Velluto blu

REGIA: David Lynch
CAST: Isabella Rossellini, Kyle MacLachlan, Dennis Hopper, Laura Dern
ANNO: 1986

TRAMA:
Il giovane Jeffrey trova in un prato un orecchio umano. Dopo averlo mostrato al detective decide di investigare, incuriosito, per conto proprio, aiutato dalla figlia stessa del detective, Sandy. Le ricerche li porteranno ad investigare su Dorothy, una cantante di night, che cela dei segreti inconfessabili…



ANALISI PERSONALE

Si sa, quando si parla di David Lynch, il paranormale, la violenza, il sesso, il mistero, l’oscurità non mancano mai. In questo caso ci troviamo di fronte ad un film altamente violento, soprattutto per l’epoca nel quale è uscito, ma pregno di messaggi subliminali e non. Cosa si nasconde dietro la facciata apparentemente normale della middle class americana? Cosa cela l’animo umano? Quali sono le più nascoste perversioni degli uomini? Che tipo di persone popolano questo “strano mondo”?

Il regista risponde a modo suo a molte di queste domande in maniera originale, patinata, incisiva e altamente comunicativa, nel bene e nel male. Perché sono convinta che anche Lynch è uno di quei registi, di quei personaggi che o si amano o si odiano, proprio perché i suoi messaggi sono forti, a volte scomodi come forti sono le immagini e le parole di cui si serve per esprimerli.

“Non so se sei un detective o un pervertito.”

In questo caso veniamo messi di fronte ad atti di violenza, di sessualità perversa, di omosessualità e quant’altro e vediamo tutto ciò attraverso gli occhi del giovane e inesperto Jeffrey che pecca di curiosità (ma è poi una pecca la curiosità?) e inizia ad indagare portando la bella e fresca Sandy nel locale dove la sensuale Dorothy (una impedibile Isabella Rossellini allora compagna del regista), intona le note della bellissima canzone Blue velvet. D’accordo con Sandy, Jeffrey decide di entrare nell’appartamento della cantante per indagare un po’, ma proprio mentre fruga tra la sua roba sente dei rumori ed è costretto a nascondersi nell’armadio. In questo modo riesce ad ascoltare una strana telefonata della donna ma non ci vorrà molto a farsi scoprire e Dorothy in uno stato quasi catatonico si dirigerà verso l’armadio con un coltello in mano in una delle scene a mio avviso più paurose del film accompagnata da una musica a dir poco psichedelica. Jeffrey una volta scoperto, tenterà di salvarsi in corner con la scusa di essere un fan curioso, ma la donna non lo lascerà andare via così facilmente, soprattutto perché turbata psicologicamente. Nel mentre sta “approfittando” del ragazzo, bussano alla porta e Jeffrey è costretto a tornare nell’armadio.

Questa volta tramite i suoi occhi, possiamo osservare la vera violenza, possiamo avere veramente paura. Perché il nuovo ospite è Frank un boss malavitoso che ha rapito marito e figlio di Dorothy e che per questo la costringe ad assurdi, perversi e violenti giochi psicologici e sessuali. Molte scene di questa sequenza sono state tagliate proprio perché ritenute davvero troppo violente e molte cose le possiamo intuire solo dallo sguardo terrorizzato di Jeffrey (un sempre bravo e perfetto Kyle MacLachlan). Da questo momento in poi il ragazzo non si darà pace e investigherà a tutta forza, scattando foto, inseguendo Frank e i componenti della sua crosca e mettendosi persino nei guai per aiutare la povera Dorothy. Verrà infatti scoperto da Frank ad amoreggiare con la cantante nel suo appartamento e i due verranno portati nel loro grottesco e colorato covo, pieno di gente strana tra cui un simil-cantate truccatissimo che intona canzoni del grande Roy Orbison.

“Ci sei mai stato nel paradiso della fica?”

