Una calibro 20 per lo specialista




REGIA: Michael Cimino

CAST: Clint Eastwood, Jeff Bridges, George Kennedy, Geoffrey Lewis

ANNO: 1974

 

TRAMA:

 

Il maturo John, anche detto l’artigliere, incontra lungo il suo cammino il giovane e inesperto Caribù. Insieme progettano un grosso colpo che ricalca fedelmente le orme di una rapina precedente effettuata dall’artigliere. A rallentarli, prima, e aiutarli, dopo, arrivano due vecchi amici di John.

 



ANALISI PERSONALE

 

Esordio dalla regia dell’allora trentenne Cimino, questo Una calibro 20 per lo specialista, è un film davvero molto speciale che riesce nell’intento di rendere emozionante e a tratti quasi commovente, una storia di rapine e sparatorie. Il tutto è dovuto all’esemplare caratterizzazione di ciascun personaggio, ma soprattutto dei rapporti intercorrenti tra i quattro protagonisti, principalmente i due più importanti, John e Caribù uniti sempre più da una sorta di legame padre-figlio. Ed è così che il giovane scapestrato e sopra le righe, oltre a divertire con le sue battute sempre pronte e i suoi movimenti da spaccone, fa anche molta tenerezza per la sua ingenuità e la sua immensa sete di conoscenza, oltre che per l’ammirazione e lo spirito emulativo che prova nei confronti di John. Suo unico intento, in realtà, non è quello di arricchirsi col bottino della rapina, ma quello di poter divenire un vero e proprio eroe, come lo era stato John ai tempi della guerra in Corea combattuta al fianco del “Rosso”, vecchio amico dell’artigliere che insieme a Goody che si unirà al nuovo piano. Di sicuro non mancherà l’azione, che costituirà una parte fondamentale della pellicola a partire dall’incipit con la camera che segue letteralmente un auto che si avvicina ad una chiesa dalla quale provengono dei canti religiosi. Il prete che sta elargendo il sermone altri non è se non il mitico Clint Eastwood dall’espressione perennemente dura e caricata, che ben presto dovrà vedersela con una raffica di proiettili provenienti dal tizio sceso proprio dall’auto in questione. Subito dopo, un inseguimento tra i campi di grano, interrotto dall’arrivo dello scapestrato Jeff Bridges, che dopo aver rubato un auto, ne sta provando il limite di velocità. Il rapporto tra i due comincia in una maniera a dir poco rocambolesca, con John che tenta disperatamente di entrare nell’auto di Caribù, che sta correndo all’impazzata per i campi. E così come ha avuto inizio, il rapporto finirà proprio a bordo di un auto, una cadillac bianca nuova di zecca, da sempre il sogno del giovane ragazzo. Una volta divenuti amici, pur senza difficoltà, i due proseguiranno il loro viaggio on the road, cadenzato da una colonna sonora davvero molto adatta, destreggiandosi con espedienti di vario tipo, piccole rapine, notti con prostitute, borseggi e corse in auto tra le strade circondate da campi e distese enormi o da montagne.


