Breaking bad

Il professore e l’ex-studente uniti dalla metamfetamina

La AMC è un’emittente americana relativamente giovane per cui non ha all’attivo moltissimi telefilm sul groppone. Detto questo, quei pochi serial tv andati in onda su questa rete hanno lasciato di stucco sia gli spettatori che i critici e, salvo qualche trascurabile e non assoluta eccezione, pensiamo a “The walking dead”, hanno mantenuto dei livelli qualitativi e contenutistici davvero sorprendenti.
Basti pensare allo straordinario “Mad men” o ai più recenti e, ognuno a suo modo soddisfacenti “Rubicon” e “The killing”. Questa volta, noi, invece, ci occupiamo del fenomeno “Breaking bad”, telefilm di cui sono andate in onda per ora tre stagioni e di cui attendiamo impazientemente la quarta.
Ciò che più colpisce di questo magnifico telefilm che si insinua potentemente tra i migliori mai andati in onda sui piccoli schermi, è il potere visivo e narrativo che la contrassegna con una fotografia da standing ovation, una regia sempre attenta e particolare e, soprattutto, una sceneggiatura di ferro messa nelle mani di attori decisamente degni di nota. Su tutti regna senza ombra di dubbio l’insuperabile Bryan Cranston nel ruolo del particolarissimo protagonista, Walter White, ordinario professore di chimica che, dopo aver scoperto di avere il cancro e di non poter sopravvivere a lungo, comincia a mostrare una natura che sembrava nascosta, ma che in qualche modo covava già dentro di lui.
L’impressionante interpretazione di Cranston si adatta perfettamente alle varie mutazioni che caratterizzano il personaggio: marito e padre fedele e amorevole, professore gentile e disponibile e, per ultimo, produttore e spacciatore di pregevole metamfetamina, attività intrapresa con l’aiuto di un suo ex allievo, Jesse Pinkman (interpretato dal bravissimo e sorprendente Aaron Paul), per riuscire a racimolare quanti più soldi possibili da lasciare a moglie, figlio e figlioletta in arrivo.
Tra gli altri personaggi non si possono non citare la moglie Skyler (Anna Gunn), il figlio Walter Jr (Rj Mitte), la cognata Marie (Betsy Brandt) e soprattutto l’irresistibile cognato Hank (Dean Norris), agente della DEA, l’agenzia antidroga americana, nonché personaggio di grande spessore e di altissima importanza nell’evoluzione dell’intreccio. Si aggiungano i “cattivoni” davvero tutti molto ben caratterizzati e interpretati fino ad arrivare al mellifluo e ingannevole Gustavo impersonato dal conosciuto Giancarlo Esposito.
Dalla cattedra di un’aula, dunque, il nostro Walter White si ritroverà nei polverosi deserti del New Mexico intento a contrattare con bande di criminali e rischiando spesso la sua stessa vita, nonché quella del suo collega Jesse. Ed è proprio nella nascita, nello sviluppo e nell’evoluzione del rapporto tra questi due grandissimi personaggi che si trova il maggior punto di forza, tra i tantissimi altri già citati, di questo “Breaking bad”, telefilm che non lascia spazio a banalità o retoricismi e ci restituisce, invece, tutta la forza dei sentimenti quali la disperazione, la rabbia, ma soprattutto la volontà di autoaffermazione e di soddisfazione personale.
Inutile stare qui a citare tutti gli Emmy e i numerosi altri premi vinti da questo grande telefilm che sicuramente lascerà un segno tra gli appassionati di questa vera e propria arte, se non lo ha già fatto, grazie alla sua potenza comunicativa raramente rintracciabile se non in prodotti di grande spessore come questo.

Pubblicato su www.supergacinema.it

10 pensieri su “Breaking bad

  1. i cesaroni per gli intellettuali,altrimenti I Liceali!
    Hai mai visto quel piccolo capolavoro che è MODERN FAMILY?(io preferisco le fiction comiche)

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