Tra un’indagine e l’altra i due ragazzi si accorgeranno di essere innamorati e il povero Jeffrey verrà persino inseguito dall’ex ragazzo di Sandy ingelosito e furioso. Durante l’inseguimento arriveranno fuori dall’appartamento di Dorothy e troveranno la donna tutta nuda e delirante. L’ex ragazzo geloso desisterà dai suoi intenti violenti e Jeffrey, nonostante la presenza di Sandy, che non conosceva il rapporto speciale che si era creato tra i due, aiuterà la donna tra una lacrima, un abbraccio e l’altro. Alla fine i nodi verranno al pettine, non vi dico come, ma ci sarà da “divertirsi”, tra un’incursione e l’altra, una sparatoria e l’altra.

Blue velvet è un film inusuale, non convenzionale, pieno di chicche e di particolari ben studiati, come le luci, le atmosfere, le ambientazioni, quasi alla Twin Peaks. Per non parlare della bellissima colonna sonora con le musiche di Angelo Badalamenti e le bellissime canzoni di Roy Orbison di cui Lynch è un appassionato. Anche la sceneggiatura è molto originale, semplice ma incisiva al punto giusto, concisa ma perfettamente adeguata alle situazioni, ai personaggi, agli ambienti. Velluto blu è un film degli anni ’80 e questo aspetto trasuda in ogni singola scena, dagli abbigliamenti, dalle capigliature, dalle musiche, da tutto. Velluto blu è però un film che può benissimo essere decontestualizzato e ambientato in qualsiasi epoca, perché la perversione, la violenza, la cattiveria, ma anche l’altruismo e la curiosità sono sentimenti eterni e senza età, ahimè per alcuni e per fortuna per altri.

Consigliato a chi apprezza lo stile particolarissimo di Lynch, sconsigliato a chi si scandalizza facilmente.

 

Regia: 9
Recitazione: 8
Sceneggiatura: 8
Fotografia: 8
Colonna sonora: 8,5
Ambientazione: 8,5
Voto finale: 8,5

 

“E’ proprio uno strano mondo”

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Sono Lowell Bergmann di 60 Minuti. Togliete 60 Minuti e non sono nessuno. (Al Pacino in "The Insider")



LOCANDINA

 

Twin Peaks

Quando andò in onda in Italia per la prima volta Twin Peaks ero troppo piccola per gustarmelo appieno come ho fatto crescendo con altre serie televisive. Ma non appena ho potuto procurarmelo non me lo sono di certo fatto scappare, richiamata ovviamente dalla partecipazione alla regia del grande David Lynch, che mi incuriosisce ogni volta che si parla di lui o di un suo progetto o lavoro. Twin Peaks (di cui ho visto solo la prima serie e di cui a breve visionerò la seconda), è entrato di diritto tra le mie cinque serie televisive preferite di sempre. E’ davvero raro trovare in un telefilm atmosfere così cupe e tetre e al tempo stesso così amene e tranquille, con delle musiche da brivido (la solita collaborazione di Lynch con Angelo Badalamenti). Non è da meno la storia portante che è appunto l’assassinio della giovane Laura Palmer, da cui il tormentone "Chi ha ucciso Laura Palmer?", e la successiva indagine dell’affascinante, carismatico quanto strambo e geniale agente Cooper (interpretato dal bravissimo Kyle MacLachlan). A fare da sfondo alle indagini, i vari abitanti di questa cittadina quasi sperduta, che si conoscono tutti e che sono tutti apparentemente delle tranquille e brave persone. In realtà ognuno di loro cela dei segreti, più o meno pericolosi, più o meno interessanti, più o meno scandalosi. Abbiamo ad esempio i genitori della vittima, Chatrine (una bravissima Piper Laure) e Leland (un invasato Ray Wise), e moltissimi altri, tutti da scoprire e da amare o disprezzare a seconda dei casi. Immergetevi nel mondo di Twin Peaks, dove niente è come sembra e dove i pericoli sono dietro l’angolo!