Ma ben presto dovranno vedersela con il Rosso e Goody che inseguono John per recuperare il bottino di una loro vecchia rapina, in realtà andato perduto. I quattro allora decideranno di allearsi per ripetere il colpo, ma sostanzialmente perché in realtà non hanno mai smesso di essere amici. L’amicizia, dunque, il tema più importante di questa pellicola, e principalmente l’amicizia tra uomini (le donne sono una presenza a dir poco secondaria  “le donne portano guai”, ripeterà Caribù al suo amico). Un sentimento visitato sotto vari aspetti e punti di vista e incarnato appunto dai differenti tipi di rapporti che intercorrono tra l’uno e l’altro. Tra John e Caribù si viene ad instaurare una sorta di senso di protezione per l’uno e ammirazione per l’altro (“Io non voglio il tuo orologio, voglio la tua amicizia…facciamo squadra!”); tra John e il Rosso che hanno diviso l’esperienza della guerra c’è una sorta di sentimento contrastante, un’amicizia un po’ ambigua (“Perché volevi ucciderlo?”, chiederà Caribù al Rosso, riferendosi a John; “Perché siamo amici”, gli verrà risposto); il Rosso e Goody non fanno altro che battibeccare e rimproverarsi a vicenda, nonostante siano sempre in coppia in ogni loro movimento; e tra Caribù e il Rosso ci sarà un sentimento di vero e proprio odio, soprattutto da parte del più anziano dei due che non sopporterà la sua spavalderia e l’acutezza della sua lingua. L’unico momento in cui questi ultimi riusciranno ad entrare in sintonia, sarà quando il ragazzo racconterà di aver intravisto una donna interamente nuda affacciata ad una finestra. Il Rosso, affetto da manie voyeuristiche, penderà dalle sue labbra fino a quando Caribù non ne farà un’altra delle sue facendolo nuovamente arrabbiare. Esplicative del carattere a tratti viscido del personaggio del Rosso, saranno anche altre sequenze come quella nella quale, durante la rapina, l’uomo si troverà di fronte ad una giovane coppia nel bel mezzo dell’amplesso e rimarrà a fissarli togliendosi persino la calzamaglia e legandoli, dopo, in posizione sessuale. Il coraggio, la forza, la lealtà e la determinazione di John, trovano quindi il loro contraltare nella sprovvedutezza, spensieratezza e ingenuità di Caribù, ma soprattutto nella codardia, nella vigliaccheria, nella disonestà e slealtà del Rosso. Delle amicizie, dunque, destinate a non durare nel tempo, proprio perché, come ci dimostra il finale con John che corre da solo lungo le strade deserte del Montana, ogni eroe è destinato a rimanere da solo.

 

VOTO: 8,5

 

 


CITAZIONE DEL GIORNO

 

San Rocco è un bugiardo. Ti puoi fidare solo di San Biagio: quello non ti mente mai. (dal film "Non si sevizia un paperino" di Lucio Fulci)

 


LOCANDINA

 

Precedente Dieci piccoli indiani Successivo Il demone sotto la pelle

9 commenti su “Una calibro 20 per lo specialista

  1. pickpocket83 il said:

    Come sai uno dei film di Cimino che ancora devo vedere. Mi intriga però. Come mi intriga pure quell’header. :))

    Un salutone

  2. cinematto il said:

    Dopo la 44 magnum non poteva che esserci la calibro 20 per Clint =D

    Scherzi a parte anche io devo recuperare stò film, anzi in effetti di Cimino a parte Il Cacciatore devo recuperare un bel pò.

  3. Ale55andra il said:

    Stefano, l’header è mitico perchè è mitico l’uomo ritratto.

    Cinematto, anche io dopo questo, devo recuperare praticamente tutto di Cimino, compreso Il cacciatore che ho visto quando ero troppo piccola.

  4. anonimo il said:

    ciao! ho letto con attenzione il tuo blog. devvero bello complimenti!

    io per un lavoro di approfondimento a scuola ho deciso di farne uno sul cinema. in particolare sull’analisi di uno. 2 anni fa avevo fatto apocalipse now. ora sono indecisa su quale film. avevo pensato a into the wild o a forrest gump. ti sarei grata se mi dessi un tuo parere e magaria nche un aiuto sul titolo del film e sulle tematiche da sviluppare nel lavoro. grazie mille

  5. Ale55andra il said:

    Inanzitutto grazie per i complimenti. Poi volevo dire che non ho ben compreso il quesito che mi poni. Nel senso, per una ricerca scolastica, devi scrivere la recensione o l’analisi di un film legato ad un determinato tema? Ma il tema è già assegnato o puoi decidere tu? E se puoi decidere tu, devi farlo sicuramente in base a quello che hai già visto e a quello che sostanzialmente ti è piaciuto. Magari se mi offri ulteriori dati, potrei anche darti una mano ^^

  6. NoodlesD il said:

    Per me uno dei migliori di Cimino. Anzi, oso: è secondo solo al Cacciatore. Per me viene prima anche di quel mastodontico capolavoro che è I cancelli del cielo. Una calibro 20 è un western moderno che conserva in sé tutta la disillusione e il fallimento umano dei 70 – decade americana che, insieme alla seconda metà dei 60, è uno dei periodi che più amo cinematograficamente parlando (e non solo).

  7. Ale55andra il said:

    Per ora di Cimino ho visto solo questo e Il cacciatore. I cancelli del cielo lo vedrò a breve. Per il momento ovviamente Il cacciatore rimane imbattibile.

Lascia un commento