Saga dei Pirati dei caraibi – La maledizione del forziere fantasma

ANCHE I MOSTRI HANNO UN CUORE


Ad un passo dal matrimonio Will Turner ed Elizabeth Swann vengono arrestati per gli atti di pirateria precedentemente commessi e costretti ad andare alla ricerca del forziere che racchiude il cuore di Davy Jones, terribile capitano del vascello "Olandese volante", con cui terrorizza i mari e i porti. Ad aiutarli arriverà come al solito Jack Sparrow che per riacquistare il possesso della Perla Nera aveva venduto l’anima al "mostro". La sua unica via di scampo è quella di trafiggere il cuore di Jones racchiuso all’interno del forziere.

Sempre più movimentata e piacevolmente caciarona, la saga de "I Pirati dei Caraibi", continua a dimostrarsi ancora fresca e piacevolissima, anche arrivata al suo secondo episodio. Questa volta avremo a che fare con numerosissime altre avventure, come quella di Jack Sparrow in un villaggio di cannibali che l’hanno scambiato per un dio fattosi carne (e che quindi vogliono eliminare il suo involucro fisico per ridargli la sua essenza divina), fino ad un’irresistibile lotta a tre (Sparrow, Farrell e il commodoro Norrington) a bordo di una ruota di mulino che continua a rotolare velocemente su un’isola fino ad arrivare in mare.

Ancora una volta, il perno del film è sicuramente Jack Sparrow che come sempre fa degli ingressi trionfali: se la prima volta l’avevamo visto "atterrare" da una nave colma d’acqua, stavolta lo vediamo navigare a bordo di una bara. Non mancheranno i soliti personaggi irresistibili, compreso uno che non ci saremmo mai aspettati, che fa la sua comparsa proprio sul finale sbalordendo lo spettatore e persino gli stessi attori del film, a cui non era stata rivelata l’identità di questo personaggio misterioso. Rifacendosi sempre al classico piratesco di Stevenson "L’isola del tesoro", Verbinski stavolta ci racconta di un’altra maledizione, quella che ha colpito il capitano Davy Jones (un Bill Nighy irriconoscibile nei panni di una sorta di polipo gigante), costretto a navigare in mare aperto ininterrottamente a poter mettere piede sulla terraferma solo una volta ogni dieci anni. Per raggiungere il suo cuore e trafiggerlo, i nostri eroi ne combineranno di tutti i colori, ognuno ovviamente sempre per il proprio tornaconto (stavolta addirittura l’innamoratissimo Will Turner non sarà spinto solo ed esclusivamente dall’amore per la sua bella). Come sempre ci saranno i soliti siparietti spassosi e comici, come quando si fa riferimento alle mitiche tartarughe marine o agli altri animali protagonisti delle varie avventure.

Inutile rimarcare che i momenti migliori e più divertenti sono quelli in cui Sparrow fa ampio sfoggio delle sue stramberie o delle sue battute ad effetto (quella che ritorna più frequentemente rimarca il suo "tifare" apertamente per il commodoro Norrington nella conquista del cuore di Elizabeth), senza contare le numerose scene in cui viene ripetutamente schiaffeggiato da qualche amante sedotta e abbandonata. Ma ai momenti più distensivi, fanno da contraltare numerose scene d’azione, come gli attacchi della piovra gigante alla Perla Nera e alle altre imbarcazioni che si uniscono per sconfiggere l’Olandese volante. Alla fine, solo grazie ad un furbo e calcolato, nonché leggermente crudele, stratagemma ideato da Elizabeth, i nostri riusciranno a salvarsi, non senza però sacrificare la vita di Jack Sparrow, lasciato in pasto a Davy Jones che reclama il suo credito nei confronti del pirata: 100 anni di totale prigionia a bordo della sua nave.

Il povero Jack Sparrow, qui per la prima volta senza cappello (lo ritroveremo nel terzo capitolo però, come vero e proprio segno distintivo del pirata, così come fu la frusta per Indiana Jones), si ritroverà allora completamente inghiottito. Ma niente paura, perché tutti gli altri si riuniranno per andare a salvarlo ai confini del mondo!

Pubblicato su www.supergacinema.it

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