The toxic avenger

Il mostro-supereroe più nerd della storia

Melvin, uno sfigato che come lavoro fa le pulizie in una palestra, viene preso di mira dai ragazzi e dalle ragazze che non fanno altro che fargli terribili scherzi. A causa di uno di questi, però, il ragazzo cade in un barile pieno di rifiuti tossici, trasformandosi poco dopo in un terribile mostro. Presto comincerà a vendicarsi di coloro che l’hanno sempre trattato male, ma al momento stesso farà del bene per la sua città e i suoi abitanti.

 

The toxic avenger

Prima di discutere del film in sé per sé, sarebbe bene parlare della casa di produzione che l’ha lanciato. Ci riferiamo all’ormai mitica Troma, fondata da Lloyd Kaufman e Michael Hertz, che dal 1974 sforna film assurdi, grotteschi, trashissimi e demenziali. Il primo horror-comico in assoluto da loro portato sugli schermi è questo “Il vendicatore tossico” (“The toxic avenger” in originale), che ovviamente è diventato lo stendardo della stessa casa di produzione, nonché uno dei film appunto più trash e demenziali da essa mai partoriti. Il protagonista è uno dei nerd più tipici, bruttino, rachitico, timido e impacciato che riesce ad avere il suo riscatto, nonostante le fattezze orribili da lui assunte dopo la mutazione genetica.

Il film, ovviamente, si incentra su tutti gli elementi che ci aspetteremmo da un lavoro del genere: sesso, violenza, nonsense e stupidità a go go. Non si tratta, infatti, di un vero e proprio horror, se si escludono gli effetti, anzi gli effettacci, speciali (poltiglie varie, crani maciullati, ventri squartati e si potrebbe continuare a lungo), ma di un vero e proprio film demenziale, con dei protagonisti più idioti che mai, tanto da farci desiderare ardentemente per loro una fine a dir poco apocalittica. Certo, qualcuna finirà col sedere sfigurato (così non potrà più vantarsene come in precedenza), qualcun’altro verrà fatto a pezzi in un fast food o nella palestra stessa (simboli di una certa generazione americana), fatto sta che il nostro vendicatore preferito non risparmierà veramente nessuno, nonostante i momenti di titubanza.

Altro elemento distintivo del lavoro dei due registi e produttori è lo spirito politicamente scorretto, ai limiti dell’ammissibile, con tanto di bambini, cani e vecchiette che fanno una brutta fine e con la critica anche alla corruzione di alte cariche politiche e sociali. Nel mezzo una citazione, che è più una presa in giro, di un grande film come “The elephant man”, con alcuni punti di contatto (il che è da prendere estremamente con le pinze), tra quel personaggio e quello di questo film, che addirittura instaura anche un idilliaco rapporto amoroso con una ragazza cieca, la quale non potendo vedere il suo orribile aspetto, si innamora del suo buon cuore.

Non pensate a nulla di serio però, nonostante il riferimento ai cittadini che da un lato elogiano le imprese del mostro e dall’altro le condannano, facendoci pensare ad una sorta di riflessione sul senso etico e sugli scopi di un certo tipo di violenza, perché a regnare saranno sempre “tette e culi” di avvenenti ragazze, muscoli e cervelli fritti di palestrati più deficienti che mai, assieme a lotte corpo a corpo con il mostro di dimensioni notevoli. Se dal cinema chiedete altro o non siete disposti a farvi trascinare dalla sciattezza più assoluta (regia, montaggio, dialoghi e recitazioni non sono certo da premio Oscar), allora forse è meglio che lasciate perdere. Se, però, non volete perdervi un pezzo di storia del cinema di serie b, o meglio di serie z, non potete perdervi questo “capolavoro” di rara bruttezza, ambientato in una città creata ad arte, quella Tromaville che sarà teatro anche dei successivi film. “Il vendicatore tossico”, comunque è un’opera che intrattiene, diverte, a tratti fomenta e restituisce la genuinità di un cinema fatto con pochi mezzi, ma con grande passione, nonché con uno spirito di derisione nei confronti di chi forse si prende fin troppo sul serio, pur magari non potendoselo permettere.

Pubblicato su www.supergacinema.it

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2 commenti su “The toxic avenger

  1. anonimo il said:

    Un must che ha dato la luce ad altri tre seguiti.Il quarto capitolo è il migliore-cattivissimo gusto a go go.
    La Troma ci ha deliziato innumerevoli volte!

    ciao davide 2viga" viganò

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