Twin Peaks rappresenta senz’altro una delle esperienze televisive più originali e affascinanti di sempre.Creata nel 1990 dalle menti geniali di David Lynch e Mark Frost, è diventata in poco tempo una vera e propria serie di culto, capace di proporre e affrontare tematiche fino ad allora estranee alla televisione americana e non solo… E’ importante sottolineare come non ci sia un termine ben preciso con il quale poterla classificare;essa è infatti il risultato della fusione di generi diversi,che vanno dalla commedia al thriller,dall’horror al sentimentale, dal drammatico al fantascientifico Questo elemento di ambiguità ci accompagna in una dimensione apparentemente normale, ma al tempo stesso inquietante,misteriosa ed ignota. Tutto comincia il giorno in cui viene ritrovato su una spiaggia il cadavere nudo,avvolto in un sacco di plastica,della diciassettenne Laura Palmer, reginetta di bellezza della high school di Twin Peaks, una cittadina dello stato di Washington al confine con il Canada.

La risoluzione del caso viene affidata al bizzarro agente FBI Dale Cooper il quale, dotato di grandi abilità investigative, pian piano svela segreti fino ad allora ben custoditi. Ne viene fuori  che a Twin Peaks nessuno è in realtà quello che sembra essere, tutti o quasi hanno qualcosa da nascondere e di conseguenza in molti paiono essere i potenziali assassini della ragazza. La stessa Laura Palmer,agli occhi di tutti ragazza per bene e studentessa modello, si scopre essere stata coinvolta, in vita,in intricate storie di sesso e droga. Da questi presupposti nasce un grosso intreccio di vicende, spesso con risvolti soprannaturali.Così, prendendo in esame quella che inizialmente appare come una tranquilla e ridente cittadina di montagna, Lynch mette in evidenza con grande maestria gli oscuri segreti che questa stessa nasconde,e lo fa volgendo la sua attenzione sulla doppia realtà di ogni singolo personaggio.

E’ infatti dominante il tema del Doppio (lo si può capire  dal titolo stesso dell’opera: Cime Gemelle), di ciò che sembra ma non è, dell’ambiguità esistenziale. La presenza di alcuni personaggi,come lo storpio ed il nano, ci fa comprendere il fascino esercitato  sul regista dall’anormalità fisica e psicologica (intese come metafore del mistero) e quindi la sua continua e affannosa ricerca dell’Anomalia in tutte le sue forme e manifestazioni. Oltre alle molteplici  citazioni al mondo dell’arte, soprattutto della Pittura, che testimoniano la passione di Lynch per questa attività, sono presenti numerosi elementi di culto: il nano che balla e parla al contrario nella surreale red room, le improvvise apparizioni dello spirito maligno Bob, le lettere dell’alfabeto che il misterioso assassino infila sotto le unghie delle sue vittime, il gigante che compare nelle visioni di Cooper,il continuo ripetersi di messaggi enigmatici come Fuoco Cammina Con Me e I Gufi non sono quello che sembrano.

Elemento di grande rilevanza è sicuramente la cosiddetta Loggia Nera(sede  del male oscuro di Twin Peaks), la quale costituisce un’ importante chiave di lettura per il susseguirsi  delle vicende.Da sottolineare, inoltre, la minacciosa presenza dei Boschi come elemento inquietante e affascinante al tempo stesso e, all’interno di essi, quella dei gufi, il cui verso cupo e misterioso è  un effetto sonoro che si ripete costantemente nel corso delle puntate. Notevole infatti l’importanza delle Componenti Musicali, fondamentali per la creazione delle tanto decantate atmosfere che hanno  reso celebre la serie; Lynch si affida per la loro composizione al musicista di origini italiane Angelo Badalamenti, scegliendo come colonna sonora la memorabile Falling cantata da Julee Cruise. Sono quindi numerosi gli elementi che hanno contribuito alla realizzazione di questo capolavoro televisivo di cui potrete avere un assaggio visionando queste pagine; certo è che per comprenderne a pieno la grandezza è necessario guardarlo con i propri occhi (è consigliabile la versione in lingua originale).


