Becky: il revenge movie incontra l’home invasion in uno splatter che intrattiene senza troppe pretese

Becky è una tredicenne ribelle che sta passando un periodo particolare a causa della morte di sua madre. Con suo padre si sta recando nel cottage di famiglia dove non sa che li raggiungeranno anche la nuova compagna del genitore e il suo bambino. La ragazzina, ovviamente, non è intenzionata a trattare bene nessuno di loro, né ad amalgamarsi con la nuova famiglia. Tutto cambierà, però, quando dalla casetta appartata della sua infanzia, in cui si è rifugiata per non stare troppo a contatto coi nuovi arrivati, si renderà conto che questi ultimi sono stati assaliti da una banda con bruttissime intenzioni. Si tratta del neonazista Dominick e di alcuni suoi compari con i quali è riuscito a scappare di prigione per tornare nel posto dove anni prima aveva nascosto una chiave per lui molto importante. Chiave per la quale sarà disposto veramente a tutto, senza aver, però, fatto i conti con la rabbia giovanile dell’inarrestabile Becky.

Mettete a confronto una ragazzina incazzata col mondo (contrassegnata da una sana dose di cattiveria che si porta dietro a causa della morte della madre e forse non solo per quello), con un neonazista senza il minimo scrupolo per donne, bambini o animali e avrete il mix di copiosissima violenza, gustosissimo splatter e delizioso citazionismo che è Becky (siamo dalle parti di Mamma, Ho Perso L’Aereo in salsa horror in poche parole).

In questo film, che riesce a farsi apprezzare anche perché non ha nessuna pretesa se non quella di intrattenere senza troppa profondità di contenuti e con scarsissima attenzione a sottotesti, metafore e simili, ci sono soluzioni molto divertenti dal punto di vista orrorifico, con un sano gusto per il sottogenere di riferimento e con un giusto mix tra l’home invasion, che gioca poco con le atmosfere ma tanto con il sangue, e il revenge movie con la ragazzina che si vendica degli assalitori che inizieranno facendo fuori uno dei suoi due amatissimi cani e non si fermeranno di certo lì.

Se vogliamo trovare qualche difetto, considerando sempre la premessa iniziale di trovarci di fronte ad un prodotto che non aspira ad essere altro se non quello che alla fine risulta essere (un divertito gioco al massacro tra una bambina e degli stronzi incredibili, anche se uno di loro riserverà delle sorprese), risiede nel fatto che non c’è mai un minuto in cui ci troviamo ad essere in apprensione o in tensione per Becky, proprio perché appare chiaro sin dall’inizio che è una badass ancora più pericolosa dei neonazisti con cui si troverà ad avere a che fare e, anzi, alcune volte sembra esserlo fin troppo per l’età che ha, come se ci trovassimo di fronte ad un’esagerazione di toni e modi di fare, creata ad arte per imbastire una sequela di atti di violenza inaudita, utili ovviamente al puro sollazzamento del fan di questo tipo di soluzioni.

Fatto sta che, essendo da queste parti fan di questo tipo di soluzioni, ci si può ritenere decisamente soddisfatti dall’essere stati intrattenuti piacevolmente da questa ragazzina con dei controcoglioni pari a quelli di Kevin McCallister nella commedia natalizia che lo vede come protagonista contro due ladri improbabili e imbranati. Aggiungiamoci che nel ruolo del “cattivone” troviamo un inedito Kevin James con tanto di testa pelata e svastica tatuata sul cranio e che nei panni di Becky abbiamo la giovanissima Lulu Wilson che ha la giusta faccia cazzuta e ambigua e possiamo concludere asserendo di essere di fronte ad un’opera sicuramente apprezzabile, soprattutto se si è disposti a chiudere un occhio sulla scarsa qualità dei contenuti e sul modo non proprio sopraffino di dipingere i comprimari, impersonati, interpretati e scritti in maniera non proprio eccelsa. Ma la piccola Becky, con la sua follia allucinante, riuscirà da sola a lasciarci a bocca aperta.

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