mai con una bellissima donna bionda che l’accoglie tra le sue braccia. Ad osservarle, due strambi ragazzi appesi ad una specie di staccionata. Un bel giorno però, questi sogni si trasformano in un vero e proprio incubo, perché Carol sogna di uccidere a sangue freddo la donna, colpendola ripetutamente nella pancia con un tagliacarte. Lo psicologo presso il quale è in cura le dice che, col gesto di uccidere quella donna e quindi ciò che rappresenta, sta tentando di allontanare e nascondere le sue pulsioni sessuali represse e che dunque in questa maniera è riuscita a liberarsene.

Fatto sta che il giorno dopo si ritrova il corpo della vittima, la vicina di casa degli Hammond, riverso sul suo letto, colpita proprio da un fermacarte e circondata da alcuni oggetti appartenenti proprio a Carol. Tutto sembra indicare la sua reale colpevolezza, tant’è che non ci mette molto ad essere arrestata e rinchiusa in un istituto di igiene mentale, ma il padre non ci sta a vederla rinchiusa e decide di indagare insieme alla polizia per andare più a fondo della questione.

Molto interessanti sono, infatti, le indagini compiute dai poliziotti che man mano pervengono alla scoperta di indizi sempre più illuminanti, ma forse del  tutto fuorvianti, espediente che non fa altro che accrescere a dismisura la curiosità più smodata dello spettatore circa il reale colpevole, le dinamiche e il movente. Contribuisce a rendere il tutto più turbante e coinvolgente, la psichedelica ed indicatissima colonna sonora firmata niente poco di meno che Ennio Morricone.

Impressionanti, inoltre, alcune sequenze rimaste ormai nell’immaginario collettivo degli appassionati di certo cinema di genere, che con un realismo non indifferente lasciano lo spettatore a bocca aperta. La prima è quella in cui Carol, spaventata da qualcuno che la sta inseguendo all’interno della clinica psichiatrica in cui è rinchiusa, si imbatte in una stanza piena di cani appesi e squartati letteralmente in due, ma ancora vivi a fare da cavie agli esperimenti dei dottori dell’ospedale. Scena talmente realistica da far incorrere il regista nelle ire degli animalisti che lo denunciarono per sevizie nei confronti di animali, accusa che cadde immediatamente non appena Carlo Rambladi, curatore degli effetti speciali, dimostrò di aver creato egli stesso i cani finti. L’altra sequenza che sconvolge oltremodo lo spettatore è l’attacco inatteso e malefico di un gruppo di pipistrelli che si abbattono ferocemente sul volto e sul corpo di Carol, in fuga ancora dallo strambo personaggio, sempre fatto di LSD o altre droghe allucinogene, che cerca di toglierle la vita.

Man mano che andiamo avanti con la visione di questa straniante pellicola ci sembra sempre più di comprendere la risoluzione del mistero, ma nel finale le nostre aspettative vengono completamente ribaltate lasciandoci a bocca aperta. Un finale che ci restituisce anche una sorta di risposta allo spinoso dilemma filosofico tra libertà da costrizioni sociali e non, e prigionia delle convenzioni, che forse e molto probabilmente, come ogni prigionia di qualsiasi genere, può portare a compiere le più inaudite e inaspettate delle azioni pur di liberarsene.

 

VOTO: 8,5/9

 

 


 

CITAZIONE DEL GIORNO

 

"So che uno dovrebbe innamorarsi prima di riprodursi ma credo che la normalità non faccia per noi!" (Juno)

 


LOCANDINA

 

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9 commenti su “Una lucertola con la pelle di donna

  1. anonimo il said:

    Lucio Fulci è un grande! putroppo questo film mi manca, ma dalla tua recensione sembra molto interessante ^^ cercherò in qualche modo di procurarmelo!!

    *Asgaroth

  2. MonsierVerdoux il said:

    mamma mia ma come fai a vedere tutti ‘sti film (e poi a recensirli così velocemente!!!)????????

    Questo cmq mi manca, sarà che Fulci non l’ho mai amato particolarmente…molto artigianale (ed è un merito) ma secondo me un pò sopravvalutato…

  3. Ale55andra il said:

    Verdoux, questo l’avevo visto qualche settimana fa e ce l’avevo da parte. In realtà in queste ultime settimane sto guardando veramente pochissimi film, ahimè, perchè sto preparando un esame e sto lavorando…

    Tom, convertiamo tutti al mito Fulci!! 😛

  4. Ale55andra il said:

    Io mi sono convertita da pochissimo, però a quanto dicono gli appassionati i suoi migliori rimangono sempre Non si sevizia un paperino, L’aldilà, Sette note in nero. Ma anche questo che ho recensito io è molto bello.

  5. edio il said:

    Stupendo !!!! Adoro i thriller di Fulci 🙂
    Questo che hai recensito è sicuramente ottimo !
    Ti consiglio pure altri due che ho visto, "Non si sevizia un paperieno" e " Sette note in nero". Splendidi 😀

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