CURIOSITA’

La serie è composta da 30 episodi per una durata totale di circa 26 ore e comprende due stagioni. 
PRIMA STAGIONE: episodio pilota + 7 puntate. SECONDA STAGIONE:  22 puntate. Ogni singola puntata ha la durata di 48 minuti. L’episodio pilota e la puntata n° 8 (che apre la seconda stagione) hanno invece la durata di 96 minuti ciascuno.
 
Le puntate dirette da David Lynch in persona sono l’ episodio pilota più le puntate n° 2, 8, 9, 14, 29.
 
Nel 1992 fu prodotto dallo stesso Lynch il film (presentato anche al 45° festival di Cannes) Twin Peaks – Fire Walk With Me, il prequel della serie tv nel quale vengono narrati gli ultimi sette giorni di vita di Laura Palmer prima del suo assassinio.

Nel Cast  di Twin Peaks erano presenti diversi attori non professionisti: HARRY GOAZ (Andy Brennan) venne notato da Lynch in circostanze occasionali; ERIC DA RE (Leo Johnson) fu inizialmente assunto per il montaggio del set, mentre CATHERINE COULSON (la Signora del Ceppo) era la segretaria di produzione di Lynch. Discorso a parte per FRANK SILVA (l’interprete di Bob), che venne scelto da Lynch dopo aver visto accidentalmente la sua immagine riflessa in uno specchio mentre dava gli ultimi ritocchi al set. L’attore è deceduto nel 1996. Interpretarono un ruolo nella serie gli stessi MARK FROST e DAVID LYNCH. Il primo fece una breve comparsa nei panni di un video-reporter, mentre il secondo interpretò l’ agente sordo FBI Gordon Cole. Un ruolo di minore importanza ricoprì invece il figlio di Lynch, AUSTIN JACK (di allora 8 anni),nei panni del piccolo mago nipote della misteriosa Sig.ra Tremond, uno dei tanti personaggi enigmatici della serie.

Il titolo originale della serie è Twin Peaks, anche se in Italia è stata trasmessa da Canale 5 con il titolo I segreti di Twin Peaks. 
Questo probabilmente perchè,come dice simpaticamente un nostro visitatore,"sennò la casalinga di Voghera si guardava 
MI MANDA LUBRANO su Rai Tre…"
 
  • David Lynch si forma inizialmente come pittore. Tra le peculiarità del suo stile visivo si possono cogliere numerosi  rimandi e citazioni degli autori del ‘900 a lui più cari… 
  • Nel Gennaio del 1991 la serie TWIN PEAKS è stata premiata con tre Golden Globe:
  • 1) Miglior serie drammatica
    2) Migliore attore protagonista ( Kyle MacLachlan – Agente Cooper )
    3) Migliore attrice non protagonista ( Piper Laurie – Catherine Packard Martell )
     
    In Italia Twin Peaks è stata premiata nel 1991 con il Telegatto per il miglior telefilm straniero. Vennero dagli USA a ritirare il premio Sheryl Lee(Laura Palmer) e Michael Ontkean(sceriffo Truman). 
     
  • Il Dr. Hayward è interpretato da Warren Frost, padre di Mark, coautore della serie insieme a David Lynch.
  • David Duchovny, che tutti conosceranno con il nome del celebre agente FBI Fox Mulder del telefilm X-FILES, interpretò nella serie il ruolo di un agente DEA travestito da donna.
  • Gli esterni della immaginaria TWIN PEAKS furono girati a SNOQUALMIE, una cittadina di montagna a nord-ovest dello stato di Washington e al confine con il Canada. Tutti gli anni, nel mese di Agosto, vi ha luogo il Twin Peaks Fan Festival; iscrivendosi si ha la possibilità di partecipare a visite guidate nei luoghi "culto" della serie e di incontrare alcuni degli attori che l’ hanno resa celebre. 
  • L’attore che interpretò il Gigante (Carel Struycken) è lo stesso di Lurch de La Famiglia Addams.

