Kiss kiss, bang bang

REGIA: Shane Black

CAST: Robert Downey Jr., Val Kilmer, Michelle Monoghan
ANNO: 2005

TRAMA:

Harry Lockart, un ladruncolo spiantato, per sfuggire alla polizia durante una rapina si rifiugia in un palazzo dove stanno facendo dei provini cinematografici. Inaspettatamente riesce a fare colpo e viene invitato ad una festa a Los Angles. Dovrà interpretare la parte di un detective, e per farlo al meglio viene affiancato da un vero detective che dovrà fargli da trainer. I due però si troveranno in un mare di guai…

 


ANALISI PERSONALE

Kiss Kiss bang bang è una miscela di diversi generi: grottesco, pulp, comico, giallo, noir, thriller, d’azione e chi più ne ha più ne metta. E’ abbastanza ovvio che se non si è un grande maestro il miscuglio magari non è dei migliori, e infatti questo film non riesce a raggiungere alti livelli, ma ci prova con ironia e una buona dose, graditissima, di autoironia. Mentre lo guardavo, impossibilitata nel prendere appunti come faccio ultimamente ogniqualvolta mi accosto ad una nuova pellicola, la mia mente non ha potuto fare a meno di vagare tra i vari film che ho visto dalla mia adolescenza ad oggi e le varie letture che mi hanno accompagnato nel corso della mia vita. Sono riuscita a pensare ad Un corpo da reato con una bellissima Liv Tayler che forse ho accomunato all’altrettanto spigliata e simpatica protagonista di questo film, Michelle Monoghan; ad alcuni film di Tarantino di cui Kiss Kiss bang bang richiama molto lo stile pulp senza però riuscire a raggiungere gli stessi livelli; e alle numerose letture giovanili del grande Raymond Chandler e del suo grandissimo personaggio Philippe Marlowe. Nel corso della pellicola vengono citati numerosi suoi romanzi, come Il lungo addio o La donna nel lago.

Ma procediamo con ordine, anche se il film non segue affatto questa linea narrativa. Infatti, la pellicola è suddivisa in capitoli, con salti temporali qua e là e voce fuori campo del protagonista che narra la sua pazzesca storia. Le gag e le battute ironiche sono tantissime e senza sosta, forse un po’ troppo per i  miei gusti, ma di certo fanno sorridere più di una volta, soprattutto grazie ai due attori protagonisti nel pieno delle loro grazie, lo sgangherato ladruncolo-attore-detective Harry (il sempre affascinante e ammaliante Robert Downey Jr.) e il vero detective ormai fallito Gay Perry, che antepone il suffisso “gay” ad ogni parola, proprio perché omosessuale (un imperdibile Val Kilmer nel ruolo di un gay).



Il film comincia con uno squarcio di una ridente cittadina in cui c’è una sorta di festa di paese con due bambini che stanno mettendo in pratica un trucco magico. Col proseguire della storia riusciamo a capire che si tratta appunto dello spiantato Harry e della bellissima quanto sgangherata Harmony (Michelle Monoghan appunto). Harry la incontra dopo tanti anni, proprio alla festa a Los Angeles e ne rimane colpito senza riuscire a capire perché. Quando poi la incontra in un locale i nodi vengono al pettine e i due ricordano di essere stati amici d’infanzia e adolescenza ed Harry ricorda soprattutto che lei la dava a tutti tranne a lui e al suo carissimo migliore amico.

Senza portarla troppo per le lunghe, tra una gag e l’altra, tra una battuta e l’altra, veniamo a conoscenza del fatto che Harmony era andata via di casa perché suo padre approfittava sessualmente della sua sorellina più piccola e che lei per farle coraggio aveva inventato la frottola che non si trattasse del suo vero padre, ma che quello vero fosse un pezzo grosso hollywoodiano. Questa bugia avrà conseguenze per il futuro, perché la giovane sorella diventata ormai una donna, arriverà in città alla ricerca del suo vero padre, ma verrà trovata morta in una camera d’albergo apparentemente suicida. Ovviamente Harmony si rivolgerà al, da lei creduto detective Henry, per investigare un po’ sulla storia. A complicare le cose, arriva la scoperta da parte di Harry e Gay-Perry di un cadavere fatto precipitare all’interno di un automobile in fondo ad un lago. Non ci vorrà molto a capire che i due omicidi sono correlati, proprio perché il cadavere trovato in fondo al lago è quello della figlia del padrone di casa in cui c’era stata la famosa festa (in realtà si scopre poi che era un’attrice pagata per impersonare quel ruolo, dato che la vera figlia del pezzo grosso era stata messa a tacere per varie ragioni).

Il giallo si infittisce, e raccontarlo diventa davvero difficile, inoltre rovinerebbe la sorpresa, anche se, ripeto, la vera sorpresa di questo film sono le situazioni impossibili e i personaggi veri e propri, tutti strampalati e fuori di testa, tanto da sfociare a volte nell’eccessivamente ridicolo e surreale. Potrei raccontare qualcuna delle numerose gag, ma sarebbe un’impresa ardua dato che è davvero difficile sceglierne qualcuna piuttosto che un’altra. Tanto per dirne una, posso citare quella in cui alla fine Harry scopre che la cara Harmony in realtà si era fatta anche il suo migliore amico, reagendo in maniera esasperata e arrivando persino a perdere un dito; dito che tornerà varie volte a complicare la vita dell’affascinante ragazzo, le cui sfortune ovviamente non si fermano di certo qui. Ovviamente i tre impavidi protagonisti riusciranno a sbrogliare il filo della matassa e piano piano anche noi spettatori, tra una risata e l’altra.

Quello che più colpisce a mio avviso in questo film, non è tanto il soggetto o la trama, ma lo stile narrativo alquanto innovativo anche se strizza l’occhio un po’ troppe volte ai vari pulp tarantiniani e non, i colori, le atmosfere, le musiche, tutto intensamente anni ’60, tutto molto glamour, tutto molto bello a vedersi. Ma l’aspetto che spicca su tutti per originalità, simpatia, incisività ed espressività è proprio la sceneggiatura ricca, anzi ricchissima, di battute originali, di massime, di detti, di dialoghi fittissimi e divertentissimi e che riesce a catturare l’attenzione soprattutto durante i dialoghi della voce fuori campo dello stesso protagonista che dialoga con gli spettatori prendendoli anche in giro non poche volte.

Insomma, Kiss kiss bang bang non sarà di certo un capolavoro, non sarà di certo un film del grande Tarantino e non avrà nemmeno la poeticità e l’intensità dei romanzi di Chandler, ma è di sicuro un film leggero, godibilissimo e molto molto divertente che cattura l’attenzione dall’inizio alla fine e che ipnotizza per le simpaticissime quanto impedibili interpretazioni dei mitici Downey Jr e Kilmer.


Consigliatissimo davvero agli amanti dello stile glamour senza troppo eccessi, del pulp e del grottesco, sconsigliato a chi pretende di trovare somiglianze con Tarantino.

 

Regia: 7
Sceneggiatura: 8,5
Recitazione: 8,5
Fotografia: 7
Colonna sonora: 7,5
Ambientazione: 7,5
Voto finale: 7,5

 

 


CITAZIONE DEL GIORNO

Una volta ho chiesto ad un editore quali fossero gli scritti meglio pagati. Mi ha risposto: le richieste di riscatto. (da "Get Shorty")

 


LOCANDINA

 

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