  • Secondo le direttive date da Lynch, tutti i registi che furono chiamati per dirigere i singoli episodi utilizzarono speciali filtri di corallo rosso per girare le scene interne. Intento dichiarato di questa tecnica era quello di massimizzare il contrasto visivo tra le scene esterne (caratterizzate da colori freddi come grigi e verdi) e quelle interne che, con una forte prevalenza di colori caldi come appunto il rosso, dovevano trasmettere allo spettatore accoglienza, familiarità e quindi riparo dalle numerose minacce presenti a Twin Peaks.
    La cantante della Roadhouse è Julee Cruise, la reale interprete della colonna sonora del serial.

    Nella puntata n° 2 Leland Palmer, in preda ad una crisi isterica, improvvisa uno strano ballo con la foto della figlia uccisa. Dopo una colluttazione con la moglie Sarah, che tenta di farlo ragionare, la cornice della foto cade in terra e si rompe. In quell’occasione Ray Wise si tagliò accidentalmente un dito con i vetri ma, senza fermarsi, pensò bene di dare un tocco personale alla scena cominciando a spargere il suo sangue su tutta la foto,la quale è oggi un prezioso cimelio.


    Laura Palmer e la cugina-sosia Madeleine Ferguson sono interpretate dalla stessa attrice (Sheryl Lee); i due personaggi differiscono infatti solo per quanto riguarda il colore dei capelli. Il nome che Lynch ha scelto di dare alla cugina di Laura non è casuale: si chiamava Madeleine anche Kim Novak nel filmVertigo (La Donna Che Visse Due Volte) di Alfred Hitchcock, dove questa "muore" e poi riappare castana. Inoltre Maddy proviene dal Montana, e precisamente da Missoula, la stessa cittadina dove nel 1946 nacque David Lynch.

    La poesia che Windom  Earle consegna a Audrey, Dana e Shelly, si intitola La Filosofia dell’ Amore ed è stata scritta nel 1819 dal poeta inglese Percy Bysshe Shelley.

    Nella puntata n° 7 c’è una curiosa scena ambientata al One Eyed Jack’ s: una piccola vecchietta con la gobba sta cucendo sul vestito di Audrey una carta da gioco con raffigurata la regina di quadri. Quando nella stanza sta per entrare Benjamin Horne, la vecchietta scappa ed esce dalla stanza attraverso una piccola porta situata sul retro della camera. La scena è tratta da un celebre racconto dei fratelli Grimm
    Conosciutisi sul set di Twin Peaks, Lara Flynn Boyle (Dana Hayward) e Kyle MacLachlan (agente Cooper) ebbero una breve storia d’amore. In quegli stessi anni David Lynch viveva un lunga relazione con l’attrice italiana Isabella Rossellini, protagonista del suo film del 1986 Velluto Blu.

    David Lynch ha diretto anche alcuni celebri spot televisivi per prodotti come Playstation 2, Nissan Micra, Pasta Barilla e tanti altri.


     

    Jack Nance (Pete Martell), morto nel 1996,  fu sposato con Catherine Coulson (la signora del Ceppo).

    In seguito al successo di Twin Peaks, Jennifer Lynch (figlia di David) scrisse Il diario segreto di Laura Palmer, nelle cui pagine troviamo un quadro complessivo dell’ambigua personalità della ragazza attorno alla quale ruotano tutte (o quasi) le vicende della serie. L’edizione italiana è curata da Sperling&Kupfer.


    Sono stati realizzati inoltre: The Autobiography of FBI Special Agent Dale Cooper, My Life My Tapes – una biografia dell’Agente Cooper realizzata da Scott Frost, fratello di Mark – e Twin Peaks Access Guide to the Town, un libro prodotto e realizzato dagli stessi Lynch e Frost, in cui vengono descritti la città ed i suoi luoghi.